Pronto a rinascere il complesso termale di Cefalà Diana

Finanziato il progetto di ristrutturazione che comprende i locali dei bagni, il complesso museale e i ruderi dell’antico mulino. Torneranno alla luce le strutture romane attualmente coperte

di Redazione

È considerato l’unico complesso termale di tipo islamico in Sicilia. Al suo interno sembra di sentire ancora lo scroscio dell’acqua e le voci di chi si immergeva nelle vasche. Adesso, i bagni di Cefalà Diana si preparano a rinascere grazie a un intervento di riqualificazione che comprende i locali dei bagni, il complesso museale e i ruderi dell’antico mulino. È stato finanziato il progetto di ristrutturazione – fanno sapere dalla Regione – portato avanti dal Parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato, con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 – Patto per Sicilia, per un importo contrattuale di quasi 320mila euro.

Terme di Cefalà Diana (foto Filippo Barbaria, Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0)_

Realizzato insieme alla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, il progetto completerà l’azione di valorizzazione e messa in sicurezza del sito, con un approccio interdisciplinare. Gli interventi – aggiungono dalla Regione –  interesseranno anche l’area antistante lo stabilimento termale dei bagni, dove saranno messe in luce le antiche strutture romane, attualmente coperte e non visibili. Ultimati i lavori – realizzati dalla ditta Pitrolo Salvatore di Noto – la rinnovata struttura del complesso delle Terme di Cefalà Diana sarà dotata di una piccola sala conferenze, sarà meglio organizzato il magazzino reperti che sarà reso visitabile, e rimodernato il piccolo museo per esposizioni temporanee. L’intervento prevede anche la rimozione delle barriere architettoniche e la realizzazione  di nuovi percorsi per i portatori di handicap.

Il complesso termale dall’esterno (foto Davide Mauro, Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0)

Costruito in epoca normanna sotto Guglielmo II forse su preesistenti terme romane, l’edificio fu realizzato a ridosso di uno sperone di roccia da cui sgorgava acqua termale calda, utilizzata nel corso dei secoli per scopi terapeutici. Oggi si trova all’interno di un baglio del ‘500. Dell’epigrafe in arabo che corre su tre lati rimane leggibile soltanto il consueto incipit: “In nome di Dio clemente e misericordioso”. L’interno, a pianta rettangolare, è coperto da una volta a botte con fori per l’aerazione. Tre archi a sesto acuto che poggiano su due esili colonnine di marmo dividono l’ambiente in due zone: la prima, più piccola e a una sola vasca, è a ridosso della sorgente di acqua calda, mentre la seconda, più grande, è dotata di tre vasche.

Sezione planimetrica dei Bagni

“Con la consegna dei lavori di ristrutturazione del complesso – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – si avvia un processo di riqualificazione complessiva dell’area. Un’azione molto importante per la valorizzazione del territorio in un luogo di straordinaria bellezza che purtroppo per troppi anni non è stato adeguatamente considerato”.

(La prima foto in alto è di Filippo Barbaria, da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0)

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