Palermo e il suo parco: alla scoperta della Favorita

Un fine settimana organizzato da Italia Nostra tra conferenze, dibattiti e passeggiate per conoscere meglio la storica area verde

di Antonio Schembri

Più vasto del Central Park a New York. Qualche ettaro in più della Foresta di Sherwood a Nottingham, legata alla leggenda di Robin Hood. E, per restare nel confronto con gli spazi verdi della terra d’Albione, grande più del doppio del londinese Hyde Park. Eppure quel prezioso polmone urbano che è il Parco della Favorita, la “Real Tenuta” voluta nel 1799 da Ferdinando IV di Borbone, è un patrimonio ancora troppo poco conosciuto e vissuto da molti palermitani che se lo lasciano sfilare dai finestrini delle auto in marcia rapida verso la spiaggia e l’abitato di Mondello.

Un contenitore non solo di antichi valori botanici e faunistici ma anche ricco di fascino architettonico, che racconta oltre due secoli di storia attraverso il delizioso gioco di percorsi, tra boschetti e agrumeti, un tempo anche curati vigneti, romantiche passeggiate e viali che inquadravano punti prospettici fino a quattro chilometri di distanza, fin dove cioè l’occhio umano riesce a percorrere in profondità. Un’area che reclama d’essere valorizzata nella sua indiscutibile bellezza. Cominciando dai restauri urgenti di alcuni tra i manufatti sparpagliati nel suo interno e da più efficaci iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza a un uso rispettoso del Parco, incluso nei 1.050 ettari della Riserva di Monte Pellegrino.

Bosco Niscemi

Un appello lanciato tante volte nei decenni dalla società civile. E in questi giorni reiterato da Italia Nostra. Se ne discuterà questo fine settimana nel corso di un evento che la sezione di Palermo dell’associazione attiva da oltre 60 anni sul fronte della tutela del patrimonio storico artistico e naturale del Paese, promuove nell’ambito della Settimana del Patrimonio culturale. Il titolo è “La Nostra Favorita” e si articolerà su tre appuntamenti: una conferenza-dibattito sulle prospettive, la tutela e la fruizione del Parco, in programma venerdì 10 maggio a Villa Niscemi, a partire dalle 16; e due diverse passeggiate guidate: una lungo un percorso storico-artistico, l’altra prettamente naturalistica, entrambe previste tra le 10 e le 13 di sabato 11 e di domenica 12, con partenza dal piazzale della Palazzina Cinese.

Un’azione, questa di Italia Nostra, che punta a coinvolgere tante altre associazioni culturali cittadine per rilanciare con energia l’ennesimo appello sia alla Regione Siciliana, nel cui demanio il Parco della Favorita è stato trasferito dal 2010, sia all’amministrazione comunale di Palermo, che ne ha avuto concesso l’uso, a raccordarsi sul fronte decisionale per realizzare un ventaglio di interventi, alcuni dei quali già avviati: da opere di restauro a migliorie per la fruizione degli spazi verdi, passando per  l’incremento dei livelli di sicurezza tra sentieri e viali alberati.

“Va precisato che oggi la Favorita versa tutt’altro che in una situazione di totale abbandono – dice Adriana Chirco, presidente della sezione palermitana di Italia Nostra -. Il Comune di Palermo si è dotato di un accurato piano particolareggiato su cui programmare azioni di recupero e salvaguardia, gli operatori della Rap intervengono quando il Parco viene aperto alla popolazione e i Rangers d’Italia (5 in tutto), che gestiscono la Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino fanno del loro meglio per salvaguardarne la biodiversità”.

Cartello d’ingresso a Bosco Niscemi

Negli anni si sono in effetti compiuti passi in avanti sul fronte della fruizione dell’area: “Un tempo tra i viali sterrati potevano circolare le auto con conseguenti impatti inquinanti, oggi questo non è più possibile e il Parco è molto frequentato dagli appassionati di corsa e ciclismo fuori strada”, spiega Giovanni Provinzano, direttore della Riserva di Monte Pellegrino di cui la Favorita occupa ampia parte della zona B e una porzione della zona A con il Bosco Niscemi (ve ne abbiamo parlato anche qui). Si tratta inoltre di un’area preziosa per la sua biodiversità. Insieme con tipiche piante mediterranee, sono presenti varie tipologie di orchidee e appena dietro la fontana d’Ercole si trova un monumentale ulivo, la cui età stimata è di 1.000 anni. “Sotto il profilo faunistico – aggiunge Provinzano – vi nidificano 30 specie di uccelli, a cui si aggiungono i tanti rapaci, come poiane gheppi e falchi pecchiaioli, che dalle falesie del Monte Pellegrino piombano nella boscaglia del Parco per cacciare”.

Cresce comunque il grado di fruibilità della Favorita. E grazie al recente spostamento del campo nomadi si attendono miglioramenti nei prossimi mesi. Tra le opere di recupero, è stata realizzata quella dei cancelli di ingresso da Villa Niscemi e sono in via di completamento i lavori su beni monumentali come le Scuderie Reali con i loro torrioni d’avvistamento, ubicati sotto la Valle del Porco di Monte Pellegrino. Inoltre, il Comune sta effettuando la manutenzione straordinaria degli agrumeti e il recupero delle strutture dell’antico impianto di irrigazione di modello arabo, adattati dagli architetti del re Ferdinando a questo particolare paesaggio agricolo. Ma, riprende Chirco, “urge sollecitare gli enti territoriali a fare molto di più, affinché la cittadinanza di Palermo possa riappropriarsi del tutto e definitivamente del suo grande polmone verde. Iniziative come le chiusure domenicali al traffico dei mezzi motorizzati stanno segnando una direzione giusta, ma occorre accelerare il recupero dei manufatti presenti nel Parco, alcuni dei quali necessitano di immediato restauro”.

