Pioggia di fondi in arrivo per gli archivi di Stato siciliani

Previsti interventi di restauro e conservazione dei documenti, adeguamenti alle scaffalature e manutenzione degli edifici

di Marco Russo

Grandi lavori negli archivi di Stato siciliani. Da Palermo a Messina, fino a Enna, Trapani e Agrigento, i luoghi custodi della storia e della memoria del territorio riceveranno dal Ministero per i Beni e le attività culturali fondi che ammontano complessivamente a quasi 1,3 milioni di euro, per avviare interventi di restauro e conservazione del patrimonio archivistico, adeguamenti alle scaffalature e manutenzione degli edifici. Si tratta di fondi che rientrano nel programma biennale 2019-2020, approvato dal mininistro Alberto Bonisoli, finanziato con risorse derivanti dalla legge di stabilità del 2015, e che comprende in totale 595 interventi in tutta Italia, per una spesa di 180 milioni di euro.

Archivio di Stato di Agrigento

Le cifre più significative in Sicilia sono destinate alla movimentazione dei fondi archivistici dalla vecchia alla nuova sede dell’Archivio di Stato di Agrigento, agli interventi di conservazione – ossia al restauro, la spolveratura e la disinfestazione della documentazione – e all’acquisto delle scaffalature per un importo di 400mila euro. Sono, invece, 350mila euro, i fondi riservati al completamento della nuova scaffalatura compatta per i depositi dell’Archivio di Stato di Palermo e agli interventi di restauro del fondo “Archivi notarili”, serie notai, secoli XV – XVI. Somma analoga anche per l’Archivio di Stato di Trapani, nell’ex Convento Sant’Anna, dove il Mibac provvederà al consolidamento, al restauro e all’adeguamento impiantistico del terzo lotto, così come completamento del salone, alla copertura e al recupero del giardino passeggiata Mura di Tramontana. Prevista, inoltre, la sostituzione delle scaffalture non a norma nell’Archivio di Stato di Enna e l’arrivo di altre compattabili nei depositi dell’Archivio di Messina.

L’Archivio di Trapani

“Un’attenzione al patrimonio che necessita di interventi di tutela – ha dichiarato il ministro Bonisoli in riferimento al programma biennale – e che è frutto di un puntuale lavoro di ricognizione sui territori, attraverso il coinvolgimento di tutti gli istituti periferici del Ministero. Tra le priorità, il restauro dei beni culturali, in particolare quelli colpiti da calamità naturali; il recupero di aree paesaggistiche degradate, la prevenzione contro i rischi sistemici e ambientali, ma anche l’efficientamento energetico e il miglioramento dell’accessibilità, intesa come obiettivo per la partecipazione e l’inclusione sociale”.

Archivio di Stato di Messina

Sono in tutto quattordici gli archivi di Stato presenti in Sicilia. Quello di Palermo, che comprende anche la sezione distaccata di Termini Imerese, conserva circa 370mila unità archivistiche tra volumi, registri e buste, e 6.167 pergamene. L’archivio include una biblioteca con 12.376 volumi e opuscoli, nonché una scuola d’archivistica, diplomatica e paleografia latina e un laboratorio di fotoriproduzione, legatoria e restauro. L’archivio di Stato di Trapani, si compone di fondi di diversa natura versati dagli uffici statali periferici della provincia. L’Istituto conserva inoltre archivi di enti amministrativi e giudiziari di “Antico regime” e dell’epoca della Restaurazione e documentazione proveniente da enti soppressi. In quello di Enna i fondi conservati ammontano a circa 52mila pezzi dislocati su circa 4mila metri di scaffalatura, mentre l’Archivio di Messina possiede molti fondi lacunosi e frammentari a causa di un incendio a seguito dei bombardamenti del 1943, che causò la distruzione di 100mila pezzi, compromettendo irrimediabilmente il patrimonio documentario custodito.

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