Palermo in quella guida turistica di fine ‘800

Che ci fa un musicologo e uomo di teatro in giro per la città alle quattro del mattino? Dice buongiorno alla notte, assaporando il silenzio, sentendo profumi di fiori e di terra, scoprendo scorci straordinari, aspettando l’apertura dei primi bar

di Giovanni Mazzara

“Forestiero, se tu vieni in Palermo per godere del suo bel cielo, del suo bel mare, dei suoi agrumeti verdi e delle sue messi bionde; se tu vuoi inebriarti del profumo dei suoi fiori e delle dolci melodie delle sue musiche; se tu approdi in questa terra, sacra alla mitologia come alla storia, per conoscer da vicino i monumenti della sua gloria e della sua sventura; se vuoi mescerti a questo popolo caratteristico nelle sue costumanze, generoso nei suoi intendimenti, leale nelle sue promesse – questa guida è per te.  O viaggiatore fornito di poesia e di quattrini, amante delle cose belle e delle cose grandi, curioso indagatore della fisionomia d’un popolo, io ho fatto di tutto per contentarti”.

Enrico Onufrio La Conca D’Oro – Guida Pratica di Palermo 1882

Questa la dedica apposta all’inizio di questo prezioso libro ristampato nel 1976, grazie alle amorevoli cure di Rosario La Duca. Pur titolandosi Guida pratica di Palermo, non è una guida vera e propria né un freddo Baedeker di viaggio, così come era in uso in quel periodo. E’ un atto d’amore verso il forestiero “viaggiatore fornito di poesia e di quattrini”, che giunge per conoscere una città che si avviava a diventare meta del turismo colto e raffinato.

Che ci fa un musicologo e uomo di teatro in giro per la città alle quattro del mattino? Dice buongiorno alla notte, assaporando il silenzio, sentendo profumi di fiori e di terra, scoprendo scorci straordinari, aspettando l’apertura dei primi bar

di Giovanni Mazzara

“Forestiero, se tu vieni in Palermo per godere del suo bel cielo, del suo bel mare, dei suoi agrumeti verdi e delle sue messi bionde; se tu vuoi inebriarti del profumo dei suoi fiori e delle dolci melodie delle sue musiche; se tu approdi in questa terra, sacra alla mitologia come alla storia, per conoscer da vicino i monumenti della sua gloria e della sua sventura; se vuoi mescerti a questo popolo caratteristico nelle sue costumanze, generoso nei suoi intendimenti, leale nelle sue promesse – questa guida è per te.  O viaggiatore fornito di poesia e di quattrini, amante delle cose belle e delle cose grandi, curioso indagatore della fisionomia d’un popolo, io ho fatto di tutto per contentarti”.

Enrico Onufrio La Conca D’Oro – Guida Pratica di Palermo 1882

Questa la dedica apposta all’inizio di questo prezioso libro ristampato nel 1976, grazie alle amorevoli cure di Rosario La Duca. Pur titolandosi Guida pratica di Palermo, non è una guida vera e propria né un freddo Baedeker di viaggio, così come era in uso in quel periodo. E’ un atto d’amore verso il forestiero “viaggiatore fornito di poesia e di quattrini”, che giunge per conoscere una città che si avviava a diventare meta del turismo colto e raffinato.

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