Riaffiorano i decori nascosti dell’Hotel delle Palme

Svelati alcuni dettagli del restauro in corso nello storico albergo di Palermo. Sono stati riportati alla luce alcuni decori che erano ricoperti da strati di calce

di Guido Fiorito

Restituire l’Hotel et Des Palmes alla sua antica bellezza, anche se il tempo e soprattutto gli interventi degli uomini hanno causato notevoli danni. Questo l’obiettivo del restauro e della ristrutturazione in corso nell’albergo che è chiuso da un anno e che conta di riaprire in estate. A Palazzo Ajutamicristo, si è fatto il punto sui restauri, anche se non tutto è stato detto per non perdere l’effetto finale dei lavori che restituiranno il palazzo alla sua vita di albergo, ma anche alla città. Un restauro fatto in pieno accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali che ha ospitato l’incontro, il primo appuntamento del calendario 2020.

Restauro delle decorazioni

“Per restituire l’albergo ai fasti del passato – dice Chiara Donà dalle Rose, coordinatrice del restauro – abbiamo fatto un intervento filologico, per ritrovare ciò che è stato ricoperto o modificato per quel che è possibile. L’hotel era stato fortemente sfigurato. Per esempio abbiamo trovato strati di calce sugli affreschi di Salvatore Gregorietti, rimosso falsi storici come il camino aggiunto negli anni Settanta del Novecento. Abbiamo fatto ricerche per vedere l’aspetto originale degli ambienti, usato per le pitture le stesse sostanze utilizzate all’epoca”.

Decorazione a bassorilievo

I lavori sono divisi in due parti: il restauro delle decorazioni e la ristrutturazione dell’albergo. Nel primo settore sono impegnati una trentina di restauratori siciliani. Le anticipazioni sono state fornite da Cristina Catanzaro, responsabile scientifica dei restauri. Nato come villa privata degli Ingham, un corpo basso a due piani con un giardino d’inverno, il palazzo era stato poi comprato da Enrico Ragusa nel 1907 e trasformato in albergo con l’intervento dell’architetto Ernesto Basile. “La sala delle Palmette – dice Catanzaro – era la parte più importante della villa Ingham, quelle che sono le finestre erano ingressi da via Stabile. L’abbiamo trovata bianca con inserti di carta da parati, ma le colonne total white in origine erano verdi. Questa sala è stata trasformata, ma abbiamo cercato di ricomporre una parete del tempo di Ingham. La Sala blu non era di questo colore e i tagli dorati delle decorazioni spiccavano su superfici verdi. Il blu è stato rimosso”.

Una delle sale più conosciute è quella degli specchi: “Gli intagli dorati in legno erano degradati per l’uso o in certi casi mancanti. Li abbiamo ripristinati con calchi di quelli esistenti in altri specchi. La sala del camino era un giardino d’inverno. Il soffitto di legno visto dai ponteggi è apparso in situazioni critiche con distacchi e mancanze che erano state mascherate con adesivi color legno. È stato reintegrato. Nella hall le decorazioni di Gregorietti in certi casi erano imbiancate, graffiate e asportate con mezzi meccanici. Le ricerche su immagini, a volte sui negativi originali, e sui disegni ci hanno permesso anche qui di far rivivere le decorazioni, mentre i bassorilievi avevano perso completamente il colore”.

Una delle sale dell’albergo

I restauratori dovrebbero terminare i lavori entro febbraio, in anticipo di due mesi sui tempi previsti. Il resto della ristrutturazione dovrebbe essere completato entro giugno, primi di luglio. La novità è la destinazione di una parte di albergo a condhotel, ovvero appartamenti di lusso i cui proprietari potranno usufruire dei servizi generali. Tutti i mobili soggetti a vincolo saranno restaurati e la stanza dove dormì Richard Wagner, che completò in questo hotel il Parsifal, formerà una suite intitolata al musicista tedesco. Sarà salvata una delle antiche porte curvilinee, in maggior parte distrutte, che permetteva ai fattorini di prendere la biancheria sporca senza entrare nella stanza.

Decorazioni delle colonne

“Dopo tanti interventi nel centro storico – dice Chiara Donà dalle Rose – stavolta torna protagonista la zona attorno al Politeama”. Conclude la soprintendente Lina Bellanca: “Importante far emergere con metodi corretti ciò che era stato celato. Adesso sta partendo anche il restauro Villa Igiea per ritrovare il fascino di questi alberghi di lusso in un momento di ripresa straordinaria del turismo in città”.

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