Quel relitto dimenticato nei fondali agrigentini

Nel Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro un incontro sull’Almerian, piroscafo inglese, minato e affondato al largo di Punta Bianca

di Marco Russo

Fu una delle ultime navi ad avvistare il Titanic prima che andasse a picco in quel tragico 14 aprile del 1912. Sei anni dopo, il 19 ottobre 1918, fu minato e affondato al largo di Punta Bianca, nell’Agrigentino. All’Almerian, un piroscafo a vapore, appartenuto alla compagnia inglese Leyland Line, e adesso custodito nei fondali agrigentini, è dedicato un convegno che si terrà oggi alle 17 nel Palazzo ducale di Palma di Montechiaro.

“Il relitto dell’Almerian, il terrore della prima guerra mondiale nei fondali di Punta bianca”, questo il titolo dell’incontro a cura dell’Archeoclub, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, l’Ordine degli Architetti, la Fondazione Architetti del Mediterraneo e BCsicilia e con il patrocinio dell’assessorato regionale Beni Culturali e Identità siciliana e il Comune di Palma di Montechiaro.

Si tratta di un relitto ancora oggi sconosciuto ai più. L’incontro servirà, appunto, a focalizzare l’attenzione sul ruolo che le nostre coste hanno avuto nei tempi passati e sui tesori ancora custoditi in fondo al mare. Il piroscafo Almerian, fu minato ed affondato dal sommergibile tedesco U-Boat 73 e il suo destino tragico pare, in qualche modo, essere legato – sulla base di numerosi indizi – al disastro del transatlantico, affondato nell’oceano.

Dopo l’apertura dei lavori di Pietro Fiaccabrino, presidente Archeoclub di Palma di Montechiaro, sono previsti i saluti di Stefano Castellino, sindaco del Comune di Palma di Montechiaro, di Giuseppe Parello, direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi e del Polo Museale di Agrigento, di Gabriella Costantino, soprintendente per i Beni culturali di Agrigento, di Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine Architetti di Agrigento, di Calogero Giglia, vicepresidente Fondazione Architetti nel Mediterraneo, e di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale BCsicilia.

A seguire il filmato di Stefano Vinciguerra “Almerian: dal Titanic all’U-Boat 73, il relitto di Punta Bianca”. Dopo la proiezione del documentario sono previste le relazioni dello storico Gaetano Alotta che parlerà del contesto storico della Prima Guerra Mondiale e della lotta nei mari, di Claudio Di Franco della Soprintendenza del Mare che affronterà il tema “I relitti aeronavali nei mari agrigentini: una nuova stagione nel segno della valorizzazione”, di Gaetano Lino, già dirigente della Soprintendenza del Mare e Responsabile Gruppo subacqueo di BCsicilia, che spiegherà il posizionamento del relitto, inoltre Luigi Bisulca, della Soprintendenza di Agrigento, che relazionerà su “Il relitto dell’Almerian: dalla pesca subacquea alla ricerca storica” e infine Ornella Argento della Lega Navale di Agrigento affronterà il tema “Almerian, l’indagine subacquea”. Le conclusioni sono affidate a Sebastiano Tusa. Previsto anche un intermezzo musicale a cura di “Rosario Puzzangaro Trio Jazz”.

L’iniziativa, nel volere rievocare la vicenda dell’Almerian, inquadrandola nel contesto storico della terribile lotta nei mari che caratterizzò la Prima Guerra Mondiale, vuole anche mettere a fuoco lo stato attuale delle conoscenze del patrimonio storico ed archeologico derivante dai fondali marini.

Nel Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro un incontro sull’Almerian, piroscafo inglese, minato e affondato al largo di Punta Bianca

di Marco Russo

Fu una delle ultime navi ad avvistare il Titanic prima che andasse a picco in quel tragico 14 aprile del 1912. Sei anni dopo, il 19 ottobre 1918, fu minato e affondato al largo di Punta Bianca, nell’Agrigentino. All’Almerian, un piroscafo a vapore, appartenuto alla compagnia inglese Leyland Line, e adesso custodito nei fondali agrigentini, è dedicato un convegno che si terrà oggi alle 17 nel Palazzo ducale di Palma di Montechiaro.

“Il relitto dell’Almerian, il terrore della prima guerra mondiale nei fondali di Punta bianca”, questo il titolo dell’incontro a cura dell’Archeoclub, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, l’Ordine degli Architetti, la Fondazione Architetti del Mediterraneo e BCsicilia e con il patrocinio dell’assessorato regionale Beni Culturali e Identità siciliana e il Comune di Palma di Montechiaro.

