Riapre dopo cinque anni il viadotto Himera

Inaugurato il ponte dell’A19 che nell’aprile del 2015 si inclinò a causa di una frana. La nuova opera ha comportato un investimento di 12,5 milioni

di Marco Russo

Ci sono voluti cinque anni di lavori, rinvii e polemiche, ma alla fine il viadotto Himera è nuovamente aperto al traffico. Questa mattina l’inaugurazione del ponte sull’A19 Palermo-Catania, che nell’aprile del 2015 si inclinò appoggiandosi all’altra carreggiata, a causa di una frana che provocò il cedimento di tre piloni. Al taglio del nastro oggi hanno partecipato, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, il viceministro Giancarlo Cancelleri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e l’amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini. Hanno disertato l’inaugurazione, in polemica per i ritardi nella consegna dell’opera, i rappresentanti del governo della Regione Siciliana.

Il taglio del nastro

Il nuovo viadotto Himera, che ha comportato un investimento complessivo di 12,5 milioni, è stato realizzato in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale, volutamente progettata con una luce di 130 metri, consente di scavalcare la frana che interessa l’area, mentre le due pile e le relative fondazioni sono state posizionate ai margini della stessa e dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. La realizzazione del viadotto – sottolineano dall’Anas – è stato un percorso complesso che ha visto scontare “le criticità legate all’iter per autorizzazioni, durato 37 mesi, alla crisi finanziaria delle aziende incaricate dei lavori, e nella fase finale alle difficoltà di reperimento di uomini e materie prime a causa del lockdown”.

Il viadotto dopo la frana

Un’accelerazione è stata impressa al termine del periodo di quarantena: già all’inizio di giugno erano state avviate le fasi propedeutiche al varo del nuovo impalcato, quali la chiusura della bretella in by-pass al viadotto e, nella seconda metà di giugno, è stato effettuato il varo in quota dei sette conci. Nelle settimane successive, si è poi proceduto all’installazione delle predalles, lastre piane utilizzate per la realizzazione delle solette dell’impalcato sulle quali è stato eseguito, in due nottate differenti per gestire al meglio il peso, il getto di calcestruzzo.

Il ministro De Micheli durante l’inaugurazione

“Noi oggi in Sicilia e nel paese intero abbiamo fatto un grandissimo investimento su sicurezza e manutenzione – ha detto il ministro De Micheli nel corso dell’inaugurazione – . Abbiamo introdotto nuove norme sulle sicurezza che per la prima volta rendono il paese uguale siamo all’inizio di questa attività. Per la Sicilia – ha aggiunto – ci sono a disposizione quasi 18 miliardi tra strade e autostrade e undici miliardi per le ferrovie”. Sui ritardi che hanno accompagnato i lavori, il ministro ha chiarito: “Nel caso specifico di questo viadotto ci sono state situazioni legate all’impresa che ha vinto la gara. Abbiamo nel decreto semplificazione una modalità per la quale nel caso dovessero accadere in altri cantieri situazioni di questo tipo sarà consentito ad Anas di potere cambiare le aziende rapidamente per non sospendere i cantieri”.

Il viadotto prima della demolizione

Il viceministro Cancelleri ammette che il viadotto “per troppo tempo ha rappresentato una grande vergogna alla nostra terra”, sottolineando però che “le lamiere che oggi costituiscono il ponte, sono arrivate in cantiere smontante il 31 dicembre del 2019, fate il conto in quanti mesi abbiamo costruito questo poste. Questo significa che le cose si possono fare bene e velocemente”. Il sindaco Orlando, invece, ha ribadito l’importanza della sinergia tra le istituzioni per il completamento dell’opera. “Certamente oggi non siamo qui per festeggiare – ha dichiarato Orlando – ma per confermare una fattiva collaborazione tra le istituzioni e, soprattutto, per chiedere che si accerti la responsabilità dei ritardi. Ci siamo trovati infatti di fronte a tanti progetti sbagliati qui e altrove”.

Il viadotto Himera pochi giorni prima dell’inaugurazione

“La costruzione del nuovo viadotto – ha dichiarato infine Simonini – rientra nell’ambito del grande piano di manutenzione da 870 milioni di euro in corso lungo tutta l’autostrada, piano che è compreso nel totale degli investimenti complessivi di Anas per la Sicilia, pari a 4,4 miliardi di euro, sia per la manutenzione programmata che per le nuove opere, a testimonianza del grande impegno dell’azienda per l’isola”.

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1 Comment

  1. Sulla riapertura del viadotto ,guarda caso a ridosso della pomposa cerimonia per il Morandi, ERA UN ATTO DOVUTO AI SICILIANI! Come si sarebbero giustificati altrimenti! Deluso da Orlando e Cancalleri…Non dovevano presenziare! ASCARI!

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