Palermo racconta i Borbone, mostra al Museo Salinas

L’esposizione occupa i tre saloni del primo piano e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati dai sovrani Francesco I e Ferdinando II. Sarà visitabile fino al 31 marzo

di Redazione

Fu per dodici mesi capitale del regno borbonico, ma bastarono a segnare la sua storia. Oggi, a distanza di poco più di duecento anni, e a chiusura dell’anno passato da Capitale Italiana della Cultura, Palermo ospita una mostra che racconta l’epopea dei Borbone.  Al Museo Salinas è stata infatti  inaugurata  “Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, organizzata dal museo archeologico regionale – che la ospita fino al 31 marzo – in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e CoopCulture.

Una storia che inizia nel 1734, quando Carlo di Borbone muove alla conquista del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia sottraendoli alla dominazione austriaca e si conclude nel 1860, con lo sbarco dei Mille a Marsala e il governo dittatoriale di Giuseppe Garibaldi che portò la Sicilia all’annessione al neonato Regno d’Italia.

Un passo indietro: dopo il Congresso di Vienna, il sovrano Borbone Ferdinando IV (che dopo l’unificazione avrebbe assunto il nome di Ferdinando I) aveva riunito in un unico Stato, il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, grazie alla Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell’8 dicembre 1816. La capitale del nuovo Regno fu inizialmente Palermo, sede secolare del Parlamento Siciliano, ma già l’anno successivo (1817) la capitale viene spostata a Napoli. Palermo visse quindi soli dodici mesi da “capitale” del Regno, ma tanto bastò a segnarla a vita. Perché il lascito dei Borbone si trova in ordinamenti e leggi a salvaguardia del patrimonio culturale e in reperti archeologici che giunsero a Palermo su indicazione della casa regnante.

L’esposizione, curata da Francesca Spatafora e promossa dall’assessorato regionale e dal dipartimento ai Beni Culturali, occupa i tre saloni del primo piano del Salinas e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal Museo archeologico nazionale di Napoli e dai Parchi archeologici di Pompei ed Ercolano.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 2 dicembre e visitabile dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30, mentre la domenica e i festivi dalle 9.30 alle 13.30. Per informazioni e prenotazioni, telefonare allo 091 7489995.

L’esposizione occupa i tre saloni del primo piano e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati dai sovrani Francesco I e Ferdinando II. Sarà visitabile fino al 31 marzo

di Redazione

Fu per dodici mesi capitale del regno borbonico, ma bastarono a segnare la sua storia. Oggi, a distanza di poco più di duecento anni, e a chiusura dell’anno passato da Capitale Italiana della Cultura, Palermo ospita una mostra che racconta l’epopea dei Borbone.  Al Museo Salinas è stata infatti  inaugurata  “Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, organizzata dal museo archeologico regionale – che la ospita fino al 31 marzo – in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Parco Archeologico di Pompei e CoopCulture.

Una storia che inizia nel 1734, quando Carlo di Borbone muove alla conquista del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia sottraendoli alla dominazione austriaca e si conclude nel 1860, con lo sbarco dei Mille a Marsala e il governo dittatoriale di Giuseppe Garibaldi che portò la Sicilia all’annessione al neonato Regno d’Italia.

Un passo indietro: dopo il Congresso di Vienna, il sovrano Borbone Ferdinando IV (che dopo l’unificazione avrebbe assunto il nome di Ferdinando I) aveva riunito in un unico Stato, il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, grazie alla Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell’8 dicembre 1816. La capitale del nuovo Regno fu inizialmente Palermo, sede secolare del Parlamento Siciliano, ma già l’anno successivo (1817) la capitale viene spostata a Napoli. Palermo visse quindi soli dodici mesi da “capitale” del Regno, ma tanto bastò a segnarla a vita. Perché il lascito dei Borbone si trova in ordinamenti e leggi a salvaguardia del patrimonio culturale e in reperti archeologici che giunsero a Palermo su indicazione della casa regnante.

L’esposizione, curata da Francesca Spatafora e promossa dall’assessorato regionale e dal dipartimento ai Beni Culturali, occupa i tre saloni del primo piano del Salinas e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal Museo archeologico nazionale di Napoli e dai Parchi archeologici di Pompei ed Ercolano.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 2 dicembre e visitabile dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30, mentre la domenica e i festivi dalle 9.30 alle 13.30. Per informazioni e prenotazioni, telefonare allo 091 7489995.

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