Si tratta di un relitto ancora oggi sconosciuto ai più. L’incontro servirà, appunto, a focalizzare l’attenzione sul ruolo che le nostre coste hanno avuto nei tempi passati e sui tesori ancora custoditi in fondo al mare. Il piroscafo Almerian, fu minato ed affondato dal sommergibile tedesco U-Boat 73 e il suo destino tragico pare, in qualche modo, essere legato – sulla base di numerosi indizi – al disastro del transatlantico, affondato nell’oceano.

Dopo l’apertura dei lavori di Pietro Fiaccabrino, presidente Archeoclub di Palma di Montechiaro, sono previsti i saluti di Stefano Castellino, sindaco del Comune di Palma di Montechiaro, di Giuseppe Parello, direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi e del Polo Museale di Agrigento, di Gabriella Costantino, soprintendente per i Beni culturali di Agrigento, di Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine Architetti di Agrigento, di Calogero Giglia, vicepresidente Fondazione Architetti nel Mediterraneo, e di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale BCsicilia.

A seguire il filmato di Stefano Vinciguerra “Almerian: dal Titanic all’U-Boat 73, il relitto di Punta Bianca”. Dopo la proiezione del documentario sono previste le relazioni dello storico Gaetano Alotta che parlerà del contesto storico della Prima Guerra Mondiale e della lotta nei mari, di Claudio Di Franco della Soprintendenza del Mare che affronterà il tema “I relitti aeronavali nei mari agrigentini: una nuova stagione nel segno della valorizzazione”, di Gaetano Lino, già dirigente della Soprintendenza del Mare e Responsabile Gruppo subacqueo di BCsicilia, che spiegherà il posizionamento del relitto, inoltre Luigi Bisulca, della Soprintendenza di Agrigento, che relazionerà su “Il relitto dell’Almerian: dalla pesca subacquea alla ricerca storica” e infine Ornella Argento della Lega Navale di Agrigento affronterà il tema “Almerian, l’indagine subacquea”. Le conclusioni sono affidate a Sebastiano Tusa. Previsto anche un intermezzo musicale a cura di “Rosario Puzzangaro Trio Jazz”.

L’iniziativa, nel volere rievocare la vicenda dell’Almerian, inquadrandola nel contesto storico della terribile lotta nei mari che caratterizzò la Prima Guerra Mondiale, vuole anche mettere a fuoco lo stato attuale delle conoscenze del patrimonio storico ed archeologico derivante dai fondali marini.

Condividi
Tags

In evidenza

Svelato il soffitto trecentesco del monastero di Santa Caterina

Nascosto al di sopra della volta della sacrestia, un prezioso tetto ligneo decorato simile a quello dello Steri. Si può ammirare attraverso una app realizzata dall’Università di Palermo. Esposto anche un raro affresco medievale scoperto durante il restauro

Il Duomo di Cefalù si prepara a rinascere, al via i lavori di restauro

Gli interventi finanziati con due milioni di euro dalla Regione Siciliana interesseranno le coperture, gli esterni e gli apparati decorativi del monumento normanno, che è parte del patrimonio Unesco. Le imprese avranno 365 giorni per ultimare le opere

Nascerà un itinerario geologico lungo la scogliera di Cefalù

Un percorso tematico per la valorizzazione dei fossili sarà realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune e il Parco delle Madonie, con la partecipazione dell'Università di Palermo. Saranno installate targhe e codici Qr per informazioni sul sito in tempo reale

Ultimi articoli

A Lentini è scontro per la gestione di Palazzo Beneventano

Monta la polemica tra il Comune e i privati per l’affidamento dell’ex residenza nobiliare diventata polo culturale. L’amministrazione ha invitato la cooperativa Badia Lost & Found a riconsegnare i locali del bene revocando la concessione

Il Duomo di Cefalù si prepara a rinascere, al via i lavori di restauro

Gli interventi finanziati con due milioni di euro dalla Regione Siciliana interesseranno le coperture, gli esterni e gli apparati decorativi del monumento normanno, che è parte del patrimonio Unesco. Le imprese avranno 365 giorni per ultimare le opere

Svelato il soffitto trecentesco del monastero di Santa Caterina

Nascosto al di sopra della volta della sacrestia, un prezioso tetto ligneo decorato simile a quello dello Steri. Si può ammirare attraverso una app realizzata dall’Università di Palermo. Esposto anche un raro affresco medievale scoperto durante il restauro

Articoli correlati