Quel santuario tra le rocce nascosto nel cuore della Sicilia

Iniziati i lavori che porteranno al restauro della cappella di San Marco, a Sutera, decorata da antichissimi affreschi

di Marco Russo

Si nasconde su una collina nel centro della Sicilia. Conserva ancora antichi affreschi che aspettano di essere valorizzati come meritano. Sono iniziati i lavori per il recupero e il restauro del santuario rupestre di San Marco, a Sutera, nel Nisseno, dal 2014 uno dei Borghi più belli d’Italia.

Su un pianoro di pizzo San Marco, a circa un chilometro dal centro abitato, si trova un’area che sicani, greci e bizantini hanno scelto come luogo di culto. Sulle pareti di una cappella, scavata in rocce di gesso, si trovano degli affreschi dalla datazione che può spaziare dal decimo al 14esimo secolo dopo Cristo, quando sulla collina si rifugiarono gruppi arabo-normanni e monaci di rito greco-bizantino dediti alla vita eremitica o cenobitica.

Gli affreschi nella cappella di San Marco

Gli affreschi raffigurano i quattro evangelisti, Gesù, la Madonna e San Paolino, compatrono di Sutera. “Le raffigurazioni, pur avendo delle similitudini con altri siti del territorio siciliano – spiega Nino Pardi, dell’associazione God, da tempo impegnata per il recupero del sito – hanno delle unicità che tutt’ora gli storici stanno cercando di interpretare. Nella parete di sinistra sarebbero raffigurati, i santi Luca e Marco; nella parete di destra San Matteo e San Giovanni e al centro, a partire da sinistra, San Paolino, Gesù e la Madonna”.

“La figura di San Paolino vescovo è sovrapposta ad altro più antico affresco – prosegue Pardi – facendo pensare che in un successivo momento era stato più opportuno sostituire il santo (di cui emerge la sagoma di un libro) con il santo protettore di Sutera. Si hanno precise notizie, che fino a poco più di due secoli addietro, vi si portavano in processione, nel primo martedì dopo Pasqua, le reliquie dei santi compatroni di Sutera: Sant’Onofrio e San Paolino, vescovo di Nola. Resta, dunque, l’enigma della figura sacrificata a favore del più recente San Paolino”.

Sutera

Da circa un anno l’associazione God di Sutera ha promosso iniziative per la  valorizzazione della cappella. Lo scorso luglio ha siglato un protocollo d’intesa con il proprietario e il Comune di Sutera per avviare il restauro del santurario, lanciando successivamente una campagna di donazione per recuperare i preziosi affreschi. “Con la collaborazione e alta sorveglianza della soprintendente ai Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo, – conclude Pardi – i lavori per il recupero e restauro, affidati alla restauratrice Belinda Giambra, sono già iniziati per quel che riguarda la rilevazione del sito, ma a marzo cominceranno materialmente quelle sugli affreschi”.

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