Passi avanti per rilanciare l’itinerario di Santa Rosalia

Firmata una convenzione tra la Regione e le autorità ecclesiastiche per valorizzare il percorso naturalistico-religioso legato alla patrona di Palermo

di Ruggero Altavilla

Un cammino di 187 chilometri tra strade ferrate, ex trazzere e sentieri immersi nella natura. È l’itinerario che ripercorre idealmente il cammino di Santa Rosalia, che ha i suoi estremi nelle due grotte rifugio della Santuzza: quella dell’eremo di Santo Stefano Quisquina e l’altra in cima a Monte Pellegrino. Inaugurato nel 2015, alla presenza dell’arcivescovo della Diocesi di Agrigento, Francesco Montenegro, l’Itinerarium Rosaliae è un viaggio alla scoperta della Sicilia interna, che dal Parco dei Monti Sicani, attraversa riserve e aree naturali di 14 comuni, fra le province di Palermo e Agrigento.

L’incontro per la firma della convenzione

Adesso, quattro assessorati regionali e altrettante istituzioni ecclesiastiche fanno sinergia per valorizzare e promuovere il percorso naturalistico-religioso legato alla Santa patrona di Palermo. L’intesa è stata raggiunta ieri, con la firma di una convenzione nella sede della Curia del capoluogo siciliano, alla presenza del governatore Nello Musumeci. A sottoscrivere l’accordo, da una parte, gli assessori ai Beni culturali Alberto Samonà, all’Agricoltura Edy Bandiera, al Territorio e ambiente Toto Cordaro e al Turismo Manlio Messina; dall’altra, gli arcivescovi di Palermo Corrado Lorefice, di Agrigento Francesco Montenegro, di Monreale Michele Pennisi e dall’eparca di Piana degli Albanesi Giorgio Demetrio Gallaro.

Segnaletica dell'itinerario su Monte Pellegrino (foto Giulio Giallombardo)
Segnaletica dell’itinerario su Monte Pellegrino (foto Giulio Giallombardo)

Sebbene il Cammino non ripercorra fedelmente la strada fatta dalla Santuzza, ne propone un’alternativa camminabile e attrattiva per i centri attraversati e per le ricchezze naturalistiche percorse. Toccati dall’itinerario, oltre a Palermo, sono tredici comuni dell’entroterra: Monreale, Altofonte, Piana degli Albanesi, Corleone, Campofiorito, Bisacquino, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Burgio, Palazzo Adriano, Prizzi, Castronovo di Sicilia e Santo Stefano Quisquina. Il percorso, poi, si dipana tra i sentieri delle aree naturalistiche di Monte Cammarata, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Monte Genoardo e Santa Maria del Bosco, Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, Serra della Pizzuta, Monte Pellegrino e il Parco dei Monti Sicani.

La teca di Santa Rosalia nella grotta su Monte Pellegrino (foto Giulio Giallombardo)

“Il turismo religioso – sottolinea il presidente Musumeci – oltre a rappresentare un’esperienza totalizzante dal punto di vista del percorso della fede rappresenta un settore in forte crescita nel quale l’Isola può avere un ruolo importante. Il Cammino di Santa Rosalia ha certamente una grande capacità di attrazione, come poche altre in Italia. Insieme a quattro diocesi abbiamo voluto sottoscrivere questo accordo che ha l’obiettivo comune, pastorale e laico allo stesso tempo, di elaborare un’azione di valorizzazione e fruizione dell’itinerario con lo scopo di giungere anche al riconoscimento di Parco culturale ecclesiale”.

Nella foto grande in alto il santuario di Monte Pellegrino (foto Giulio Giallombardo)

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