Palermo farà parte della rete europea dell’Art Nouveau

Il capoluogo siciliano sarà tra i centri dell’itinerario culturale del Consiglio d’Europa, mentre una mostra di arredi e oggetti ripercorre le tappe del Liberty in città

di Giulio Giallombardo

Non poteva esserci occasione migliore per annunciare l’ingresso di Palermo nel Réseau Art Nouveau Network, la rete europea dedicata alla corrente artistica che ha segnato un’epoca. Una mostra piccola ma preziosa, che mette insieme soprattutto arredi liberty proprio lì dove un secolo fa vennero realizzati. “Poliedrica e sublime. Palermo piccola capitale dell’Art Nouveau”, inaugurata ieri allo Spazio Mediterraneo dei Cantieri Culturali alla Zisa, è la miniatura di una città industriosa e sognante. Si respirano gli anni della Belle Époque, quando la Sicilia, a cavallo tra Ottocento e Novecento, era crocevia di scambi commerciali, artistici e culturali con il resto d’Europa.

Inaugurazione della mostra

Nel corso dell’inaugurazione della mostra – organizzata da Legambiente Sicilia e dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, sostenuta dalla Fondazione con il Sud e curata dall’associazione La Linea della Palma – è arrivata la conferma dell’ingresso del capoluogo siciliano nella rete europea dell’Art Nouveau. Nato a Bruxelles nel 1999, il network, che fa parte degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, riunisce una ventina di città che racchiudono preziose testimonianze di quel movimento che, con declinazioni diverse, ha attraversato l’Europa. Palermo era stata tra le città europee partner nella fase di lancio del progetto, ma adesso entrerà ufficialmente, anche grazie al supporto di Legambiente.

Modellino in legno di Villa Deliella

“Sappiamo che la candidatura è stata accolta e l’ingresso di Palermo verrà ufficializzato il prossimo 14 dicembre al Villino Florio”, conferma Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia. “La candidatura è stata esaminata in 20 giorni dal comitato tecnico-scientifico che l’ha approvata all’unanimità. Il 6 dicembre – prosegue Zanna – sarà ratificato dal Consiglio di amministrazione l’ingresso della città nel network e a Nancy, il prossimo giugno, il Liberty di Palermo sarà al centro dell’assemblea della rete”. Finora l’unica rappresentante italiana del Réseau è stata la Regione Lombardia, così adesso il capoluogo siciliano andrà ad arricchire l’elenco, in compagnia di città come Barcelona, Budapest, Riga, Vienna, Lubiana, unico italiano insieme alla Regione Lombardia.

Tavolino in ghisa e marmo di Billiemi

Intanto, fino al 9 gennaio, nello spazio che un tempo era una falegnameria delle Officine Ducrot, si possono ammirare alcuni arredi d’epoca, provenienti da collezioni private, insieme ad altre chicche del Dipartimento di Architettura dell’ateneo. C’è un tavolo in ghisa con ripiano in marmo di Billiemi e sedie in ferro battuto realizzati dalla Fonderia Oretea su disegno di Ernesto Basile, in esclusiva per la storica focacceria San Francesco; ma anche un pezzo del camino della sala da pranzo del Villino Florio, ancora annerito dall’incendio doloso del 1962. Aleggia l’ombra di Villa Deliella, con un modellino in legno ricostruito dai disegni di progetto di Basile e anche un articolo del quotidiano L’Ora che ne racconta la fine. E ancora, ventagli di piume, cachepot in porcellana e diversi arredi, tra cui poltroncine in mogano, tavoli e sedie in stile “Torino”, tavolini da fumo e anche un paravento in legno con decori in vetro e ferro battuto realizzato da Salvatore Gregorietti e mobili che arredavano una camera da letto.

Arredi liberty in mostra

La mostra – inaugurata anche dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e dall’architetto Ettore Sessa, docente universitario tra i massimi esperti del Liberty – è figlia di Green Lab, progetto di Legambiente finalizzato all’educazione ambientale e alla valorizzazione della memoria storica. Un laboratorio polifunzionale da cui è nata da poco una mappa del liberty a Palermo: sette itinerari che racchiudono ville, palazzi, teatri, chioschi, alberghi, luoghi del lavoro, testimoni della rivoluzione artistica e culturale di quegli anni. “Il Liberty – sottolinea Zanna – evoca una storia di lavoro, fatica, ingegno e fantasia. Una bella pagina della storia di Palermo che vogliamo valorizzare”.

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