Parole e canti sulle tracce del Gagini

Una passeggiata diventa modello per il rilancio turistico e culturale della Valle del Fitalia, tra il verde nei Nebrodi e il blu del Tirreno. Tutto è nato da una tesi di laurea

di Giulio Giallombardo

Antonello Gagini è diventato Virgilio per un giorno. Ma niente gironi infernali o cieli del Paradiso, in questo caso il viaggio si è svolto tra il verde dei Nebrodi e il blu del Tirreno. Una tesi di laurea dedicata allo scultore rinascimentale palermitano diventa modello per il rilancio turistico e culturale del territorio. L’idea è di Giusy Scurria, promotrice del territorio siciliano e dipendente comunale di San Salvatore di Fitalia, che ha organizzato lo scorso luglio un “viaggio nella bellezza” – come l’ha definito – attraverso un itinerario tra le opere di Gagini nei sei paesi della Valle del Fitalia.

Dopo la laurea conseguita nel 2011, la 54enne promotrice turistica ha reso concreto quello che aveva descritto nella sua tesi, facendo vivere in prima persona, davanti a una trentina di persone, il suo personale itinerario gaginiano. Partiti in pullman da Rocca di Caprileone, i partecipanti hanno visitato San Salvatore di Fitalia, Galati Mamertino, Longi, Frazzanò, Mirto e Caprileone, scoprendo le opere d’arte custodite nelle chiese storiche, accompagnati da canti, “cunti” e preghiere della tradizione orale, interpretati dalla cantante e musicista messinese Oriana Civile. Mentre ha fatto da guida ai partecipanti, la stessa Giusy Scurria.

Il viaggio, organizzato dall’associazione Pegaso, è partito da San Salvatore, dove nella Basilica del Salvador Mundi è custodito un trittico marmoreo di Antonello Gagini che, durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, era stato relegato in un altare laterale. Adesso è possibile ammirarlo sul fondo del presbiterio al centro di un’arcata in stucco, così come la delicata statua marmorea della Madonna della Neve anch’essa opera di Gagini, collocata nella navata destra in un altare ligneo barocco.

Poi ci si è spostati a Galati Mamertino. Nella chiesa Madre dedicata alla Madonna Assunta, si trova una delle opere gaginiane più importanti: il gruppo della Trinità (prima custodita nella Chiesa di San Luca) e quello dell’Annunziata. Quindi, tappa nella chiesa Madre di Longi, ad ammirare una Madonna marmorea attribuita al Gagini e nella chiesa della Santissima Annunziata, che custodisce un’altra statua della Vergine, opera commissionata ad Antonello e completata dai figli Antonino e Giacomo Gagini.

Il viaggio è proseguito a Frazzanò, dove, anche in questo caso nella chiesa dell’Assunta, è presente una Madonna attribuita al nipote Giuseppe Gagini, e poi a Mirto, ad ammirare la Madonna della Catena. Ultima tappa dell’itinerario, la chiesa dell’Annunziata di Caprileone, dove al suo interno spicca sull’altare maggiore un prezioso busto della Beata Vergine, realizzato tra il 1533 e il 1534, probabilmente una delle ultime opere dello scultore siciliano.

“È stato un sogno che si è realizzato – confessa a Le Vie dei Tesori News, Giusy Scurria – . L’idea mi frullava per la testa, ne ho parlato con Oriana Civile, proponendole di fare insieme il percorso. L’anno scorso abbiamo girato tutti i paesi della Valle, parlando con i più anziani, alla ricerca di storie, canzoni e preghiere della tradizione, per cercare poi di drammatizzare il nostro itinerario. Speriamo quanto prima di ripetere questa esperienza anche nei prossimi mesi”.

Si è trattato, in effetti, di una vera e propria messa in scena, con musica e parole, nata da un lavoro di ricerca dei canti tradizionali, associati ad ogni tappa dell’itinerario. “È stata un’esperienza bellissima – racconta la cantante Oriana Civile – le persone sono rimaste stupite, anche perché non hanno idea del nostro patrimonio culturale. Abbiamo cercato di far sposare ad ogni luogo un canto o una preghiera che potesse caratterizzarlo al meglio. Non si è trattato di rielaborazioni, ma di interpretazioni fedeli all’originale, riproposte solo con la voce”. Una vera e propria contaminazione dei sensi tra capolavori rinascimentali.

