Renata Hausmann: il mio viaggio a ritroso a Palermo

Mentre tanti siciliani si spostavano su Roma per fare carriera, lei, come i salmoni, è scesa giù, un po’ per caso, un po’ per la sua voglia di fare, e poi si è innamorata. In tutti i sensi

di Chiara Dino

Il viaggio a ritroso lei lo ha fatto 24 anni fa. Mentre tanti palermitani si spostavano su Roma per fare carriera, lei, come i salmoni, è scesa giù, un po’ per caso, un po’ per la sua voglia di fare, e poi si è innamorata. In tutti i sensi della città e del marito, Giuseppe Tortorici, di mestiere antiquario. Renata Hausmann, classe 1967, racconta la sua storia con una leggerezza invidiabile. Non ci sono strappi violenti, non ci sono rimpianti, nella scelta che porta avanti con serenità e convinzione. “La mia famiglia d’origine è a Roma – racconta – ma li vedo spesso. Uno dei miei figli, poi, ora ha deciso di studiare nella mia città e dunque le occasioni per tornare si sono fatte anche più numerose”.

Palermo l’ha scelta in quattro mesi. Anzi no, quattro mesi più quattro anni. “Da ragazza- ricorda – mentre studiavo per laurearmi in Scienze politiche, lavoravo: un po’ con mia madre che aveva aperto a Roma nell’86 Simolandia, la prima agenzia che organizzava feste per bambini in Italia, e un po’ come hostess in vari convegni”. La svolta è arrivata per i Mondiali di Italia ’90. L’azienda per cui lavorava aveva vinto l’appalto per la gestione delle fiere dei prodotti tipici durante i mondiali. Renata viene inviata a gestire quella di stanza a Palermo, al Giardino Inglese, e qui conosce una città che si preparava a vivere i suoi anni più bui, quelli delle stragi del ’92, e poi quelli della rinascita, dopo il clamore degli omicidi Borsellino e Falcone, quando si annunciava la Primavera.

Durante quei quattro mesi lavora sodo, conosce Ferruccio Barbera e il team di Pubilla e stringe un sodalizio con loro. E soprattutto incontra il suo futuro marito. Si innamora, ma allo scadere del contratto torna a Roma. “Mi sono laureata a casa mia – aggiunge – poi dopo quattro anni a fare su e giù io e Giuseppe abbiamo deciso di sposarci”. E a questo punto la scelta di venire a Palermo è obbligata. Anzi no, naturale. “Oggi vivo all’Addaura, dove sono cresciuti i miei tre figli – li ho mandati qui vicino, a Mondello, anche alle scuole elementari e alle medie – e anche qui ho continuato a fare il lavoro che mi diverte di più. Divertire i bambini”. Simolandia nel frattempo è nata anche a Palermo.

Renata Hausmann: il mio viaggio a ritroso a Palermo

di Chiara Dino

Il viaggio a ritroso lei lo ha fatto 24 anni fa. Mentre tanti palermitani si spostavano su Roma per fare carriera, lei, come i salmoni, è scesa giù, un po’ per caso, un po’ per la sua voglia di fare, e poi si è innamorata. In tutti i sensi della città e del marito, Giuseppe Tortorici, di mestiere antiquario. Renata Hausmann, classe 1967, racconta la sua storia con una leggerezza invidiabile. Non ci sono strappi violenti, non ci sono rimpianti, nella scelta che porta avanti con serenità e convinzione. “La mia famiglia d’origine è a Roma – racconta – ma li vedo spesso. Uno dei miei figli, poi, ora ha deciso di studiare nella mia città e dunque le occasioni per tornare si sono fatte anche più numerose”.

Palermo l’ha scelta in quattro mesi. Anzi no, quattro mesi più quattro anni. “Da ragazza- ricorda – mentre studiavo per laurearmi in Scienze politiche, lavoravo: un po’ con mia madre che aveva aperto a Roma nell’86 Simolandia, la prima agenzia che organizzava feste per bambini in Italia, e un po’ come hostess in vari convegni”. La svolta è arrivata per i Mondiali di Italia ’90. L’azienda per cui lavorava aveva vinto l’appalto per la gestione delle fiere dei prodotti tipici durante i mondiali. Renata viene inviata a gestire quella di stanza a Palermo, al Giardino Inglese, e qui conosce una città che si preparava a vivere i suoi anni più bui, quelli delle stragi del ’92, e poi quelli della rinascita, dopo il clamore degli omicidi Borsellino e Falcone, quando si annunciava la Primavera.

Durante quei quattro mesi lavora sodo, conosce Ferruccio Barbera e il team di Pubilla e stringe un sodalizio con loro. E soprattutto incontra il suo futuro marito. Si innamora, ma allo scadere del contratto torna a Roma. “Mi sono laureata a casa mia – aggiunge – poi dopo quattro anni a fare su e giù io e Giuseppe abbiamo deciso di sposarci”. E a questo punto la scelta di venire a Palermo è obbligata. Anzi no, naturale. “Oggi vivo all’Addaura, dove sono cresciuti i miei tre figli – li ho mandati qui vicino, a Mondello, anche alle scuole elementari e alle medie – e anche qui ho continuato a fare il lavoro che mi diverte di più. Divertire i bambini”. Simolandia nel frattempo è nata anche a Palermo.

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