Palermo ritrova il “Vecchio porto”: regalo alla Gam

Il quadro di Ettore De Maria Bergler, in mostra a Venezia nel 1909 nel corso dell’ottava esposizione d’arte, è stato donato da Luigi Naselli di Gela e andrà ad arricchire la collezione del museo

di Alessia Franco

Arriva come un regalo di quelli che non ti aspetti, a completare una collezione già molto ricca e ammirata. Forse addirittura per esserne il pezzo forte. Da oggi, il dipinto “Vecchio porto (Marina di Palermo)” di Ettore De Maria Bergler fa parte della collezione della Galleria d’arte moderna della città. Un regalo di Luigi Naselli di Gela, Gran Priore dell’Ordine di Malta. Ricorda bene, l’anziano donatore, le trasformazioni crudeli che condussero la città da gioiello della Belle Époque a cumulo di palazzoni che la sventrarono, con il sacco di Palermo. L’intento di Naselli è conservare la bellezza, perché magari aiuti a produrne dell’altra.

Il quadro “Vecchio porto” di Ettore De Maria Bergler donato alla Gam

Il dipinto che arricchirà la collezione della Gam venne esposto a Venezia, nel 1909, nel corso dell’ottava esposizione d’arte. De Maria Bergler vi partecipò con ben 26 opere, che gli valsero il riconoscimento di “pittore più importante del Meridione”. Un’arte appassionata, la sua, carica di luce e di spirito isolano, ma senza cedere alla tentazione del bozzetto.

Un momento dell’incontro

Anche in questo caso, riprende un topos molto noto, ma sempre attraverso il suo personalissimo filtro: testimonianza del periodo straordinario in cui visse. E che lo portò, esponente della borghesia palermitana fin de siècle, a sperimentarsi come vedutista, decoratore, ritrattista: celebre e straziante, fra tutti, quel suo ritratto di Giovannuzza Florio già scolorita dalla morte ma con gli occhi ancora (tenacemente, dolcemente) spalancati sul mondo. Quella del 1909 fu l’esposizione che diede maggiore risalto all’autore: una personale nel padiglione 37, “Le bellezze di Sicilia” che segna il culmine della sua carriera. Ma anche una sorta di chiusura del cerchio: le decorazioni del padiglione e i mobili che l’arredavano erano stati eseguiti da Vittorio Ducrot su disegno di Ernesto Basile.

“Dopo varie vicissitudini – afferma la direttrice della Galleria, Antonella Purpura – questo importante tassello della storia artistica siciliana entra a far parte della collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna di Palermo, che già possiede diverse testimonianze pittoriche dello stesso autore”.

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