Una passeggiata diventa modello per il rilancio turistico e culturale della Valle del Fitalia, tra il verde nei Nebrodi e il blu del Tirreno. Tutto è nato da una tesi di laurea

di Giulio Giallombardo

Antonello Gagini è diventato Virgilio per un giorno. Ma niente gironi infernali o cieli del Paradiso, in questo caso il viaggio si è svolto tra il verde dei Nebrodi e il blu del Tirreno. Una tesi di laurea dedicata allo scultore rinascimentale palermitano diventa modello per il rilancio turistico e culturale del territorio. L’idea è di Giusy Scurria, promotrice del territorio siciliano e dipendente comunale di San Salvatore di Fitalia, che ha organizzato lo scorso luglio un “viaggio nella bellezza” – come l’ha definito – attraverso un itinerario tra le opere di Gagini nei sei paesi della Valle del Fitalia.

Dopo la laurea conseguita nel 2011, la 54enne promotrice turistica ha reso concreto quello che aveva descritto nella sua tesi, facendo vivere in prima persona, davanti a una trentina di persone, il suo personale itinerario gaginiano. Partiti in pullman da Rocca di Caprileone, i partecipanti hanno visitato San Salvatore di Fitalia, Galati Mamertino, Longi, Frazzanò, Mirto e Caprileone, scoprendo le opere d’arte custodite nelle chiese storiche, accompagnati da canti, “cunti” e preghiere della tradizione orale, interpretati dalla cantante e musicista messinese Oriana Civile. Mentre ha fatto da guida ai partecipanti, la stessa Giusy Scurria.

Il viaggio, organizzato dall’associazione Pegaso, è partito da San Salvatore, dove nella Basilica del Salvador Mundi è custodito un trittico marmoreo di Antonello Gagini che, durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, era stato relegato in un altare laterale. Adesso è possibile ammirarlo sul fondo del presbiterio al centro di un’arcata in stucco, così come la delicata statua marmorea della Madonna della Neve anch’essa opera di Gagini, collocata nella navata destra in un altare ligneo barocco.

Poi ci si è spostati a Galati Mamertino. Nella chiesa Madre dedicata alla Madonna Assunta, si trova una delle opere gaginiane più importanti: il gruppo della Trinità (prima custodita nella Chiesa di San Luca) e quello dell’Annunziata. Quindi, tappa nella chiesa Madre di Longi, ad ammirare una Madonna marmorea attribuita al Gagini e nella chiesa della Santissima Annunziata, che custodisce un’altra statua della Vergine, opera commissionata ad Antonello e completata dai figli Antonino e Giacomo Gagini.

Il viaggio è proseguito a Frazzanò, dove, anche in questo caso nella chiesa dell’Assunta, è presente una Madonna attribuita al nipote Giuseppe Gagini, e poi a Mirto, ad ammirare la Madonna della Catena. Ultima tappa dell’itinerario, la chiesa dell’Annunziata di Caprileone, dove al suo interno spicca sull’altare maggiore un prezioso busto della Beata Vergine, realizzato tra il 1533 e il 1534, probabilmente una delle ultime opere dello scultore siciliano.

“È stato un sogno che si è realizzato – confessa a Le Vie dei Tesori News, Giusy Scurria – . L’idea mi frullava per la testa, ne ho parlato con Oriana Civile, proponendole di fare insieme il percorso. L’anno scorso abbiamo girato tutti i paesi della Valle, parlando con i più anziani, alla ricerca di storie, canzoni e preghiere della tradizione, per cercare poi di drammatizzare il nostro itinerario. Speriamo quanto prima di ripetere questa esperienza anche nei prossimi mesi”.

Si è trattato, in effetti, di una vera e propria messa in scena, con musica e parole, nata da un lavoro di ricerca dei canti tradizionali, associati ad ogni tappa dell’itinerario. “È stata un’esperienza bellissima – racconta la cantante Oriana Civile – le persone sono rimaste stupite, anche perché non hanno idea del nostro patrimonio culturale. Abbiamo cercato di far sposare ad ogni luogo un canto o una preghiera che potesse caratterizzarlo al meglio. Non si è trattato di rielaborazioni, ma di interpretazioni fedeli all’originale, riproposte solo con la voce”. Una vera e propria contaminazione dei sensi tra capolavori rinascimentali.

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