La Statua dei palermitani si rifà il look

A un secolo dalla fine della Prima guerra mondiale, è stato finanziato, unico in Sicilia, il restauro del monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto, che porta la firma di Ernesto Basile

di Giulio Giallombardo

Non c’è palermitano che non la chiami “statua” e non le giri intorno. Guarda idealmente via Libertà, valore che è la sua ragion d’essere. Celebra allo stesso tempo, l’Unità d’Italia e il sacrificio dei caduti in guerra. È il monumento di piazza Vittorio Veneto, per cui è ormai giunto il tempo di un restauro.

A un secolo dalla fine della Prima guerra mondiale, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha voluto prendersi cura dei monumenti ai caduti. Quello di Palermo, la cui parte architettonica porta la firma di Ernesto Basile, è l’unico in Sicilia ad essere stato selezionato tra i dodici che hanno ottenuto i finanziamenti statali. La gara per il restauro, che prevede lavori per un importo complessivo di 160mila euro, si è conclusa a maggio. La Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo è adesso in attesa che si sblocchino i fondi per firmare il contratto con la ditta vincitrice e dare il via ai lavori, cosa che avverrà verosimilmente in autunno.

“Il restauro – spiega a Le Vie dei Tesori News, Carolina Griffo, storica dell’arte  della Soprintendenza – prevede la pulitura di tutto il monumento, sia della parte architettonica, che delle sculture bronzee, il montaggio di un ponteggio su tutta la struttura centrale, la risistemazione dei gradini che sono posti alla base del monumento, che sono in parte sconnessi e la pulitura dell’emiciclo alle spalle”.

Il monumento di piazza Vittorio Veneto si è prestato a diversi usi celebrativi, in base al mutare del clima politico. Inaugurato nel 1909, in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’Unità d’Italia, ebbe come fine la celebrazione dell’epopea garibaldina. Poi, nel 1931, con l’avvento del fascismo, la piazza assunse una nuova connotazione retorica e nazionalistica e si trasformò in monumento ai caduti della Grande guerra.

Fu in questa occasione che venne realizzato l’emiciclo colonnato su disegno di Ernesto Basile. Il monumento vero e proprio, al centro della piazza, fu costruito utilizzando la pietra chiara di Isola delle Femmine e, sopra l’obelisco, svetta a 28 metri di altezza, la Vittoria, statua in bronzo di Mario Rutelli. Il gruppo scultoreo in basso, opera di Antonio Ugo, rappresenta la Sicilia che si ricongiunge alla madre Patria, mentre i bassorilievi dei pannelli laterali, disegnati da Ernesto Basile, sono stati realizzati da Gaetano Geraci. Tutte opere che, tra non molto, torneranno a brillare.

A un secolo dalla fine della Prima guerra mondiale, è stato finanziato, unico in Sicilia, il restauro del monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto, che porta la firma di Ernesto Basile

di Giulio Giallombardo

Non c’è palermitano che non la chiami “statua” e non le giri intorno. Guarda idealmente via Libertà, valore che è la sua ragion d’essere. Celebra allo stesso tempo, l’Unità d’Italia e il sacrificio dei caduti in guerra. È il monumento di piazza Vittorio Veneto, per cui è ormai giunto il tempo di un restauro.

A un secolo dalla fine della Prima guerra mondiale, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha voluto prendersi cura dei monumenti ai caduti. Quello di Palermo, la cui parte architettonica porta la firma di Ernesto Basile, è l’unico in Sicilia ad essere stato selezionato tra i dodici che hanno ottenuto i finanziamenti statali. La gara per il restauro, che prevede lavori per un importo complessivo di 160mila euro, si è conclusa a maggio. La Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo è adesso in attesa che si sblocchino i fondi per firmare il contratto con la ditta vincitrice e dare il via ai lavori, cosa che avverrà verosimilmente in autunno.

“Il restauro – spiega a Le Vie dei Tesori News, Carolina Griffo, storica dell’arte  della Soprintendenza – prevede la pulitura di tutto il monumento, sia della parte architettonica, che delle sculture bronzee, il montaggio di un ponteggio su tutta la struttura centrale, la risistemazione dei gradini che sono posti alla base del monumento, che sono in parte sconnessi e la pulitura dell’emiciclo alle spalle”.

Il monumento di piazza Vittorio Veneto si è prestato a diversi usi celebrativi, in base al mutare del clima politico. Inaugurato nel 1909, in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’Unità d’Italia, ebbe come fine la celebrazione dell’epopea garibaldina. Poi, nel 1931, con l’avvento del fascismo, la piazza assunse una nuova connotazione retorica e nazionalistica e si trasformò in monumento ai caduti della Grande guerra.

Fu in questa occasione che venne realizzato l’emiciclo colonnato su disegno di Ernesto Basile. Il monumento vero e proprio, al centro della piazza, fu costruito utilizzando la pietra chiara di Isola delle Femmine e, sopra l’obelisco, svetta a 28 metri di altezza, la Vittoria, statua in bronzo di Mario Rutelli. Il gruppo scultoreo in basso, opera di Antonio Ugo, rappresenta la Sicilia che si ricongiunge alla madre Patria, mentre i bassorilievi dei pannelli laterali, disegnati da Ernesto Basile, sono stati realizzati da Gaetano Geraci. Tutte opere che, tra non molto, torneranno a brillare.

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