I set del “Gattopardo” ieri e oggi

Una macchina fotografica può diventare un’estensione non solo dell’occhio, ma soprattutto del cervello. Ed è allora, quando la passione per la scoperta si compone con lo studio e la ricerca della bellezza, che appaiono i migliori risultati. Lo scatto diventa emozione e può raccontare una storia

Giuseppe Fallica
Giuseppe Fallica

Confrontare un luogo immortalato nel passato e la sua immagine attuale èelemento di grande suggestione. Lungo questo itinerario vorrei proporvi alcune di queste interessanti “sovrapposizioni”, occupandoci sempre del film “Il Gattopardo”. Nella prima “puntata” abbiamo visto come era stata del tutto reinventata la piazza principale di Ciminna, adesso confronteremo alcuni altri luoghi

Come già ricordato la volta scorsa, queste immagini tratte dal film “Il Gattopardo” non sono, in effetti, dei singoli frames, bensì giunzioni di più fotogrammi.Quando una scena è ripresa con cinepresa installata su cavalletto (che ruota, quindi, su un asse fisso), i singoli frames possono venir facilmente fusi con il medesimo software usato oggi per ottenere “foto panoramiche”. Ottenendo così un’immagine finale con un ampio angolo di campo. Ovviamente un’operazione del genere non è possibile laddove l’operatore abbia ripreso la sequenza a mano libera, ovvero abbia zoomato o carrellato. L’immagine-collage di Piana degli Albanesi ha delle parti bianche in quanto Visconti, evidentemente, non ruotò la cinepresa lungo un asse perfettamente orizzontale (in bolla) ma si spostò, anche, verso l’alto.

Ecco, dunque tre proposte di confronto fra situazioni del film e stato attuale di quello

Palermo, Piazza S. Giovanni Decollato

Palermo, Angolo piazzetta delle Vittime / via del Fondaco

Piana degli Albanesi

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