“Palermo sospesa”, un film per il Festino che non c’è

Presentato il programma delle celebrazioni in onore di Santa Rosalia, spariscono le tradizionali processioni sostituite da iniziative simboliche

di Alessia Franco

Un festino spirituale, forse il più spirituale degli ultimi tempi. Così lo ha definito l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che ha presentato stamattina in Curia l’edizione 2020 delle celebrazioni in onore di Santa Rosalia, insieme al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e all’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha. Celebrazioni per lo più di carattere religioso, che non potranno non tenere conto delle norme anti-Covid, con tutto quello che ne consegue. “Palermo – ha detto Lorefice – ha attraversato questa peste e con Rosalia l’ha superata. La città, il Festino, la Santa sono fortemente interconnessi. Non possiamo dimenticare il carico di morte di questi mesi, ma neanche il canto d’amore in cui moltissimi si sono annullati per gli altri. Il cuore di Rosalia è il luogo in cui celebrare questa festa, è questo che deve darci gioia”.

Un momento della presentazione

Saranno celebrazioni di natura prevalentemente religiosa, dunque, e rispettando le regole di distanziamento: “La scommessa è proprio questa – ha detto Orlando – fare comunità senza assembramenti. Il distanziamento non è sociale: è solo, finché sarà necessario, di natura fisica. Questo Festino, che preferisco chiamare ‘ventiventi’, è senza dubbio atipico, sospeso come la nostra vita in questi mesi, in cui le coordinate spazio-temporali sono state completamente scardinate. Ma è comunque un momento di gioia, di gioia consapevole, che abbiamo deciso di raccontare in un film”.

L’urna argentea di Santa Rosalia in processione

Si intitola “Palermo Sospesa-il Festino che non c’è”, e andrà in onda la sera del 14 luglio, alle 22, contemporaneamente su diverse emittenti televisive locali e nazionali. Un lavoro affidato al Centro sperimentale di cinematografia diretto da Costanza Quatriglio, la cui realizzazione è in corso in questi giorni e che si avvale di un’ampia rete di collaborazioni con partner istituzionali, tecnici e artistici. “Un film nato da sé – ha dichiarato la regista – da un’urgenza, e dalla collaborazione di numerosissime istituzioni. Un’urgenza trova sempre risposte. Oggi cominciamo le riprese nel luogo simbolo, la Cattedrale. Rosalia c’è, il messaggio è questo. C’è anche oggi. E i linguaggi per raccontarla sono molteplici”.

Folla ai Quattro Canti durante una precedente edizione del Festino

Alla realizzazione del film, che durerà circa 75 minuti suddivisi in tre parti, contribuiscono anche l’Istituto Luce e Rai Teche che hanno messo a disposizione il proprio materiale d’archivio, così come hanno fatto tanti fotografi e cineasti, a sottolineare il contributo collettivo e di comunità da cui nasce questo progetto. “Il Centro sperimentale di cinematografia non è la sola istituzione scesa in campo per questo festino – afferma l’assessore alle cultura Adham Darawsha – ci sono il Teatro Biondo, il Massimo, l’Orchestra sinfonica siciliana, il Conservatorio, l’Accademia di belle arti, la Fondazione Sant’Elia. Persone, realtà, risorse con cui abbiamo lavorato intensamente e a cui non rinuncerò più”.

La cattedrale di Palermo

Il programma delle celebrazioni religiose, illustrato dal parroco della Cattedrale, Filippo Sarullo, prevede un momento dedicato all’“affidamento della città alla Santa” che si svolgerà nella cappella di Santa Rosalia a Palazzo delle Aquile e che sostituirà la tradizionale messa. Previsto anche un incontro comunitario sul sagrato della Cattedrale al posto della processione. Inoltre, durante la messa del 10 luglio un cero sarà acceso in memoria delle vittime del Covid-19. Tra le iniziative laiche anche mostre fotografiche, proiezioni e giochi per i più piccoli.

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