Così rinascerà lo “Stazzuni” di Partanna

Finanziati i lavori di riqualificazione del laboratorio in cui si lavorava l’argilla per la produzione di tegole, mattoni e vasellame

di Redazione

Era uno dei più importanti centri di produzione di tegole, mattoni e vasellame del territorio, prima che il terremoto del 1968 devastasse la Valle del Belice. Dopo anni di appelli, l’antico “Stazzuni” di Partanna tornerà a vivere grazie a un finanziamento dell’assessorato regionale ai Beni Culturali che ha destinato un milione e 300mila euro, con fondi Poc 2014-2020, al suo recupero. Si tratta dello “Stazzuni del signor Liotta” di via San Biagio, di proprietà comunale dal 2002, un laboratorio in cui si lavorava l’argilla per la produzione di tegole, mattoni e contenitori e costituisce ancora oggi l‘unica testimonianza locale di questa attività tradizionale. I manufatti prodotti si indicavano come “rrobba di stampa” (tegole e mattoni) e “rrobba di torniu” (vasellame).

Partanna

Per la notevole importanza dal punto di vista etno-antropologico il complesso produttivo, che risale ai primi anni del novecento ed è rimasto in funzione fino al terremoto del 1968, è stato sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani già nel 1991. Gli interventi previsti dal finanziamento – fanno sapere dall’assessorato regionale ai Beni Culturali – sono destinati ad opere strutturali per il miglioramento delle condizioni statiche dell’edificio, il ripristino dell’antico aspetto delle facciate ed una migliore distribuzione e funzionalità degli interni.

La sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali

Obiettivo finale, di cui l’intervento è solo il primo necessario passaggio – sottolineano ancora dall’assessorato – è quello di recuperare il laboratorio ad una funzione museale e didattica con carattere interattivo e di restituire alla fruizione pubblica una concreta testimonianza dell’attività produttiva del tempo: l’impianto, infatti, verrà riproposto con la strumentazione in uso durante il suo funzionamento.

“Attraverso il recupero dello ‘Stazzuni’ – afferma l’assessore dei Beni Culturali, Alberto Samonà – il territorio di Partanna e la provincia di Trapani, si riappropriano di una significativa testimonianza della storia imprenditoriale del territorio. Il recupero dell’impianto, inoltre, acquisisce ancora maggior valore a seguito degli scavi archeologici in contrada Stretto, poco distante dal centro abitato di Partanna, che hanno portato alla luce un villaggio neolitico in cui fiorente e cospicua è stata la produzione della ceramica e che testimoniano già una tradizione consolidata in questo specifico settore di lavorazione”.

Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend