“Pandemia”, videoinstallazione all’oratorio di San Mercurio

L’opera è frutto del lavoro di quindici artisti che hanno ricodificato il loro confinamento in un’esperienza visiva di forte impatto

di Redazione

“Si fore vis sanus, ablue saepe manus”, che tradotto dal latino all’italiano diventa “se vuoi essere sano lavati spesso le mani”. Questa semplice ma imprenscindibile norma sanitaria, tratta da un precetto della Scuola medica salernitana del IX secolo, ci ha accompagnati nel corso del lockdown e continua ancora oggi ad essere tra le più importanti pratiche di protezione contro l’epidemia di Covid-19.

Frame dall’opera di Calixto Ramirez

Questa norma è anche la frase che accompagna la videoinstallazione “Pandemia”, inserita nella rassegna Sacrosanctum, frutto del lavoro di quindici artisti – Filippo Berta, Colectivo Democracia, Mario Consiglio, Joseba Eskubi, Francesco Lauretta, Urs Lüthi, Sandro Mele, Diego Moreno, Luca Pancrazzi, Luigi Presicce, Calixto Rámirez, Antonio Riello, Caterina Silva, Francesco Simeti e Fabio Sgroi – che lo scorso maggio hanno ricodificato il loro confinamento in un’esperienza visiva di forte impatto. L’opera sarà ospitata all’oratorio di San Mercurio di Palermo che riapre, per l’occasione, sabato 13 giugno, dalle 20 alle 24. Organizzata dagli Amici dei Musei Siciliani e Spazio Rivoluzione, e a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, “Pandemia”, vuole offrirsi – si legge in una nota – “come un primo segnale di vita per una città che ha osservato una rigida quarantena, ma che ora si appresta a ricercare nuove pratiche di socialità”.

“Confinamiento”, di Diego Moreno

“Spiazzati di fronte a un male sconosciuto – spiegano gli organizzatori – abbiamo fatto appello alla saggezza degli avi, riscoprendo pulsioni ataviche quali la paura e l’angoscia e rispolverando impulsi sopiti quali l’istinto di sopravvivenza e il senso di protezione verso gli affetti e la comunità. La nozione di confine ha acquisito e perso forza. Stretti entro i limiti della nostra abitazione abbiamo combattuto un virus che non conosce frontiere e le singole disavventure sono confluite in un’esperienza di ampiezza globale. Una disastrosa crisi ha imposto al mondo una pausa ma ha offerto al contempo un’occasione di riflessione e di crescita. Lo stesso termine “pandemia” (dal greco pan-dèmos, tutto il popolo), racchiude in sé una potenza disarmante, apocalittica e poetica al contempo, in grado di suggerire con efficacia la complessità del fenomeno”.

L’ingresso, nel rispetto delle norme di sicurezza, prevede otto repliche della durata di 30 minuti, per un massimo di venti visitatori a gruppo. Si consiglia la prenotazione tramite mail a info@amicimuseisiciliani.it.

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