Passi avanti verso il Museo del Liberty ricordando Villa Deliella

Il governo regionale ha stanziato tre milioni di euro per lo spazio espositivo che sorgerà dove si trovava il villino di Basile demolito 60 anni fa

di Ruggero Altavilla

Progetti, concorsi di idee, sogni di ricostruzione. La voglia di ricucire la ferita della demolizione di Villa Deliella, il gioiello liberty di Ernesto Basile distrutto in una notte di 60 anni fa, si è fatta sempre più viva negli ultimi anni. Adesso, dopo un tortuoso iter burocratico, il sogno potrebbe diventare realtà. Il governo regionale – ha dichiarato il presidente Nello Musumeci – ha stanziato tre milioni di euro per l’istituzione a Palermo del Museo del Liberty, che sorgerà in piazza Crispi, nel luogo dove si trovava il villino di Basile, e poi adibito per anni a parcheggio.

L’area dove sorgeva Villa Deliella

Eppure, fino a pochi giorni fa, il progetto sembrava essersi arenato. Nel corso di una recente discussione della finanziaria a Sala d’Ercole, una norma analoga presentata dal deputato Marianna Caronia era stata stralciata. Ma il governatore – spiegano dalla Regione – aveva espresso la volontà di disporre nel più breve tempo possibile di un atto amministrativo per avviare le procedure relative alla nascita del museo e di un grande itinerario culturale connesso. “Era un impegno che avevo preso con il parlamento siciliano e con tutti i palermitani qualche giorno fa durante l’esame della manovra finanziaria all’Ars – ha detto Musumeci – . Oggi, quell’impegno, è stato rispettato. Il governo regionale ha infatti stanziato tre milioni di euro per l’istituzione museo regionale del Liberty – Villa Deliella e dell’itinerario dell’art nouveau”.

Il progetto di Mario Botta per piazza Crispi

Della riqualificazione di piazza Crispi si parla da anni. Prima ancora del progetto di ricostruzione di Villa Deliella, proposto nel 2015 dagli architetti Danilo Maniscalco e Giulia Argiroffi, suscitando pareri contrastanti, ci aveva provato Mario Botta a ridisegnare la piazza. Suo è un progetto della fine degli anni ’80 del secolo scorso che prevedeva la realizzazione di uno spazio multimediale per l’arte contemporanea proprio lì dove sorgeva il villino. In quel caso l’architetto aveva pensato ad un edificio quadrangolare alto circa 20 metri, con un giardino sul tetto e all’interno sale espositive, aule, biblioteca, videoteca e una caffetteria. Ma il progetto fu poi abbandonato dall’amministrazione comunale dell’epoca.

Una foto storica di Villa Deliella

Villa Deliella era stata realizzata nel 1905 e fu abbattuta nel 1959, nel corso di quella grande operazione di speculazione edilizia, avvenuta a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, che è passata alla storia come il “sacco di Palermo”. “Oggi è un giorno particolarmente importante – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – perché si sana una ferita inferta oltre sessant’anni fa alla città di Palermo e alla Sicilia. La decisione di far nascere il museo del Liberty è un atto politico forte che realizza un doppio risultato: rende la giusta visibilità a uno stile architettonico che ha contrassegnato un periodo memorabile della Sicilia e risarcisce moralmente e culturalmente l’intera comunità siciliana per la violenza subita”.

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2 Comments

  1. E non si potrebbe usare ad esempio come sede del Museo del Liberty il Palazzo delle Finanze oggi abbandonato ?

  2. Mi sembra un’ibrido in un contesto ormai cambiato.Meglio impiegare i contributi x un riassetto dei vari degradi cittadini con ancora macerie dei bombardamenti e periferie fatiscenti.Per il museo utilizzare spazi regionali e comunali riadattandoli.o no?

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