Pronto a rinascere l’ex stabilimento Florio di Favignana

La Regione Siciliana ha stanziato 5 milioni di euro per completare il restauro e la riqualificazione del bene. Nasceranno nuovi spazi museali e laboratori per attività scientifiche, artigianali e turistiche

di Redazione

Si prepara a rinascere un tesoro di archeologia industriale, simbolo dello sviluppo della Sicilia tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900. Saranno finalmente completate le opere di restauro e riadattamento funzionale dell’ex stabilimento Florio di Favignana per il quale sono stati stanziati 4.995.000 di euro del Patto per il Sud, a valere sugli esercizi finanziari del triennio 2021-2023. Il provvedimento – fanno sapere dalla Regione – è stato notificato dal Dipartimento dei Beni culturali alla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Trapani che, attraverso, il rup, Roberto Monticciolo, provvederà ora a dare avvio alle procedure amministrative per la realizzazione delle opere. Gli interventi, che riguarderanno il restauro di circa 15mila metri quadrati, tra superfici coperte e scoperte nella parte nord-ovest dell’ex impianto, costituiscono un importante investimento per il recupero di un edificio storico che ha segnato un’epoca.

Favignana, il porto e l’ex stabilimento Florio

Realizzata dalla famiglia Florio su progetto dell’architetto Filippo La Porta, la tonnara di Favignana fu la più grande industria del tonno del Mediterraneo, struttura all’avanguardia sia in quanto a tecniche di produzione che inserirono l’Isola nei più importanti circuiti di pesca e produzione  europei, sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli operai che poterono godere di un sistema di welfare tra i più evoluti del tempo.

La tonnara di Favignana

La Tonnara, di proprietà della Regione Siciliana dal 1986, è stata destinata, per quanto riguarda gli spazi fino ad oggi restaurati, a museo. Il completamento delle opere, che saranno realizzate con risorse del Fsc-Patto per il Sud, darà vita a una struttura polifunzionale con nuovi spazi museali e laboratori in cui svolgere attività scientifiche, artigianali, commerciali, turistico-ricreative e sociali, cercando di salvaguardare il potere evocativo della struttura e confermandola come punto di riferimento e rilancio per tutta la comunità.

Lapide della mattanza del 1859 (foto Fabiola Ilardo, Wikipedia)

L’area su cui si andrà ad intervenire, rimasta fino ad oggi fuori da precedenti azioni di recupero, si estende a ovest di una caletta che un tempo ospitava, nel lato meridionale, il “caricatore vecchio” costituito da un piano inclinato che permetteva lo scarico dei tonni pescati e il successivo trasporto verso gli spazi interni deputati alle prime operazioni di lavorazione. Il lato meridionale dell’insenatura è oggi determinato da una lunga cancellata, intervallata da pilastri in cemento armato, conclusa ai lati da due portali in conci di calcarenite modanati con disegno classicheggiante. Le frequenti mareggiate hanno aggredito la muratura sottostante la cancellata causandone il parziale crollo, erosione che richiede oggi un indispensabile intervento di riparazione e consolidamento.

Il rais Gioacchino Cataldo nell’ex stabilimento Florio di Favignana (foto Renato Alongi, Wikipedia)

Verranno sottoposti al restauro, inoltre, il “Magazzino delle Lattine”, il “Cortile degli Impianti”, il “padiglione della Fucina”, nell’area che ospita la “centrale elettrica California” e la relativa ciminiera, il “padiglione delle Officine”. Verrà, inoltre, recuperata l’area dove trovavano alloggio gli animali, denominato “il vecchio pollaio”, nonchè l’edificio destinato alle “Celle frigorifere”, caratterizzato da un disegno compositivo perfettamente simmetrico a quello del Malfaraggio (già restaurato) che si trova sul lato opposto della caletta. Fra l’orto e i locali frigoriferi, nell’area di accesso alla Zona Nord, verrà restaurato “il  Mulino” dove si effettuava la frantumazione delle ossa di tonno essiccate che venivano commercializzate come mangime. Il restauro riguarderà anche il “dormitorio/spogliatoio femminile” di 343 metri quadrati, dove verranno realizzate botteghe artigianali.

L’ex stabilimento Florio

Gli spazi, una volta recuperati, saranno destinati ad attività socio-culturali e didattico-divulgative. Lo spazio destinato alle ex celle frigorifere con una superficie coperta di 623 metri quadrati, ad esempio, sarà destinato a ristorante didattico. Una superficie scoperta di circa 1710 metri quadrati, individuata come ex-camposanto, infine, sarà destinata a luogo in cui svolgere rappresentazioni all’aperto.

“Il completamento delle operazioni di restauro dell’ex Stabilimento Florio è un’opera strategica non soltanto per l’isola di Favignana, ma per tutta la Sicilia. L’intervento, infatti, – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – permette il consolidamento, la messa in sicurezza e il potenziamento della fruizione e permetterà, allo stesso tempo, la creazione di spazi esperienziali e laboratoriali nonché di recupero del patrimonio etno-antropologico. I lavori rivestono grandissima importanza perché consentono di mettere in sicurezza, recuperare funzionalmente e mettere a reddito un complesso monumentale che sorge in un ex stabilimento industriale fra i più grandi e importanti della Sicilia”.

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