Presentato il “Bellini international context”, un mese di eventi per il Cigno catanese

Dall’1 settembre al 2 ottobre, spettacoli e concerti per celebrare il 187esimo anniversario della morte del compositore

di Redazione

Vincenzo Bellini, alfiere del melodramma romantico, si fa anima e propulsore del turismo culturale, testimonial planetario dell’immagine stessa dell’Isola. La sua statura di genius loci di risonanza internazionale costituisce – ormai da tre stagioni – uno dei punti di forza su cui la Regione Siciliana configura la propria peculiare identità culturale e artistica, che trova nel linguaggio universale della musica un viatico per conquistare la platea globale. È questa la mission della prestigiosa rassegna dedicata al Cigno catanese, fortemente voluta dal presidente Nello Musumeci e dall’assessore al Turismo Manlio Messina.

Stelle di prima grandezza e un’offerta dal rigoroso approccio filologico arricchiscono anche il programma 2022 del Bellini International Context, in programma dall’1 settembre al 2 ottobre, che mira ad inquadrare il ruolo del compositore etneo nell’agone protoromantico europeo in cui s’inscrive la sua figura, allargando al contempo l’orizzonte agli influssi che la sua creatività innovativa avrebbe esercitato sul teatro musicale a venire. Da qui il titolo della kermesse perché costruita intorno al “contesto” multidisciplinare, che muove dall’età d’oro del Belcanto per arrivare a coglierne l’eredità e l’influenza successiva esercitata su autori come Verdi e Wagner. Un’indagine affascinante che, a partire dalle suggestioni musicali, traccia e “contestualizza” questa linea direttrice, aprendo ad interessanti contaminazioni tra varie discipline, cinema, prosa, danza, prevedendo inoltre mostre a tema e incontri con studiosi ed esperti.

Fulcro del festival sono I Capuleti e i Montecchi, in scena al Teatro Bellini alle ore 21 del 23 settembre, 187esimo anniversario della morte del compositore, si replica il 25 alle 17.30. La produzione, che sarà trasmessa in diretta su Rai5, è allestita dall’ente lirico e schiera sul palco la propria Orchestra e il proprio Coro. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, mentre Gianluca Falaschi firma regia scene e costumi della tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, che ripercorre la tragedia degli infelici amanti di Verona. Un titolo salutato con enorme successo dal pubblico e dalla critica fin dalla prima assunta del 11 marzo 1830 alla Fenice di Venezia. Nei ruoli principali Ruth Iniesta (Giulietta), Chiara Amarù (Romeo), Marco Ciaponi  (Tebaldo). E ancora Alexey Birkus  (Lorenzo)  e Antonio Di Matteo  (Capellio). Luigi Petrozziello maestro del coro.

Nell’ambito della rassegna si allestisce anche Rita, opera comica in un atto di Gaetano Donizetti, con l’Orchestra del Bellini diretta da Carminati direttore, Gianmaria Aliverta regista, con i cantanti Nina Muho (Rita), Valerio Borgioni (Beppe), Francesco Vultaggio baritono (Gasparo) e l’attore Gino Astorina (Bortolo). Un piccolo gioiello che oggi parla alla platea anche della inflessibile condanna di ogni violenza all’interno del rapporto di coppia (7 settembre, alle 21, Palazzo della Cultura).

Di particolare rilievo è l’intera operazione legata alla terza opera in forma scenica, prevista nell’ambito del progetto “Sicilia: “Suggestioni da Bellini, Pirandello, Verga”. Nella prima parte sarà eseguita l’ouverture dal Pirata di Bellini e la suite per orchestra La giara, che Alfredo Caesella ha estratto dal proprio  balletto ispirato alla novella di Pirandello. Nella seconda parte andrà in scena Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, la cui fonte letteraria è da rinvenire nella novella ma anche nel dramma di Giovanni Verga. L’allestimento vuole essere un omaggio allo padre del Verismo nel primo centenario della morte. L’esecuzione è affidata all’Orchestra Sinfonica Siciliana e al Coro del Teatro Massimo Bellini. Scene, costumi, allestimento sono dell’ente lirico. Sul podio Marcello Mottadelli, regia di Alfonso Signorini. Nel cast vocale Anastasia Boldyreva (Santuzza), Walter Fraccaro  (Turiddu), Elia Fabbian (Alfio), Agostina Smimmero (Lucia), Sabrina Messina (Lola). Luigi Petrozziello maestro del coro (16 settembre, alle 21, Villa Bellini).

