Quella casermetta diventata bene culturale

In attesa della riqualificazione, un decreto regionale sancisce il valore storico dell’edificio, esempio di architettura razionalista degli anni Trenta a Palermo

di Giulio Giallombardo

La sua torretta ricorda il fumaiolo di una nave, come il susseguirsi di finestrini, parapetti e passerelle sul prospetto. Ma oggi sembra più un relitto che si è arenato, proprio davanti ai Cantieri navali di Palermo. L’ex casermetta della Real Marina scruta il via vai di operai che ogni giorno le passano davanti, ma al suo interno non sembra esserci anima viva. Da anni si inseguono le voci di una riqualificazione che possa renderla nuovamente fruibile, ma ancora non si vede lustro all’orizzonte. Eppure, un primo segnale arriva dalla Regione Siciliana, con il Dipartimento dei Beni culturali che lo scorso aprile ha dichiarato bene di interesse culturale, l’ex casermetta progettata da Mario Umiltà nel 1939. Un decreto firmato dal dirigente generale Sergio Alessandro, dopo una verifica della Soprintendenza di Palermo, sancisce formalmente il valore storico dell’edificio, in attesa che possa presto essere recuperato.

L’ex Casermetta della Real Marina

L’ex casermetta, che si trova in fondo a via dei Cantieri, quasi davanti all’ingresso dei cantieri navali, oggi non sembra proprio godere di buona salute. Vista dall’esterno, tra finestre murate, intonaci crollati in più punti, e un senso di abbandono che appare tangibile, aspetta che qualcuno si faccia avanti per salvarla. Da Fincantieri, che detiene la proprietà, hanno ammesso che “sono allo studio ipotesi di valorizzazione del bene”, ma sui dettagli le bocche sono cucite. “Non è possibile dare anticipazioni”, hanno fatto sapere, senza aggiungere altro, non confermando, né smentendo le voci che si rincorrono su una possibile vendita del bene. Ma la dichiarazione di interesse culturale, certamente, fa ben sperare per una prossima riqualificazione.

 

Oggi, comunque, l’ex casermetta di Umiltà, resta un esempio importante di architettura razionalista degli anni Trenta a Palermo. All’inizio ospitò la caserma e gli uffici della Regia Marina militare, successivamente è stato destinato a servizi di supporto del vicino cantiere navale, all’epoca di proprietà del gruppo Piaggio. “La destinazione del fabbricato per gli usi della Marina – fanno sapere da Fincantieri – spiega la scelta di una serie di elementi che richiamano espressamente riferimenti dell’architettura navale nei quali Umiltà si era cimentato fin dagli inizi della sua professione. In particolare, la realizzazione della Casermetta discende dal programma di ammodernamento e potenziamento della forza armata sostenuto dal governo dell’epoca che trova fondamento in una normativa specifica di riforma dell’ordinamento per la costituzione e organizzazione della flotta della Real Marina”.

Il prospetto dell’ex Casermetta

La sua storia è legata alla strategia di potenziamento del cantiere, all’interno del quale fu commissionata a partire dal 1937 la costruzione di una serie di unità militari per migliorare le infrastrutture e le attività cantieristiche. Nasce, così, l’esigenza di edificare una caserma con uffici da destinare al personale della Real Marina, che costituirà il futuro equipaggio delle navi da guerra in allestimento. “La caserma – spiegano ancora da Fincantieri – risulta articolata in tre corpi di fabbrica dei quali quello centrale destinato ai dormitori degli equipaggi, mentre quelli laterali agli alloggi degli ufficiali e dei sottoufficiali. Al pianterreno trovavano ospitalità sale comuni, cucina, refettorio, uffici, infermeria e corpo di guardia, mentre al piano seminterrato locali tecnici, depositi e lavanderia”. Stanze, un tempo, piene di vita, oggi in attesa di rinascere.

(Foto Giulio Giallombardo)

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