Un patto per la cultura sognando Trapani capitale

Siglato da tutti i sindaci della provincia un accordo strategico per creare una rete condivisa, coinvolgendo comuni, fondazioni, musei, parchi archeologici e riserve naturali

di Giulio Giallombardo

Un abbraccio corale per suggellare un sogno. A pochi giorni dall’audizione al Ministero dei Beni culturali per presentare il dossier di Trapani Capitale della Cultura 2022, in attesa del verdetto che designerà il progetto vincitore, tutti i 24 Comuni della provincia trapanese hanno raggiunto un accordo destinato ad andare oltre la competizione. È il Patto per la cultura trapanese, un impegno per la creazione di una rete che ha l’obiettivo di condividere politiche e strategie culturali per tutto il territorio.

Chiesa di San Francesco a Mazara del Vallo (foto Francesco Ferla)

I sindaci hanno sottoscritto, durante due ore di incontro online, il piano strategico della cultura del territorio trapanese, un documento che ha l’ambizioso obiettivo di strutturare un’unica cabina di regia dedicata all’intero comparto culturale della provincia, incrociando anche eventi e iniziative di richiamo turistico. L’idea è anche quella di mettere a sistema le società partecipate del settore, come fondazioni e enti teatrali, fare rete con il sistema museale, archeologico, con i parchi e le riserve, e condividere strategie e progetti di marketing turistico-culturale per la valorizzazione dell’identità del territorio.

Il Cretto di Burri a Gibellina (foto Francesco Ferla)

Tra gli obiettivi c’è anche di dar vita a un calendario unico degli eventi e delle manifestazioni, creando un coordinamento della comunicazione dei principali attrattori culturali del territorio, attraverso strumenti che promuovano il circuito culturale trapanese. In questo, un ruolo strategico avrà il Distretto turistico della Sicilia Occidentale, che supporterà molte iniziative di comunicazione.

Tempio di Segesta (foto Francesco Ferla)

“Un bellissimo segnale che parte dall’ultima provincia d’Italia, per posizione geopolitica – ha dichiarato il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida – . A prescindere dalle loro sensibilità politiche, 24 sindaci condividono una visione d’insieme, una progettualità di sviluppo culturale. Questo patto è frutto di un lavoro intenso. La classe dirigente sta dimostrando una grande maturità. In questo momento storico legato ad una pandemia, l’obiettivo di promuovere la programmazione strategica della cultura, come volano ed ulteriore attrattore per lo sviluppo dei territori, è già una vittoria”.

Chiesa Madre di Erice (foto Francesco Ferla)

“Abbiamo dato vita a un percorso che andrà oltre l’esito della candidatura a Capitale italiana della cultura – ha sottolineato l’assessore comunale alla Cultura, Rosalia D’Alì, che è anche presidente del Distretto turistico della Sicilia Occidentale – . L’obiettivo è di allargare quanto avviato in questi anni sul fronte turistico anche all’ambito culturale, e si sa bene come le due cose non siano mai del tutto scisse. Ce la stiamo mettendo tutta per giocare fino in fondo la partita e abbiamo creato una grande squadra per mirare al podio. Ma comunque vada, aver superato campanilismi e particolarismi culturali è già un grandissimo successo, che pone la cultura come fonte di crescita e sviluppo di tutto un territorio”.

Chiesa di San Domenico a Castelvetrano (foto Francesco Ferla)

Una candidatura quella di Trapani che non ha coinvolto solo i Comuni, ma anche il mondo delle associazioni da tempo impegnate sul campo per la promozione culturale e turistica. È il caso di Agorà, realtà attiva da sei anni sul territorio e che partecipa alla realizzazione del Festival Le Vie dei Tesori a Trapani. “Abbiamo contribuito al dossier con un progetto dedicato al liberty – racconta Pietro Barraco, dell’associazione Agorà – . Proprio con Le Vie dei Tesori abbiamo riscosso tanto interesse da parte di proprietari di edifici liberty che hanno partecipato e di altri che vorrebbero aprire le porte delle loro dimore. Per questo vorremmo creare un percorso per riscoprire questo patrimonio cittadino, con la valorizzazione dei tesori liberty, dal centro storico alla periferia, organizzando anche appuntamenti, come mostre, incontri e eventi enogastronomici”.

Basilica di Maria Santissima Annunziata a Trapani (foto Francesco Ferla)

Intanto, in attesa del verdetto che arriverà il 18 gennaio, l’audizione per Trapani è in programma il 15 gennaio dalle 12 alle 13. Durante l’incontro in streaming, il sindaco e l’assessore alla Cultura, con una delegazione di esperti, illustreranno il dossier della candidatura. Sarà il momento della valutazione conclusiva per l’assegnazione del riconoscimento, durante il quale verrà trasmesso anche un video realizzato per l’occasione, “Noi siamo il vento” – spiega l’assessore D’Alì – “quel vento di rigenerazione che noi aspiriamo ad accogliere”.

Tutte le foto sono di Francesco Ferla, tra i partner creativi di Trapani, candidata a Capitale italiana della cultura 2022

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