Piccoli “dottori” dei beni culturali crescono

Un master organizzato dall’Università di Palermo forma giovani professionisti per la gestione di musei, parchi archeologici, biblioteche e monumenti

di Giulio Giallombardo

Il futuro dei beni culturali passa anche da loro. Una scuderia di giovani professionisti formati per la gestione di musei, parchi archeologici o letterari, biblioteche e monumenti, senza perdere di vista gli aspetti legati al marketing e alla comunicazione. Sono i partecipanti al Master in Economia e Management di Beni culturali e del Patrimonio Unesco (Emabec), che da tre anni organizza l’Università di Palermo. Un articolato percorso formativo che ha fatto dell’incontro sinergico tra istituzioni culturali pubbliche e private il suo valore aggiunto.

La terza edizione del master si è chiusa ieri alla Biblioteca centrale della Regione Siciliana, con una cerimonia a cui hanno partecipato i vertici istituzionali del beni culturali siciliani, tra cui la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, il neo assessore comunale alla Cultura, Adham Darawsha, e il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini. Nel corso dell’incontro sono state conferite quattro borse di studio e presentati alcuni progetti multimediali sulla piattaforma internazionale di audioguide IziTravel, spazio poi alla dissertazione delle tesi e alla proclamazione dei nuovi “dottori” dei beni culturali.

Studenti e docenti del terzo master Emabec (foto: Giulia Sciavarello)

Il master, nell’arco di 12 mesi, ha l’obiettivo di formare al massimo 30 già laureati all’anno, trasformandoli in professionisti a tutto tondo della gestione dei beni culturali siciliani. La prospettiva è quella di connettere tra loro gli elementi attrattori del territorio e le istituzioni, anche con la creazione di startup innovative o la progettazione e realizzazione di attività dell’industria culturale. In questo senso, trasversali possono essere gli sbocchi lavorativi, sia come manager chiamati a operare nel mondo delle istituzioni culturali pubbliche e private; sia come imprenditori in grado di avviare attività economiche capaci di offrire servizi orientati alla valorizzazione dei beni culturali; sia, ancora, come manager o consulenti in ambito gestionale e commerciale o nella comunicazione.

I diciassette partecipanti, in occasione del terzo master di secondo livello appena concluso, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con tanti professionisti del mondo della cultura, incontrando alcuni dei responsabili delle più importanti istituzioni culturali siciliane. Ha fatto parte della faculty Ludovico Solima, docente di Management delle imprese culturali nel Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli, che ha scritto il piano strategico del Museo archeologico del capoluogo campano. E ancora, incontri con il veneziano Massimiliano Zane, noto progettista culturale e consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e con Daniele Jalla, già presidente dell’Icom, la più importante organizzazione che mette insieme i rappresentati dei musei a livello europeo. Gli studenti hanno avuto modo di conoscere anche Giuliano Volpe, componente del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibac e, tra i docenti, anche Fabio Viola, che ha realizzato “Father and son”, il videogioco innovativo sul museo archeologico di Napoli, e Stefano Consiglio, dell’Università Federico II di Napoli, uno dei più importanti studiosi di “social innovation” applicata ai beni culturali.

Un momento della cerimonia

Uno dei progetti sviluppati durante il master, inoltre, è stato tra i vincitori del concorso “Sicilia, un’idea per il territorio”, nell’ambito della manifestazione Panorama d’Italia, che si è svolta lo scorso ottobre a Palermo. Si tratta di “cArt”, una startup innovativa che, tramite un’app, permetterà il noleggio di autovetture in ottica sharing, per la visita esperienziale di siti culturali della provincia di Palermo. Sempre all’interno del master, i ragazzi hanno sviluppato dei progetti, coordinati da Elisa Bonacini della piattaforma IziTravel, per lo storytelling attraverso audioguide dei percorsi dell’itinerario Unesco arabo-normanno, collaborando con la Fondazione Unesco Sicilia. Due studentesse, infine, riceveranno dei riconoscimenti parte del Comune di Geraci Siculo, per un progetto di lancio dell’albergo diffuso nel territorio.

Cerimonia conclusiva alla Biblioteca regionale

Ma archiviata la terza edizione, l’ateneo palermitano è già al lavoro per il quarto master. È già pronto il bando, consultabile sul sito dell’università, che scadrà il 23 aprile. “Tra i nostri obiettivi quello più importante è sicuramente far ritrovare tutti gli attori dei beni culturali intorno a un tavolo, cosa che raramente accade – spiega a Le Vie dei Tesori News, Marcantonio Ruisi, coordinatore vicario del master – . Formare le nuove generazioni o riqualificare quelle attualmente in servizio è un obiettivo che inevitabilmente porta al dialogo soggetti che non sempre si trovano a ragionare insieme sul futuro dei beni culturali. Per questo, il prossimo anno vorremmo percorrere la strada già tracciata, ma aprendoci a nuove collaborazioni, come con la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo e con la Fondazione Federico II. Inoltre, abbiamo in cantiere accordi con l’Accademia di Belle Arti e il Conservatorio Scarlatti, avviando anche un dialogo con le istituzioni della Sicilia orientale”.

