Quell’antica tela della Passione trovata per caso

Scoperto in una cassa e adesso esposto davanti all’altare di Santa Caterina, a Palermo, un prezioso drappo del 1823 raffigurante la morte di Cristo

di Marco Russo

Cadrà giù la notte del Sabato Santo, lasciando apparire l’altare col Cristo risorto. È l’antica tela quaresimale il nuovo tesoro scoperto in una cassa nel monastero di Santa Caterina, in piazza Pretoria a Palermo. L’opera, presentata pochi giorni fa, porta la firma di Giovanni Patricolo, rettore della chiesa, che l’ha realizzata nel 1823. La grande tela, che raffigura la morte di Cristo, è stata appesa davanti all’altare centrale e si potrà ammirare fino a sabato prossimo.

La tela quaresimale di Santa Caterina

Assolutamente casuale la scoperta di quest’opera, che era custodita in una cassa insieme al tosello, il paramento di seta ricamato in oro, diviso in tre pezzi. La tela è giunta fino a noi in perfette condizioni grazie anche alla cura delle suore del monastero, che l’hanno conservata con lungimirante perizia. “Ci siamo accorti che la tela era avvolta in assi di legno con attorno del pepe – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Palermo e rettore di Santa Caterina – grazie a questa accortezza, la spezia ha tenuto lontani gli insetti che avrebbero potuto danneggiare la stoffa, contribuendo a mantenere allo stesso tempo una certa elasticità del tessuto”.

L’opera descrive l’attimo esatto della morte di Cristo crocifisso, quando – secondo il Vangelo – “il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono”. È il momento del giudizio, simboleggiato in alto da due angeli, uno con la spada, l’altro con la bilancia. “La conseguenza delle proprie scelte – prosegue Bucaro – è rappresentata dai due ladroni, il primo al buio preso dalla disperazione e con il corpo contorto, l’altro più sereno con uno sfondo luminoso. Quindi la tela nel momento in cui racconta la morte di Cristo, già fa intravedere simbolicamente la speranza della resurrezione”.

Santa Caterina

La tela quaresimale ritrovata è l’ennesimo gioiello di quello scrigno di tesori che è il monastero di Santa Caterina. Dopo l’apertura delle celle delle monache, la visita alla cupola con lo splendido panorama su Palermo e la mostra “Sacra et pretiosa”, con l’allestimento delle opere più significative della produzione orafa e argentiera siciliana, adesso prorogata fino a fine maggio, l’antico convento sta vivendo un momento d’oro.

Un altro appuntamento per scoprire il monumento è in arrivo il 2 maggio, in occasione della nuova edizione della rassegna “Invisibilia” dedicata all’arte sacra. Alle 21 all’interno della chiesa si svolgerà una performance di luci, musica e parole, con attori e musicisti, in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Palermo, con cui verranno illustrati i significati teologici e artistici nascosti nel monastero. Una visita guidata non convenzionale per scoprire una delle chiese più belle di Palermo.

Scoperto in una cassa e adesso esposto davanti all’altare di Santa Caterina, a Palermo, un prezioso drappo del 1823 raffigurante la morte di Cristo

di Marco Russo

Cadrà giù la notte del Sabato Santo, lasciando apparire l’altare col Cristo risorto. È l’antica tela quaresimale il nuovo tesoro scoperto in una cassa nel monastero di Santa Caterina, in piazza Pretoria a Palermo. L’opera, presentata pochi giorni fa, porta la firma di Giovanni Patricolo, rettore della chiesa, che l’ha realizzata nel 1823. La grande tela, che raffigura la morte di Cristo, è stata appesa davanti all’altare centrale e si potrà ammirare fino a sabato prossimo.

La tela quaresimale

Assolutamente casuale la scoperta di quest’opera, che era custodita in una cassa insieme al tosello, il paramento di seta ricamato in oro, diviso in tre pezzi. La tela è giunta fino a noi in perfette condizioni grazie anche alla cura delle suore del monastero, che l’hanno conservata con lungimirante perizia. “Ci siamo accorti che la tela era avvolta in assi di legno con attorno del pepe – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Palermo e rettore di Santa Caterina – grazie a questa accortezza, la spezia ha tenuto lontani gli insetti che avrebbero potuto danneggiare la stoffa, contribuendo a mantenere allo stesso tempo una certa elasticità del tessuto”.

L’opera descrive l’attimo esatto della morte di Cristo crocifisso, quando – secondo il Vangelo – “il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono”. È il momento del giudizio, simboleggiato in alto da due angeli, uno con la spada, l’altro con la bilancia. “La conseguenza delle proprie scelte – prosegue Bucaro – è rappresentata dai due ladroni, il primo al buio preso dalla disperazione e con il corpo contorto, l’altro più sereno con uno sfondo luminoso. Quindi la tela nel momento in cui racconta la morte di Cristo, già fa intravedere simbolicamente la speranza della resurrezione”.

Santa Caterina

La tela quaresimale ritrovata è l’ennesimo gioiello di quello scrigno di tesori che è il monastero di Santa Caterina. Dopo l’apertura delle celle delle monache, la visita alla cupola con lo splendido panorama su Palermo e la mostra “Sacra et pretiosa”, con l’allestimento delle opere più significative della produzione orafa e argentiera siciliana, adesso prorogata fino a fine maggio, l’antico convento sta vivendo un momento d’oro.

Un altro appuntamento per scoprire il monumento è in arrivo il 2 maggio, in occasione della nuova edizione della rassegna “Invisibilia” dedicata all’arte sacra. Alle 21 all’interno della chiesa si svolgerà una performance di luci, musica e parole, con attori e musicisti, in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Palermo, con cui verranno illustrati i significati teologici e artistici nascosti nel monastero. Una visita guidata non convenzionale per scoprire una delle chiese più belle di Palermo.

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