Porta Nuova e l’aula bunker subito sold out per Le Vie dei Tesori

Nei primi due giorni di festival tutto esaurito in alcuni dei luoghi più attesi. Nella grande sala ottagonale che ospitò il Maxiprocesso cronisti e magistrati hanno raccontato quegli anni. Tutto esaurito anche al carcere Ucciardone e in tanti alle visite teatralizzate con Stefania Blandeburgo

di Redazione

Giuseppe Ayala, Giuseppe Di Lorenzo e Marcello Barbaro nell'aula bunker (foto Igor Petyx)

Le Vie dei Tesori raccontano Palermo. Nei primi due giorni di festival – che durerà poi per cinque weekend fino al 30 ottobre – i luoghi che hanno registrato subito il sold out sono stati Porta Nuova, il carcere Ucciardone e l’aula bunker con il racconto dei cronisti di mafia. 

Visite a Porta Nuova

Un flusso ininterrotto di visitatori, mossi da sollecitazioni diverse sì, ma con un’unica voglia di ascoltare. Porta Nuova, mai aperta prima al pubblico, il carcere Ucciardone e l’aula bunker, ieri, sabato 1 ottobre, hanno segnato il debutto palermitano delle Vie dei Tesori. A Porta Nuova il pubblico ha salito gli ottanta alti gradini che dal piano di Palazzo Reale conducevano fino al corridoio scoperto di collegamento tra la residenza normanna e la Porta costruita nel 1460, riedificata un secolo dopo dal viceré di Sicilia Marcantonio Colonna per celebrare l’arrivo di Carlo V.

L’interno di Porta Nuova

Sotto l’arco e la bellissima copertura a piramide rivestita da maioliche colorate con l’aquila senatoria, il Colonna fece costruire un’alcova dove riceveva la sua amante, donna Eufrosina Valdaura, baronessa del Miserendino. In seguito qui dormirà Giuseppe Garibaldi al suo arrivo a Palermo con i Mille. La visita guidata delle Vie dei Tesori, con la collaborazione del Comando Militare Esercito Sicilia, permette una visuale straordinaria sulla città, verso monte e verso mare.

Visitatori all’aula bunker

Sempre ieri con Le Vie dei Tesori, si è potuto ascoltare il racconto del Maxiprocesso dalla voce di chi c’era: i cronisti di mafia e i magistrati raccontano quei mesi. Ieri il primo appuntamento, pieno di pubblico giunto per ascoltare il giudice Giuseppe Ayala, il videomaker Giuseppe Di Lorenzo e l’allora cronista di giudiziaria Marcello Barbaro. L’ingresso in aula di Tommaso Buscetta, il confronto drammatico tra lui e Pippo Calò, gli insulti dalle gabbie al pentito Salvatore Contorno, l’interrogatorio del “papa” Michele Greco, il coraggio pacato del presidente Alfonso Giordano: tutto avvenne in quest’aula costruita in pochi mesi tra il 1985 e il 1986 a fianco del carcere dell’Ucciardone, unica perché nessun’altra avrebbe potuto ospitare un processo con 475 imputati, 900 tra testimoni e parti lese, 600 giornalisti da tutto il mondo, testimoni e avvocati. Una grande aula ottagonale che possiede sistemi di protezione tali da poter resistere anche ad attacchi missilistici. Il processo durò 22 mesi e finì con 246 condanne, la vittoria di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.

Stefania Blandeburgo interpreta la cortigiana alla cripta delle Repentite

Tanto successo anche per le visite teatralizzate. Sono addirittura cinque i personaggi che Stefania Blandeburgo interpreta per Le Vie dei Tesori: ognuno rivive nei suoi abiti d’epoca, con una storia da raccontare. La marchesa Dulciora Agnello che si salvò dalle grinfie della Santa Inquisizione sbeffeggiando i giudici allo Steri; ma anche una prostituta di alto bordo del Settecento nella bellissima cripta delle Repentite; la pizzuta zia Mimmi, l’ultima proprietaria di Villa Pottino; la piccola Margheritina che cerca il marito, il poeta Peppe Schiera, sotto le macerie del ’43, e prenderà vita nel rifugio antiaereo della biblioteca Bombace. E infine l’elegante Lucie Henry, la moglie di Vincenzo Florio alla Palazzina dei 4 Pizzi (qui per prenotare le visite teatralizzate).

Per informazioni telefonare allo 091 8420004, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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