Recuperati i tesori custoditi nei magazzini del Castello Ursino

L’obiettivo è di preservare il valore storico e artistico dei beni, in una prospettiva di ampliamento del museo civico catanese

di Redazione

Rimettere ordine nei tesori museali da decenni conservati confusamente per custodirli in ordine, in vista della loro valorizzazione, ma anche per integrare alle consuete aree espositive gli spazi interni al Castello Ursino, finora sconosciuti al grande pubblico. È il lavoro che sta portando avanti l’amministrazione comunale di Catania, utilizzando il personale solitamente impiegato nei musei cittadini, in questi mesi chiusi per l’emergenza sanitaria.

Busti e sculture nei magazzini di Castello Ursino

L’obiettivo – fanno sapere dal Comune – è di preservare il valore storico e artistico dei beni, soprattutto in una prospettiva di ampliamento del museo civico e della rete museale cittadina. Con la supervisione di Valentina Noto, i dipendenti comunali hanno smontato tutte le cassettiere che custodiscono stampe antiche della collezione Zappalà Asmundo e le hanno risistemate in un’ala del deposito dedicata alla consultazione di archivio. Il fondo di disegni degli architetti Sebastiano e Stefano Ittar, dopo il lavoro di inventariazione svolto dai funzionari del settore storico artistico della Soprintendenza, saranno custoditi secondo le prescrizioni, per una corretta conservazione.

Personale al lavoro

Una seconda fase del lavoro, ancora in corso, vede lo smontaggio di una rastrelliera metallica contenente vasellame e reperti archeologici, attualmente collocata in una zona del deposito di difficile consultazione e pericolante perché usurata dal tempo. L’area verrà risistemata e riorganizzata in maniera da renderla più funzionale per la consultazione, verrà effettuato il riscontro del materiale con l’inventario e riordinato negli appositi spazi.

Dipinti del Museo Civico

Nei mesi scorsi la Soprintendenza aveva già lavorato alla suddivisione dei reperti in vista di prossimi restauri e trasferimenti in nuovi spazi museali che il Comune allestirà a breve, dunque grazie a questo lavoro preliminare, il riordino del deposito è più immediato. Nei prossimi mesi saranno completati i locali destinati a deposito nell’ex monastero di Santa Chiara, nei quali verranno trasferiti molti reperti attualmente custoditi nel Castello Ursino, proprio per realizzare un deposito ordinato e visitabile in locali più adeguati. Inoltre sarà allestita a Santa Chiara una sala pinacoteca nella quale esporre i preziosi dipinti ottocenteschi della collezione Civica.

Riviste e libri

Riordinate anche moltissime riviste edite dai Comuni italiani sin dagli anni ‘30, un patrimonio significativo soprattutto per gli articoli che riguardano i beni artistici di proprietà del Comune di Catania, su cui le notizie sono scarne per via dell’incendio del 1944 di Palazzo degli Elefanti che mandò a fuoco anche gli archivi storici cittadini. Nella piccola biblioteca del Museo Civico i fascicoli sono stati ordinati e in attesa di una catalogazione organica, potranno essere anche consultati. Sempre nella biblioteca di Castello Ursino sono stati trasferiti e archiviati anche tutti i fascicoli che conservano documentazione amministrativa e storica del Museo Civico, dalla sua istituzione nel 1934 ai giorni nostri, precedentemente raccolti in una sala che nel progetto di allargamento delle sale diverrà sede espositiva. Il piano di riordino prevede anche la revisione delle didascalie di tutti i reperti attualmente esposti, in modo da ristamparle su plexiglass con una immagine coordinata in linea con il grande interesse che Castello Ursino suscita nei visitatori.

Reperti archeologici

“I depositi delle opere e dei reperti – ha detto l’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella – sono uno strumento essenziale per la conservazione delle opere e dunque indispensabili per la vita di un museo. I locali finora utilizzati per ricoverare le opere che non sono esposte possono attualmente essere definiti magazzini e non dei veri e propri depositi. Il lavoro che abbiamo deciso di intraprendere durante la chiusura del museo consiste nel trasformare parte di questi locali in deposito più organizzato. Noi siamo costantemente a lavoro, pronti per ripartire con rinnovato entusiasmo, malgrado le restrizioni che il mondo culturale continua a soffrire”.

(Foto Barbara Mirabella da Facebook)

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