Un master organizzato dall’Università di Palermo forma giovani professionisti per la gestione di musei, parchi archeologici, biblioteche e monumenti

di Giulio Giallombardo

Il futuro dei beni culturali passa anche da loro. Una scuderia di giovani professionisti formati per la gestione di musei, parchi archeologici o letterari, biblioteche e monumenti, senza perdere di vista gli aspetti legati al marketing e alla comunicazione. Sono i partecipanti al Master in Economia e Management di Beni culturali e del Patrimonio Unesco (Emabec), che da tre anni organizza l’Università di Palermo. Un articolato percorso formativo che ha fatto dell’incontro sinergico tra istituzioni culturali pubbliche e private il suo valore aggiunto.

La terza edizione del master si è chiusa ieri alla Biblioteca centrale della Regione Siciliana, con una cerimonia a cui hanno partecipato i vertici istituzionali del beni culturali siciliani, tra cui la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, il neo assessore comunale alla Cultura, Adham Darawsha, e il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini. Nel corso dell’incontro sono state conferite quattro borse di studio e presentati alcuni progetti multimediali sulla piattaforma internazionale di audioguide IziTravel, spazio poi alla dissertazione delle tesi e alla proclamazione dei nuovi “dottori” dei beni culturali.

Studenti e docenti del terzo master Emabec (foto: Giulia Sciavarello)

Il master, nell’arco di 12 mesi, ha l’obiettivo di formare al massimo 30 già laureati all’anno, trasformandoli in professionisti a tutto tondo della gestione dei beni culturali siciliani. La prospettiva è quella di connettere tra loro gli elementi attrattori del territorio e le istituzioni, anche con la creazione di startup innovative o la progettazione e realizzazione di attività dell’industria culturale. In questo senso, trasversali possono essere gli sbocchi lavorativi, sia come manager chiamati a operare nel mondo delle istituzioni culturali pubbliche e private; sia come imprenditori in grado di avviare attività economiche capaci di offrire servizi orientati alla valorizzazione dei beni culturali; sia, ancora, come manager o consulenti in ambito gestionale e commerciale o nella comunicazione.

Un momento della cerimonia

I diciassette partecipanti, in occasione del terzo master di secondo livello appena concluso, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con tanti professionisti del mondo della cultura, incontrando alcuni dei responsabili delle più importanti istituzioni culturali siciliane. Ha fatto parte della faculty Ludovico Solima, docente di Management delle imprese culturali nel Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli, che ha scritto il piano strategico del Museo archeologico del capoluogo campano. E ancora, incontri con il veneziano Massimiliano Zane, noto progettista culturale e consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e con Daniele Jalla, già presidente dell’Icom, la più importante organizzazione che mette insieme i rappresentati dei musei a livello europeo. Gli studenti hanno avuto modo di conoscere anche Giuliano Volpe, componente del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibac e, tra i docenti, anche Fabio Viola, che ha realizzato “Father and son”, il videogioco innovativo sul museo archeologico di Napoli, e Stefano Consiglio, dell’Università Federico II di Napoli, uno dei più importanti studiosi di “social innovation” applicata ai beni culturali.

Uno dei progetti sviluppati durante il master, inoltre, è stato tra i vincitori del concorso “Sicilia, un’idea per il territorio”, nell’ambito della manifestazione Panorama d’Italia, che si è svolta lo scorso ottobre a Palermo. Si tratta di “cArt”, una startup innovativa che, tramite un’app, permetterà il noleggio di autovetture in ottica sharing, per la visita esperienziale di siti culturali della provincia di Palermo. Sempre all’interno del master, i ragazzi hanno sviluppato dei progetti, coordinati da Elisa Bonacini della piattaforma IziTravel, per lo storytelling attraverso audioguide dei percorsi dell’itinerario Unesco arabo-normanno, collaborando con la Fondazione Unesco Sicilia. Due studentesse, infine, riceveranno dei riconoscimenti parte del Comune di Geraci Siculo, per un progetto di lancio dell’albergo diffuso nel territorio.

La cerimonia conclusiva alla Biblioteca regionale

Ma archiviata la terza edizione, l’ateneo palermitano è già al lavoro per il quarto master. È già pronto il bando, consultabile sul sito dell’università, che scadrà il 23 aprile. “Tra i nostri obiettivi quello più importante è sicuramente far ritrovare tutti gli attori dei beni culturali intorno a un tavolo, cosa che raramente accade – spiega a Le Vie dei Tesori News, Marcantonio Ruisi, coordinatore vicario del master – . Formare le nuove generazioni o riqualificare quelle attualmente in servizio è un obiettivo che inevitabilmente porta al dialogo soggetti che non sempre si trovano a ragionare insieme sul futuro dei beni culturali. Per questo, il prossimo anno vorremmo percorrere la strada già tracciata, ma aprendoci a nuove collaborazioni, come con la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo e con la Fondazione Federico II. Inoltre, abbiamo in cantiere accordi con l’Accademia di Belle Arti e il Conservatorio Scarlatti, avviando anche un dialogo con le istituzioni della Sicilia orientale”.

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