Palermo utopia gioiosa secondo Kazumi Yoshida

L’artista giapponese ritrae la città avvolta in paesaggi fantastici, dalla Casina Cinese a Palazzo delle Aquile. Opere in mostra al Loggiato San Bartolomeo, con un’appendice a Villa Igiea

di Guido Fiorito

Esiste ancora la gioia di vivere? Quella dipinta ed espressa da Matisse più di un secolo fa, quando l’Europa non conosceva le carneficine delle guerre mondiali? Esiste ancora negli occhi di Kazumi Yoshida, che l’ha trovata anche a Palermo. Il nome della mostra del designer giapponese, in corso al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo, sembra contraddire il suo contenuto: Utopia. Una utopia contagiosa, che invita alla trasformazione della realtà più che alla fuga nell’immaginario. Con tanta passione per il mondo africano “dove – dice Kazumi – la storia dell’uomo è incominciata” e quindi per il primitivo che è la purezza e il mattino del mondo.

La Casina Cinese nella serie Utopia di Yoshida

Tutto nasce quando Kazumi visita Palermo nel 2018 per Manifesta e rimane colpito dalla città e, in particolare dalla Palazzina Cinese, che cinese non è, ma è più cinese di una palazzina cinese autentica in Cina. Ed eccola, quattro anni dopo, la Palazzina di Marvuglia sulla tela appesa in fondo alla galleria del Loggiato in un paesaggio fantastico, tra scimmie blu e tigri colore dei lillà, galli gialli con code da cometa. Mentre nella parete opposta le fiere si sono impadronite di Palazzo delle Aquile e cantano alle finestre la loro felicità. Un volto di uomo domina il paesaggio, oltre la Fontana delle Vergogne, con animali fantastici tra i capelli, i pensieri liberati dalle angosce della vita.

Kazumi Yoshida

“Palermo – dice Kazumi – è la gioia di vivere, come il sogno del futuro. Il suo colore è l’oro e la luce vince l’ombra. In ogni momento il contatto con le persone esprime freschezza e gioia”. E se gli fate notare che il mondo è anche guerre, carestie, fame, lui risponde che la sua arte “vuole ristabilire equilibrio e dare gioia e speranza in un periodo difficile”.

Albero della vita

La mostra riempie i tre piani del Loggiato, struttura della Fondazione Sant’Elia, offrendo vari aspetti della produzione di Kazumi. Ci sono le muse, The Blooming Jungle (La giungla in fiore), le geometrie di Orkestra, la serie dello zodiaco e quella degli uccellini (birdies). Il tutto animato da un unico spirito, secondo una poetica che Kazumi descrive come “partire dal semplice e liberare l’immaginario”. Il semplice, sono gli occhi puri. “Occorre guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino”, sosteneva Matisse. In basso, ad altezza di fanciullo, c’è una serie di illustrazioni ad acquarello che Kazumi ha realizzato pensando ad un libro per l’infanzia. Nella serie Baby’s blu planet tutto è stupore per la Terra, the one-and-only, l’unico e solo posto dove siamo nati. A questo si unisce il gusto per la decorazione e il gusto calligrafico della pennellata tipici dello stile giapponese.

Carta da parati ispirata alla Palazzina cinese per Clarence House

È la prima mostra in Europa, con una appendice a Villa Igiea, per Kazumi che ha dedicato nella sua carriera molta attenzione alla decorazione di tessuti e carte, in proprio, per i tessuti di Ratti e per maison come Etro e Hermes (le vetrine del negozio cittadino del marchio francese ospitano suoi teatri derivati dalla mostra). Ne è testimonianza al Loggiato una carta ispirata alle decorazioni della Casina Cinese, creata per la Clarence House di New York, di cui è direttore creativo, e tre splendidi arazzi: due raffigurano l’albero della vita; sono tessuti con tecniche antiche da artigiani vietnamiti.

Le allieve dell’Accademia di Belle Arti al lavoro attorno a Utopia

La mostra lascia un segno anche tra alcune allieve dell’Accademia di Belle Arti, coinvolte dall’artista a dipingere una decorazione attorno al quadro Utopia, nel segno del suo stile e della sua immaginazione. “Dono loro la mia energia – ha detto Kazumi – perché possano volare nel mondo”. La mostra, a cura di Paola Nicita, organizzata da MLC (Maria Letizia Cassata) Comunicazione, resterà aperta fino al 30 luglio.

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