Ragusa, Scicli e Noto salutano il festival: arriva l’ultimo weekend

Dalladisfida dei balconi” a Ibla fino all’antico borgo troglodita, poi musei d’arte contemporanea in antichi palazzi e creazioni d’alta moda tra antichi agrumeti

di Redazione

A naso in su a cercare balconi. Ma anche districare indovinelli, cucire vetrate barocche, cercare i vicoli e salire le scalinate. Insomma, conoscere la città partendo da quei “mensoloni” barocchi riconoscibilissimi. Le Vie dei Tesori chiude questa sua edizione a Ragusa, Scicli e Noto – visitabili con un unico coupon – con un ultimo fine settimana (sabato e domenica, 17 e 18 ottobre) veramente da non perdere. Sempre con il sostegno di Unicredit, l’aiuto dei Comuni e in collaborazione con le associazioni del territorio.

RAGUSA

Il Circolo di Conversazione a Ragusa

L’ultimo weekend parte proprio da Ragusa dove Tessere Cultura organizza un urban game veramente sui generis: già un mese fa era andato sold out, ma stavolta i visitatori partono già armati di curiosità e buona lena. Domenica (dalle 9,30 alle 11,30) la “Caccia ai balconi” tra indovinelli, curiosità, personaggi e indizi che condurranno tra i monumenti meno noti e i luoghi più insoliti. Due i percorsi, Jusu – adatto a tutti ed agevole, da Ragusa Superiore giù fino a Ibla attraverso scalinate, vicoli tortuosi e magnifici monumenti – e Susu – un viaggio per cacciatori avventurosi di circa tre chilometri che attraversa i quartieri del centro di Ragusa Superiore tra affacci panoramici, statue e architetture da scoprire. Una vera “caccia al tesoro” per luoghi inediti – i balconi offrono un punto di vista privilegiato, ce ne siamo accorti durante il lockdown – con tanto di condivisione finale. Il resto del programma (qui tutti i luoghi) si srotola tra chiese, palazzi nobiliari e (l’amatissimo) Circolo da conversazione in cui si riunivano e cucivano rapporti i nobili signori.

Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

Sarà l’ultima occasione per visitare Palazzo Arezzo di Trifiletti con la guida degli stessi proprietari (visite contingentate); ma anche per non perdere i pavimenti intarsiati con maioliche campane e l’inatteso lampadario blu in vetro di Murano di Palazzo La Rocca. E se entrate nel “bassi” di Palazzo Arezzo di Donnafugata, troverete un teatrino privato dall’acustica perfetta: provate a tossire in palcoscenico, risuonerà in platea. Ultima possibilità per ammirare la delicata compattezza superstite della Cona in pietra di San Giorgio o per salire sul campanile di San Giovanni Battista; o per visitare la bottega fashion Rosso Cinabro dove nascono i disegni colorati per i tostapane e frullatori di Dolce&Gabbana.

Castello di Donnafugata

Fuori porta, sabato alle 16 raggiungete il parco del Castello di Donnafugata per l’ultima passeggiata in programma: il giardino è popolato dagli “scherzi” che il nobile (e burlone) barone Corrado Arezzo de Spuches amava mettere in campo per creare imbarazzo nei suoi ospiti: dalla cappella con un meccanismo tale che chi entrava si ritrovava sorpreso dall’abbraccio di un automa con le sembianze di un monaco barbuto; alla vasca della “Sicilia capovolta” che silenziosamente riposa tra la vegetazione, al ninfeo, ai cippi funerari, fino al labirinto in pietra da cui è impossibile uscire senza aiuto.

SCICLI

Interni del municipio di Scicli

Anche il Castello di Donnafugata ha spesso ospitato qualche scena della fiction, ma i veri set del “Commissario Montalbano” sono tutti a Scicli e si potranno visitare anche in questo ultimo weekend: ricostruiti nel centro barocco di Scicli, proprio nell’attuale sede del Comune, dove spesso il sindaco lascia le stanze al Commissariato di Vigata. Ma questo fine settimana (qui tutti i luoghi) sarà anche l’ultimo in cui visitare Palazzo Beneventano, che è stato veramente preso d’assalto dai visitatori: qui vi racconteranno la storia del rivoluzionario Agostino e del suo più celebre fratello, Francesco Giuseppe Federico, barone della Piana, eccentrico baritono. Ultima occasione anche per visitare con il festival l’antica farmacia Cartia dove sembra di entrare nella “tana” di uno speziale; o salire alle grotte di Chiafura, abitate fino agli anni Cinquanta, dove si viveva in condizione di estrema povertà, tanto che ne scrissero Levi e Pasolini.

Borgo dei Marafini

E salite fino allo sconsolato San Matteo, per avere un colpo d’occhio sull’intera cittadina. L’ultima passeggiata è da non perdere: con Esplorambiente domenica alle 8,30 si partirà alla scoperta dell’antico quartiere trogloditico Marafini (qui per prenotare), tra aie, cisterne, abbeveratoi, lavatoi, sentieri, stradine, muri a secco, canali di raccolta delle acque piovane, ma anche iris, pistacchi e gli onnipresenti carrubi. Troverete ipogei con sepolture, successivamente adibite a ricovero, fosse terragne e soprattutto un imponente palmento con una vasca di pigiatura e una di sedimentazione, scavate nella roccia.

NOTO

Arte contemporanea al Museo della Diocesi

A Noto sarà l’ultima occasione per visitare Palazzo Landolina di Sant’Alfano, dove hanno dormito pure re Ferdinando II di Borbone e la regina Maria Teresa d’Austria: si respira aria antica, si passeggia sotto gli affreschi, si rievocano balli e conversazioni leziose tra le pareti dorate; ma proprio per questo ultimo weekend (qui tutti i luoghi) apriranno anche i saloni del Museo della Diocesi che ospitano opere di artisti contemporanei. Anche per Palazzo Trigona, la dimora della potente famiglia dei marchesi di Canicarao e di Dainamare, è l’estrema possibilità di visita, poi ritornerà all’elegante marchesa. Non perdete la commovente e candida Madonna della Neve attribuita a Francesco Laurana e giunta da Noto antica, oggi conservata nella chiesa del Santissimo Crocifisso; e a pochi metri dalla Badia Nuova, nel complesso museale dell’ex caserma Cassonello, il museo “I mecenati del Barocco”, con la mostra sulle nobili famiglie che investirono nella ricostruzione di Noto dopo il terremoto.

Passeggiata interattiva a Noto Antica

Due esperienze diverse per questo ultimo fine settimana: un tour interattivo tramite visori (qui per prenotare) permette di calarsi tra le rovine di Noto antica, il sito che fu abbandonato dopo il terremoto del 1693; e all’inedito Parco dell’Anima dove sabato si inaugura “Born in Italy”, le ultime collezioni del couturier Roberto Capucci, fotografate da una delle firme di Vogue, Toni Campo, sullo sfondo della splendida campagna siracusana, tra antichi agrumeti, alberi di ulivo, mandorli secolari e neri carrubi. Un allestimento outdoor che vuole essere da stimolo per proteggere il patrimonio delle antiche semenze italiane.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Noto, visite a Palazzo Trigona

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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