Quella statua di Psiche amata da Folco di Verdura

La copia della scultura di Valerio Villareale, che si trova in un salone di Palazzo Fatta, a Palermo, è la stessa descritta nel libro “Estati Felici” scritto dal creatore di gioielli

di Emanuele Drago*

I legami letterari che la nostra città è in grado di offrirci, possono essere occasione di stupore e meraviglia. Spesso li scopriamo casualmente, magari mentre ci troviamo a visitare un palazzo, oppure mentre contempliamo un quadro o ammiriamo una scultura. A tal proposito, uno di questi rimandi letterari è presente all’interno di Palazzo Fatta, in uno degli angoli del salone affrescato da Antonio Manno.

Si tratta della bella Psiche scolpita da Valerio Villareale – considerato il Canova di Palermo – e che un tempo era ubicata nel palazzo Benso di Verdura, in via Montevergini. Invero, della stessa Psiche (che tiene in mano l’ampolla donatele da Proserpina) se ne può ammirare un’identica copia nel palazzo Francavilla di via Ruggero Settimo; tuttavia, la peculiarità della copia che si trova a Palazzo Fatta, come ho già accennato prima, è eminentemente “letteraria”.

Si tratta della stessa statua che solo fino ad alcuni anni prima faceva bella mostra sopra la prima rampa di scale del palazzo di via Montevergini, e di cui aveva parlato, con una certa vena malinconica, il giovane Fulco di Verdura nel suo ormai quasi introvabile libro pubblicato nel 1977 e dal titolo “Estati Felici”. Per una volta l’opera d’arte ci stupisce non tanto per il valore in sé, ma per il vissuto letterario che essa riesce a trasmettere e custodire. Per rendervene conto basta leggere il raro libro del grande creatore di gioielli, nonché cugino di Tomasi di Lampedusa, Fulco Santostefano della Cerda, Duca di Verdura.

* Docente e scrittore

La copia della scultura di Valerio Villareale, che si trova in un salone di Palazzo Fatta, a Palermo, è la stessa descritta nel libro “Estati Felici” scritto dal creatore di gioielli

di Emanuele Drago*

I legami letterari che la nostra città è in grado di offrirci, possono essere occasione di stupore e meraviglia. Spesso li scopriamo casualmente, magari mentre ci troviamo a visitare un palazzo, oppure mentre contempliamo un quadro o ammiriamo una scultura. A tal proposito, uno di questi rimandi letterari è presente all’interno di Palazzo Fatta, in uno degli angoli del salone affrescato da Antonio Manno.

Si tratta della bella Psiche scolpita da Valerio Villareale – considerato il Canova di Palermo – e che un tempo era ubicata nel palazzo Benso di Verdura, in via Montevergini. Invero, della stessa Psiche (che tiene in mano l’ampolla donatele da Proserpina) se ne può ammirare un’identica copia nel palazzo Francavilla di via Ruggero Settimo; tuttavia, la peculiarità della copia che si trova a Palazzo Fatta, come ho già accennato prima, è eminentemente “letteraria”.

Si tratta della stessa statua che solo fino ad alcuni anni prima faceva bella mostra sopra la prima rampa di scale del palazzo di via Montevergini, e di cui aveva parlato, con una certa vena malinconica, il giovane Fulco di Verdura nel suo ormai quasi introvabile libro pubblicato nel 1977 e dal titolo “Estati Felici”. Per una volta l’opera d’arte ci stupisce non tanto per il valore in sé, ma per il vissuto letterario che essa riesce a trasmettere e custodire. Per rendervene conto basta leggere il raro libro del grande creatore di gioielli, nonché cugino di Tomasi di Lampedusa, Fulco Santostefano della Cerda, Duca di Verdura.

* Docente e scrittore

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