Quel vicolo dove nacque il padre di Frank Sinatra

La famiglia di “The Voice” si trasferì alla fine dell’Ottocento da Lercara Friddi nel capoluogo per poi imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti

di Emanuele Drago*

C’è un quartiere a Palermo che fa da cerniera ai rioni di Romagnolo e di Brancaccio e che si dipana lungo la strada che era la naturale prosecuzione, extra moenia, di via Garibaldi (un tempo nota come via Porta Thermarum). Stiamo parlando della lunga strada da cui i Mille, guidati dall’eroe dei due mondi, ebbero accesso alla città; appunto, del corso dei Mille e del quartiere chiamato Settecannoli.

La chiesa del Santissimo Salvatore in corso dei Mille

La zona, anticamente, era ricca di sorgenti, tant’è che, ancora oggi, oltre ai numerosi mulini che servivano alla molatura del sale, si possono scorgere, seppur nascoste tra le strette stradine, delle antiche strutture che fungevano da lavatoi pubblici. Uno di questi lavatoi si trova ancora sul retro della chiesa del Santissimo Salvatore, in via Cirrincione. Subito oltre la chiesa v’era una locanda, conosciuta come “Musica d’Orfeo”, che diede il toponimo alla zona, in quanto presentava all’esterno un affresco in cui era ritratto il poeta Orfeo con la lira. Inoltre, sotto l’immagine, v’era anche un pubblico abbeveratoio con sette “cannoli” (termine che in siciliano significa fontane). Fu proprio in seguito allo spostamento del corso del fiume Oreto che il quartiere si espanse. Ma il rione era anche conosciuto per via di una pietanza che lo aveva reso celebre, un piatto povero che veniva preparato soffriggendo la zucca rossa, insieme all’aglio e all’aceto: il cosiddetto “fegato dei Settecannoli”. D’altro canto, non è la prima volta che le classi più umili della città facevano di necessità virtù, trasformando i variegati ingredienti di cui disponeva la cucina mediterranea in nuove gustose pietanze.

Frank Sinatra

A proposito del quartiere Settacannoli, appare sorprendente ciò che recentemente è stato scoperto. Infatti, proprio in vicolo Musica d’Orfeo, che un tempo faceva parte della tortuosa via Settecannoli, esattamente all’allora civico 591 nacque Antonino Sinatra, il padre di “The Voice”, il grande Frank Sinatra. La scoperta è stata fatta all’ufficio anagrafe di Palermo, ed ha definitivamente fatto chiarezza su una diatriba durata parecchi anni. Quindi, contrariamente a quanto si è creduto fino a pochi anni fa, il padre di Frank Sinatra non era originario di Palagonia.

Vicolo Musica d’Orfeo a Settecannoli

La falsa origine catanese è stata svelata agli inizi del duemila da due giornalisti irlandesi, Anthony Summers e Robbyn Swan, quando, dovendo scrivere una biografia sul mitico Frank, scoprirono nei registri di Ellis Island l’origine lercarese del nonno. Ma non contenti di quanto avevano svelato, i due ricercatori irlandesi si recarono a Lercara e, grazie all’aiuto dello storico Nicolò Sangiorgio, oltre a visionare il certificato di matrimonio dei nonni di Frank, appresero un’altra notizia: che alla fine dell’Ottocento tutta quanta la famiglia Sinatra si era trasferita nel capoluogo dell’Isola. 

Certificato di nascita di Antonino Sinatra

Non passò molto che dal Comune di Palermo venne fuori l’estratto di nascita di tre dei cinque figli di Francesco Sinatra, il nonno calzolaio di “The Voice”. Ebbene, nel certificato anagrafico si evinceva che uno dei tre, ovvero Antonino – il padre di Frank Sinatra – era nato a Settecannoli il 4 maggio del 1894. Per la verità, quella di Antonino a Palermo dovette essere una permanenza breve e tormentata, se è vero che un bel giorno, ancora giovanissimo, decise d’imbarcarsi con moglie e i figli alla volta dell’America.

*Docente e scrittore

Condividi
Tags

In evidenza

Tele in cerca d’autore: a Salemi svelato il mistero del “pittore senza opere”

Nella chiesa della Madonna degli Angeli custodita una preziosa pala d’altare dell'artista seicentesco Gabriele Cabrera e Cardona, finora attribuita ad un anonimo. Adesso sono due i dipinti firmati da questo maestro originario di Naro di cui poco si conosce

Tutto pronto a Taormina per il restauro della tomba romana La Guardiola

Consegnati i lavori per gli interventi di recupero del monumento sepolcrale all’interno del giardino dell’hotel Villa Fiorita. La sepoltura fa parte di un vasto complesso che risale al Primo secolo dopo Cristo 

L’ex “fabbrica della luce” di Palermo diventa bene d’interesse culturale

Il complesso che un tempo ospitava la centrale elettrica Enel di via Cusmano, progettata dall’architetto Salvatore Li Volsi Palmigiano nel 1912, è stata sottoposta a vincolo poiché rappresenta “pregevole esempio di architettura industriale novecentesca legato alla storia della città”

Ultimi articoli

Arriva Carnevale: la Sicilia in festa tra carri, musica e maschere

Da Termini Imerese ad Acireale e Sciacca, passando per Avola e Melilli, sono tantissime le città dell’Isola che portano avanti antiche tradizioni, animando piccole e grandi comunità

Tele in cerca d’autore: a Salemi svelato il mistero del “pittore senza opere”

Nella chiesa della Madonna degli Angeli custodita una preziosa pala d’altare dell'artista seicentesco Gabriele Cabrera e Cardona, finora attribuita ad un anonimo. Adesso sono due i dipinti firmati da questo maestro originario di Naro di cui poco si conosce

L’ex “fabbrica della luce” di Palermo diventa bene d’interesse culturale

Il complesso che un tempo ospitava la centrale elettrica Enel di via Cusmano, progettata dall’architetto Salvatore Li Volsi Palmigiano nel 1912, è stata sottoposta a vincolo poiché rappresenta “pregevole esempio di architettura industriale novecentesca legato alla storia della città”

Articoli correlati