Recuperato un rostro della battaglia delle Egadi

Un’operazione condotta dalla Soprintendenza del Mare, che ha anche un significato simbolico perché avvenuta il giorno del compleanno di Sebastiano Tusa

di Marco Russo

Il mare siciliano ha restituito un altro tesoro. Un rostro della battaglia delle Egadi è stato recuperato ieri al largo di Levanzo. Un’operazione che, oltre al grande valore archeologico, ha anche un significato simbolico perché avvenuta il 2 agosto, giorno del compleanno di Sebastiano Tusa, che aveva dato avvio alle ricerche sulla storica battaglia tra romani e cartaginesi.

Il rostro tirato fuori dal mare

Il rostro – arma da sfondamento che veniva montata sulle navi per affondare le imbarcazioni nemiche – giaceva nei fondali a nord ovest dell’isola di Levanzo. L’operazione, a bordo di un guardacoste della Guardia di finanza, è stata condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana con il Nucleo sommozzatori dei finanzieri di Palermo, in collaborazione con i subacquei altofondalisti della Gue, Global underwater explorer, guidati da Francesco Spaggiari e Mario Arena. Sulla motovedetta, presenti l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà; la soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni; il gruppo subacqueo della Soprintendenza del Mare e i militari delle Fiamme gialle.

Il rostro recuperato al largo di Levanzo

Insieme al rostro, che insieme agli altri ritrovati, era stato scoperto da Sebastiano Tusa, sono state anche portate in superficie una spada e diverse monete. Al termine delle operazioni, il rostro è stato trasportato a Favignana, dove la delegazione, guidata dall’assessore Samonà, è stata accolta dal vicesindaco Lorenzo Ceraulo. Il rostro è adesso custodito nell’ex Stabilimento Florio dell’isola, dove, in una sala allestita con elementi multimediali, sono esposti i rostri e gli elmi recuperati nelle campagne precedenti. La storia della battaglia è completata da una proiezione immersiva su sei schermi che racconta il tragico scontro tra le due flotte dal punto di vista dei due comandanti, Lutazio Catulo e Annone.

Il rostro recuperato con il suppporto dei finanzieri

“Il recupero di oggi – sottolinea Samonà – conferma la volontà del governo Musumeci di continuare la preziosa attività dell’indimenticabile Sebastiano Tusa e di dare la giusta rilevanza alle ricerche e alle indagini sul vasto patrimonio sommerso, di cui il nostro mare è custode”.

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