Palermo rende omaggio a Bruno Caruso

La mostra “Frammenti di una visione”, con una selezione rappresentativa di opere del maestro recentemente scomparso, sarà inaugurata sabato alla galleria “La Piana arte contemporanea”

di Marco Russo

Ci sono i pazzi di Palermo, i popolani, le signore borghesi, le ragazze ossute, i ragazzi dai capelli ricci come il giovane ritratto con la chioma ribelle mentre stringe un polpo dai tentacoli altrettanto indisciplinati. L’arte del maestro Bruno Caruso, recentemente scomparso, sarà in mostra a Palermo con “Frammenti di una visione”, con un’ampia selezione di disegni, acquerelli, incisioni e litografie del grande artista palermitano. L’esposizione, organizzata e curata da Massimo La Piana, sarà inaugurata sabato 1 dicembre alle 18, nelle sale espositive della Galleria La Piana arte contemporanea, in via Isidoro La Lumia 79, a Palermo. 

Una ventina le opere su carta (china e acquerello) e circa quaranta le incisioni raccolte, con una selezione di opere tratte da prestiti di importanti collezioni private, che appartengono ai cicli artistici di Caruso più conosciuti e amati.

Un’attività che si è protratta dal 1927 al 2018, arduo condensare in una mostra un artista tanto prolifico, piuttosto sarà un omaggio lungo un percorso durato una vita intera, con opere degli anni ’50, quando Caruso trovò il modo di applicare il geometrismo post-Picassiano al Neorealismo di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica; o il ciclo del manicomio, serie propedeutica alla riforma Basaglia di grande impatto storico e sociale.

C’è tanta Sicilia persino in quel “mostro arboreo”, il Ficus Magnolioides tanto amato da Sciascia che con Caruso condivise un’amicizia lunga, profonda e lavorativamente proficua.

Di lui lo scrittore ebbe a dire: “Nelle piante che egli dipinge ed incide c’è sempre un che di demoniaco e di carnivoro. Ho visto sempre il ficus come una specie di mostro arboreo, un pauroso emblema della violenza e dell’imprevedibilità della natura. Caruso va al di là dell’occhio servendosi dell’occhio”.

E poi Jungla, copertina di catalogo di una importante mostra alla Ca ‘doro di Roma del 1977, nella quale le affascinanti signore borghesi trovano straordinarie affinità con le fiere di cui indossano le pelli. In mostra anche gli omaggi a Federico II, alla Repubblica Napoletana del 1799, le incisioni dedicate al viaggio di Ibn Jubayr. 

“La Piana arte contemporanea” ha già avuto in passato il piacere di celebrare l’artista con due grandi mostre: “Sciascia-Caruso storia di un’amicizia” nel 2009, alla cui inaugurazione presenziò lo stesso Bruno Caruso, e “Ars delineandi” nel 2011, con opere provenienti dal suo studio romano.

“Aveva sempre nuovi progetti – sottolinea Massimo La Piana – Conoscere Caruso è stato per me, giovane appassionato d’arte, come un appuntamento con la storia“.
L’esposizione rimarrà fruibile fino al 15 gennaio 2018 tutti i giorni, festivi esclusi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20. L’ingresso è libero.

La mostra “Frammenti di una visione”, con una selezione rappresentativa di opere del maestro recentemente scomparso, sarà inaugurata sabato alla galleria “La Piana arte contemporanea”

di Marco Russo

Ci sono i pazzi di Palermo, i popolani, le signore borghesi, le ragazze ossute, i ragazzi dai capelli ricci come il giovane ritratto con la chioma ribelle mentre stringe un polpo dai tentacoli altrettanto indisciplinati. L’arte del maestro Bruno Caruso, recentemente scomparso, sarà in mostra a Palermo con “Frammenti di una visione”, con un’ampia selezione di disegni, acquerelli, incisioni e litografie del grande artista palermitano. L’esposizione, organizzata e curata da Massimo La Piana, sarà inaugurata sabato 1 dicembre alle 18, nelle sale espositive della Galleria La Piana arte contemporanea, in via Isidoro La Lumia 79, a Palermo. 

Una ventina le opere su carta (china e acquerello) e circa quaranta le incisioni raccolte, con una selezione di opere tratte da prestiti di importanti collezioni private, che appartengono ai cicli artistici di Caruso più conosciuti e amati.

Un’attività che si è protratta dal 1927 al 2018, arduo condensare in una mostra un artista tanto prolifico, piuttosto sarà un omaggio lungo un percorso durato una vita intera, con opere degli anni ’50, quando Caruso trovò il modo di applicare il geometrismo post-Picassiano al Neorealismo di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica; o il ciclo del manicomio, serie propedeutica alla riforma Basaglia di grande impatto storico e sociale.

C’è tanta Sicilia persino in quel “mostro arboreo”, il Ficus Magnolioides tanto amato da Sciascia che con Caruso condivise un’amicizia lunga, profonda e lavorativamente proficua.

Di lui lo scrittore ebbe a dire: “Nelle piante che egli dipinge ed incide c’è sempre un che di demoniaco e di carnivoro. Ho visto sempre il ficus come una specie di mostro arboreo, un pauroso emblema della violenza e dell’imprevedibilità della natura. Caruso va al di là dell’occhio servendosi dell’occhio”.

E poi Jungla, copertina di catalogo di una importante mostra alla Ca ‘doro di Roma del 1977, nella quale le affascinanti signore borghesi trovano straordinarie affinità con le fiere di cui indossano le pelli. In mostra anche gli omaggi a Federico II, alla Repubblica Napoletana del 1799, le incisioni dedicate al viaggio di Ibn Jubayr. 

“La Piana arte contemporanea” ha già avuto in passato il piacere di celebrare l’artista con due grandi mostre: “Sciascia-Caruso storia di un’amicizia” nel 2009, alla cui inaugurazione presenziò lo stesso Bruno Caruso, e “Ars delineandi” nel 2011, con opere provenienti dal suo studio romano.

“Aveva sempre nuovi progetti – sottolinea Massimo La Piana – Conoscere Caruso è stato per me, giovane appassionato d’arte, come un appuntamento con la storia“.
L’esposizione rimarrà fruibile fino al 15 gennaio 2018 tutti i giorni, festivi esclusi, dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20. L’ingresso è libero.

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