Palermo museo diffuso con Le vie dei Tesori

Saranno 130 i luoghi aperti in città, tra chiese, palazzi, itinerari contemporanei, laboratori per bambini, siti Unesco, e artigiani da scoprire

di Redazione

È una Palermo ancora inedita quella che si mostrerà al pubblico con la nuova edizione del Festival Le Vie dei tesori: dalle storie dimenticate del carcere Ucciardone con le sue celle ricostruite anni ’50 e Lollo Franco cantastorie d’eccezione, alla possibilità di fare un volo in piper; dal museo del tesoro di Santa Rosalia all’ex aeroporto militare di Boccadifalco voluto dai Florio; dalla chiesa barocca della Madonna della Mercede, nel cuore del Capo, fino alle residenze normanne: sono solo alcuni dei 130 luoghi che in città saranno visitabili dal 5 ottobre al 4 novembre.

Raccontare la bellezza con la stessa dedizione e civismo di chi la ama, è questo il senso della manifestazione, giunta alla 12/ma edizione e presentata oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, uno dei tesori aperti per il Festival. Tante le novità di quest’anno che saldano la bellezza all’impegno, come la possibilità di conoscere l’abitazione di padre Pino Puglisi, oggi museo della memoria, nel 25/mo anniversario del suo omicidio e il “No mafia memorial” appena nato sul Cassaro, o il Giardino della Concordia di Pallavicino, colorato omaggio alle vittime di tutte le violenze.

Luoghi ma anche eventi, con più di 100 tour d’autore a Palermo guidati da esperti, botanici, giornalisti e scrittori, un Festival kids per i bambini con laboratori dedicati, gallerie private con mostre che si aprono per l’itinerario contemporaneo e la notte Unesco con la fondazione Unesco Sicilia, che dedica un week end ai siti del percorso arabo normanno dal 9 all’11 novembre, in coda al festival.

Palermo si trasformerà così in un enorme museo diffuso con tutte le residenze normanne aperte grazie alla Soprintendenza, dalla Zisa a Maredolce, dalla piccola Cuba con i giardini di Villa Napoli, all’antica fortificazione araba del Castello a Mare. Una inedita camera dello scirocco sarà quella di Fondo Micciulla, scavata nella roccia da cui si intravede l’ingresso a un qanat: per anni è stata proprietà di una famiglia mafiosa e nel 1980 fu sequestrata dall’allora giudice istruttore Giovanni Falcone. E poi il museo del tesoro di santa Rosalia, arrampicato su Monte Pellegrino e inaugurato appena due mesi fa, o un’ala inedita dell’Albergo delle Povere, con la chiesa, il chiostro, gli archivi, gli antichi lavatoi. Una lista infinita di palazzi privati, istituti scolastici, chiese interamente da scoprire sul nostro portale  e sull’apposita sezione dedicata al Festival  dove sarà anche possibile acquistare i coupon per le visite.

Tra le novità di questa edizione anche una guida in progress con i primi “100 tesori viventi”, cioè un censimento di vecchi artigiani e nuovi creativi scelti liberamente da un comitato di giornalisti e operatori culturali, luoghi talmente tipici da consentire ancora di fare un’esperienza, tra arredi storici, antiche insegne, nuove energie di artigiani che resistono e contribuiscono a raccontare l’anima della città. Piccoli tesori viventi, che stanno al fianco di quelli monumentali.

Saranno 130 i luoghi aperti in città, tra chiese, palazzi, itinerari contemporanei, laboratori per bambini, siti Unesco, e artigiani da scoprire

di Redazione

È una Palermo ancora inedita quella che si mostrerà al pubblico con la nuova edizione del Festival Le Vie dei tesori: dalle storie dimenticate del carcere Ucciardone con le sue celle ricostruite anni ’50 e Lollo Franco cantastorie d’eccezione, alla possibilità di fare un volo in piper; dal museo del tesoro di Santa Rosalia all’ex aeroporto militare di Boccadifalco voluto dai Florio; dalla chiesa barocca della Madonna della Mercede, nel cuore del Capo, fino alle residenze normanne: sono solo alcuni dei 130 luoghi che in città saranno visitabili dal 5 ottobre al 4 novembre.

Raccontare la bellezza con la stessa dedizione e civismo di chi la ama, è questo il senso della manifestazione, giunta alla 12/ma edizione e presentata oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, uno dei tesori aperti per il Festival. Tante le novità di quest’anno che saldano la bellezza all’impegno, come la possibilità di conoscere l’abitazione di padre Pino Puglisi, oggi museo della memoria, nel 25/mo anniversario del suo omicidio e il “No mafia memorial” appena nato sul Cassaro, o il Giardino della Concordia di Pallavicino, colorato omaggio alle vittime di tutte le violenze.

Luoghi ma anche eventi, con più di 100 tour d’autore a Palermo guidati da esperti, botanici, giornalisti e scrittori, un Festival kids per i bambini con laboratori dedicati, gallerie private con mostre che si aprono per l’itinerario contemporaneo e la notte Unesco con la fondazione Unesco Sicilia, che dedica un week end ai siti del percorso arabo normanno dal 9 all’11 novembre, in coda al festival.

Palermo si trasformerà così in un enorme museo diffuso con tutte le residenze normanne aperte grazie alla Soprintendenza, dalla Zisa a Maredolce, dalla piccola Cuba con i giardini di Villa Napoli, all’antica fortificazione araba del Castello a Mare. Una inedita camera dello scirocco sarà quella di Fondo Micciulla, scavata nella roccia da cui si intravede l’ingresso a un qanat: per anni è stata proprietà di una famiglia mafiosa e nel 1980 fu sequestrata dall’allora giudice istruttore Giovanni Falcone. E poi il museo del tesoro di santa Rosalia, arrampicato su Monte Pellegrino e inaugurato appena due mesi fa, o un’ala inedita dell’Albergo delle Povere, con la chiesa, il chiostro, gli archivi, gli antichi lavatoi. Una lista infinita di palazzi privati, istituti scolastici, chiese interamente da scoprire sul nostro portale  e sull’apposita sezione dedicata al Festival  dove sarà anche possibile acquistare i coupon per le visite.

Tra le novità di questa edizione anche una guida in progress con i primi “100 tesori viventi”, cioè un censimento di vecchi artigiani e nuovi creativi scelti liberamente da un comitato di giornalisti e operatori culturali, luoghi talmente tipici da consentire ancora di fare un’esperienza, tra arredi storici, antiche insegne, nuove energie di artigiani che resistono e contribuiscono a raccontare l’anima della città. Piccoli tesori viventi, che stanno al fianco di quelli monumentali.

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