Patrimoni a pezzi, in vendita il palazzo del barone Guccia

È uno degli edifici neoclassici più affascinanti di Palermo, con il suo giardino pensile sopra il bastione delle Balate, in corso Alberto Amedeo

di Giulio Giallombardo

Si staglia sul bastione col suo fascino austero e decadente. Guarda dall’alto corso Alberto Amedeo e via Papireto, nel centro di Palermo. È Palazzo Guccia, un tempo residenza del barone Giovan Battista Guccia Bonomolo, adesso messo in vendita in cerca di un nuovo proprietario che possa salvarlo dall’abbandono. Con il suo giardino pensile, ridotto a una selva incolta, e i camminamenti sotterranei del bastione delle Balate, sopra cui è stato costruito agli inizi dell’Ottocento, è uno dei palazzi neoclassici più affascinanti della città.

Uno dei saloni

L’attuale proprietà sta tentando da tempo di vendere il bene, senza ancora aver trovato un acquirente. Il prezzo attuale – si legge su annuncio pubblicato dall’agenzia immobiliare M&C Studio di Ella Ribolla – è fissato a 900mila euro, a cui però bisogna aggiungere le spese di ristrutturazione dell’edificio, che – dato lo stato in cui si trova – non saranno poche. Il palazzo ha una superficie di 1.400 metri quadrati, distribuiti in 10 camere e tre bagni. La vendita comprende lo storico giardino pensile di circa 1.500 metri quadrati, e altri ambienti come stalla, legnaia, rimessa carrozze, torretta di avvistamento panoramica, piano nobile di 650 metri quadrati con saloni affrescati, cappella privata e terrazze.

Palazzo Guccia su corso Alberto Amedeo

Il palazzo fu costruito dal barone Guccia, dopo che, alla fine del Settecento, il Demanio passò ai privati buona parte dei bastioni, che avevano perso il loro originario scopo difensivo. Al nobiluomo, che nel frattempo ottenne il titolo di marchese del feudo di Balata e di Ganzaria, fu concesso il terrapieno del bastione della Balata, sopra cui fu edificato il palazzo. I due terzi dell’area furono destinati a ospitare il giardino pensile che sopravvive ancora oggi. Il portone d’ingresso del palazzo, che si trova in via Guccia, piccola traversa di via Papireto, è sormontato dallo stemma nobiliare dei Guccia: uno scudo che raffigura al suo interno un mare mosso, con sopra una conchiglia aperta, su cui cadono otto gocce, affiancate da due stelle a sette punte.

Varcato il portone d’ingresso, ci si affaccia in un cortile in cui risalta un portale classico da cui si diparte uno scalone a doppia rampa in marmo rosa di Verona. Il piano nobile è arricchito da eleganti saloni decorati e affrescati, e vi si trovano anche gli appartamenti principali. Altri sono ricavati nelle zone di servizio e si affacciano sul fossato scavato nel bastione, che conserva ancora un sistema di camminamenti interni, utilizzati come rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra mondiale, poi trasformati in magazzini. Ben visibile da corso Alberto Amedeo, svetta, infine, la torretta di avvistamento da cui si gode una vista panoramica sulla città. Il complesso oggi versa in totale degrado, nella speranza che qualcuno possa investire per salvarlo dall’abbandono.

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