Tra i tantissimi appuntamenti in programma, le soirée musicali si svolgeranno in diverse sedi  del capoluogo, a cominciare dal gala belliniano inaugurale “Da Il pirata a I puritani”. Orchestra e Coro del Teatro Massimo  Bellini”, direttrice Beatrice Venezi, solisti il sopranoVittoria Yeo e il tenore Giorgio Berrugi (1 settembre, alle 21, Villa Bellini). Omaggio dei compositori di Sicilia a Bellini propone in prima esecuzione assoluta brani di Giuseppe Emmanuele, Mario Garuti, Matteo Musumeci, Joe Schittino, Luciano Maria Serra. Orchestra del Teatro Massimo Bellini diretta da Marco Alibrando (20 settembre, alle 21, Palazzo della Cultura).

Bellini & Friends esplora le affinità tra il Nostro e grandissimi compositori che lo hanno seguito o preceduto: Donizetti, Mercadante, Rossini, Wagner. L’Orchestra Sinfonica Siciliana è guidata da Eliseo Castrignanò, soprano solista Desirée Rancatore (24 settembre, all 21, Villa Bellini). Bellini & Donizetti: 1827 – 1835 è un gala lirico che mette a confronto la produzione di due sommi operisti, il  Catanese e il Bergamasco, attraverso melodrammi relativi agli anni che li videro ccompetere nell’agone operistico post-rossiniano.  Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini, sul podio  Fabrizio Maria Carminati. Solisti il soprano Pretty Yende e il tenore Stefan Pop. Luigi Petrozziello maestro del coro (26 settembre, alle 21, Teatro Massimo Bellini).

Bellini Reloaded  parte dall’interessante  prospettiva di stimolare affermati compositori dei nostri giorni – Giovanni D’Aquila, Giovanni Ferrauto, Simone Piraino – ad ispirarsi alle creazioni belliniane. L’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo è diretta da Alberto Maniaci  (28 settembre, alle 21, Villa Bellini). Due obiettivi  convergono in un terzo gala lirico che, da un lato, accosta Bellini & Wagner, dall’altro intende celebrare il  2751esimo anno della fondazione della città di Catania. Accanto agli autori di Norma e Tristan, in locandina ritroviamo compositori siciliani  in attività, ossia Emanuele Casale, Matteo Musumeci, Joe Schittino.  Orchestra e Coro del Teatri Massimo   Bellini, Eckehard Stier direttore, Luigi Petrozziello maestro del coro (30 settembre, alle 21, Villa Bellini).

Un concerto di musiche sacre di rara frequentazione è quello che accosta composizioni giovanili belliniane – quali “Tecum Principium” e  “Salve Regina” in La maggiore (trascrizioni dal manoscritto autografo) – con la Messa funebre in memoria di Bellini (1865) composta da Giovanni Pacini espressamente per il trasporto delle ceneri del collega  – e rivale – prematuramente scomparso trent’anni prima. Orchestra dell’ISSM “V. Bellini” di Catania e Coro del Teatro Massimo Bellini”, Epifanio Comis direttore, Luigi Petrozziello maestro del coro (1 ottobre, luogo da definire  Catania, Duomo di Sant’Agata).

“Bellini International Context” è una rassegna promossa dal governo regionale attraverso l’assessorato del Turismo che ha catalizzato la sinergia del Comune e dell’Arcidiocesi di Catania, del Comune di Taormina e delle principali istituzioni teatrali e culturali: Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Università degli Studi di Catania, Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Taormina Arte Sicilia, Istituto superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina. La direzione artistica è di Fabrizio Maria Carminati, direttore d’orchestra di rilievo internazionale. Project manager del festival è Gianna Fratta, direttrice d’orchestra di chiara fama.

“È ai Catanesi, indicati proprio con la maiuscola, che Vincenzo Bellini dedica I Capuleti e i Montecchi. Un particolare non da poco, che ci piace ricordare in questa sede dal momento in cui la rappresentazione di un tale capolavoro costituisce proprio l’evento centrale dell’odierna edizione del Bellini International Context – afferma il governatore Nello Musumeci – . Sì, Bellini consacra la partitura ai concittadini. E lo fa in segno di gratitudine verso il decurionato che anni prima gli aveva assegnato una borsa di studio senza la quale il Cigno catanese non sarebbe mai approdato al Conservatorio di Napoli e – insegna la Storia – alla gloria”.

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