Quella villa dove passeggiava Wagner

Il compositore tedesco, durante il suo soggiorno a Palermo, diede vita ad un particolare brano dalla tonalità incerta, che poi donò a Beatrice Tasca

di Emanuele Drago*

In queste giornate di frenetica attività culturale nella nostra città, ci può capitare di imbatterci in un sito che non tutti conoscono in maniera adeguata, ovvero Villa Tasca. Ebbene, aggirandoci all’interno degli splendidi giardini, un grande ammiratore di Richard Wagner non potrà non ricordare che in questo parco egli amava passeggiare e rilassarsi.

Tant’è che possiamo affermare che Villa Tasca rappresentò per Wagner ciò che circa un secolo prima Villa Giulia aveva rappresentato per un altro intellettuale tedesco quale fu appunto Goethe. Il compositore del Parsifal e dell’Oro del Reno giungeva infatti presso l’attuale villa da un’altra vicina piccola villa che si trovava in contrada Porrazzi (aria adiacente alle vie Altofonte e Generale Turba) e in cui la famiglia Gangi, durante il suo lungo soggiorno palermitano, aveva deciso di ospitarlo insieme ai figli e alla moglie.

Ora, se l’ultimo conflitto mondiale ha mantenuto integra Villa Tasca, lo stesso purtroppo non è accaduto per la villetta di contrada Porrazzi, distrutta dalle bombe delle fortezze volanti americane. Eppure in quel luogo – che Wagner tra l’altro descrisse come particolarmente umido – il musicista di Lipsia diede vita a una strana composizione, una melodia che il 20 marzo del 1882 egli stesso donò a Beatrice Tasca. In realtà si tratta di un breve ma intenso brano, ai più sconosciuto, che non si sa in quale tonalità debba essere eseguito. Qualcuno parla di do maggiore, alla maniera di Chopin. Qualcun altro afferma che se ne ricorda solo qualche flauto. Chissà che qualche cultore ed ammiratore del grande compositore non possa mettere mano alla composizione “Tempo di Porazzi”, magari al solo scopo di restituirla al nostro smemorato tempo.

* Docente e scrittore

Il compositore tedesco, durante il suo soggiorno a Palermo, diede vita ad un particolare brano dalla tonalità incerta, che poi donò a Beatrice Tasca

di Emanuele Drago*

In queste giornate di frenetica attività culturale nella nostra città, ci può capitare di imbatterci in un sito che non tutti conoscono in maniera adeguata, ovvero Villa Tasca. Ebbene, aggirandoci all’interno degli splendidi giardini, un grande ammiratore di Richard Wagner non potrà non ricordare che in questo parco egli amava passeggiare e rilassarsi.

Tant’è che possiamo affermare che Villa Tasca rappresentò per Wagner ciò che circa un secolo prima Villa Giulia aveva rappresentato per un altro intellettuale tedesco quale fu appunto Goethe. Il compositore del Parsifal e dell’Oro del Reno giungeva infatti presso l’attuale villa da un’altra vicina piccola villa che si trovava in contrada Porrazzi (aria adiacente alle vie Altofonte e Generale Turba) e in cui la famiglia Gangi, durante il suo lungo soggiorno palermitano, aveva deciso di ospitarlo insieme ai figli e alla moglie.

Ora, se l’ultimo conflitto mondiale ha mantenuto integra Villa Tasca, lo stesso purtroppo non è accaduto per la villetta di contrada Porrazzi, distrutta dalle bombe delle fortezze volanti americane. Eppure in quel luogo – che Wagner tra l’altro descrisse come particolarmente umido – il musicista di Lipsia diede vita a una strana composizione, una melodia che il 20 marzo del 1882 egli stesso donò a Beatrice Tasca. In realtà si tratta di un breve ma intenso brano, ai più sconosciuto, che non si sa in quale tonalità debba essere eseguito. Qualcuno parla di do maggiore, alla maniera di Chopin. Qualcun altro afferma che se ne ricorda solo qualche flauto. Chissà che qualche cultore ed ammiratore del grande compositore non possa mettere mano alla composizione “Tempo di Porazzi”, magari al solo scopo di restituirla al nostro smemorato tempo.

* Docente e scrittore

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