La colonna della fontana di Ercole

Punto nodale è infatti l’ancora insufficiente sinergia tra Comune e Regione. Si tratta quindi di facilitare le procedure autorizzative da parte dell’assessorato regionale al Territorio e allestire campagne di sensibilizzazione e di informazione più mirate e efficaci.  “Fondamentale sarà l’organizzazione di escursioni, come quelle di sabato e domenica, guidate da esperti per far scoprire un nuovo modo di fruizione della tenuta e del suo patrimonio storico, artistico e botanico”, aggiunge la naturalista Ernesta Morabito, anche lei attivista di Italia Nostra.

Nel dettaglio, il percorso storico-artistico partirà dal piazzale della Palazzina Cinese, dopo la descrizione della suggestiva dimore del re delle due Sicilie progettata da Giuseppe Venanzio Marvuglia, e del Museo Pitrè e imboccando il sentiero che ha inizio nei pressi della piazza ellittica, si inoltrerà lungo il sentiero battuto che conduce alla pineta artificiale. Proseguendo si incontreranno la Colonna d’Acqua, parte dell’antico sistema di irrigazione del giardino, la Fontana d’Ercole con la vasca dotata di un gioco d’acqua formato da 176 getti e la splendida colonna dorica che si erge dal suo centro, culminante con la statua dell’eroe e, infine, l’antico abbeveratoio in muratura con decorazioni in stucco e il vicino obelisco, altro elegante manufatto che nasconde una torre piezometrica per la risalita dell’acqua. “L’itinerario naturalistico, condurrà alla medesima meta finale, partendo però dal Bosco di Niscemi, dove si osserveranno la variegata flora Mediterranea e la fauna sia terrestre che arboricola”, specifica Morabito.

Il Gorgo di Santa Rosalia su Monte Pellegrino

Attirare la popolazione verso la bellezza di questo spazio naturalistico di oltre 400 ettari – sottolineano a Italia Nostra – significherebbe finalmente debellare il triste fenomeno della prostituzione, oggi comunque più limitato, che ha segnato la Favorita da troppo tempo. “Italia Nostra ha scelto come punti d’interesse l’Abbeveratoio e l’Obelisco, a pochi metri dalla Fontana d’Ercole, entrambi parte dell’impianto originario di irrigazione del vasto giardino – conclude Chirco – . Le loro caratteristiche ornamentali sono esempi significativi del gusto neoclassico che caratterizza il progetto ottocentesco della tenuta borbonica. Vanno restaurati al più presto”.

Un fine settimana organizzato da Italia Nostra tra conferenze, dibattiti e passeggiate per conoscere meglio la storica area verde

di Antonio Schembri

Più vasto del Central Park a New York. Qualche ettaro in più della Foresta di Sherwood a Nottingham, legata alla leggenda di Robin Hood. E, per restare nel confronto con gli spazi verdi della terra d’Albione, grande più del doppio del londinese Hyde Park. Eppure quel prezioso polmone urbano che è il Parco della Favorita, la “Real Tenuta” voluta nel 1799 da Ferdinando IV di Borbone, è un patrimonio ancora troppo poco conosciuto e vissuto da molti palermitani che se lo lasciano sfilare dai finestrini delle auto in marcia rapida verso la spiaggia e l’abitato di Mondello.

Un contenitore non solo di antichi valori botanici e faunistici ma anche ricco di fascino architettonico, che racconta oltre due secoli di storia attraverso il delizioso gioco di percorsi, tra boschetti e agrumeti, un tempo anche curati vigneti, romantiche passeggiate e viali che inquadravano punti prospettici fino a quattro chilometri di distanza, fin dove cioè l’occhio umano riesce a percorrere in profondità. Un’area che reclama d’essere valorizzata nella sua indiscutibile bellezza. Cominciando dai restauri urgenti di alcuni tra i manufatti sparpagliati nel suo interno e da più efficaci iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza a un uso rispettoso del Parco, incluso nei 1.050 ettari della Riserva di Monte Pellegrino.

Bosco Niscemi

Un appello lanciato tante volte nei decenni dalla società civile. E in questi giorni reiterato da Italia Nostra. Se ne discuterà questo fine settimana nel corso di un evento che la sezione di Palermo dell’associazione attiva da oltre 60 anni sul fronte della tutela del patrimonio storico artistico e naturale del Paese promuove nell’ambito della Settimana del Patrimonio culturale. Il titolo è “La Nostra Favorita” e si articolerà su tre appuntamenti: una conferenza-dibattito sulle prospettive, la tutela e la fruizione del Parco, in programma venerdì 10 maggio a Villa Niscemi, a partire dalle 16; e due diverse passeggiate guidate: una lungo un percorso storico-artistico, l’altra prettamente naturalistica, entrambe previste tra le 10 e le 13 di sabato 11 e di domenica 12, con partenza dal piazzale della Palazzina Cinese.

Un’azione, questa di Italia Nostra, che punta a coinvolgere tante altre associazioni culturali cittadine per rilanciare con energia l’ennesimo appello sia alla Regione Siciliana, nel cui demanio il Parco della Favorita è stato trasferito dal 2010, sia all’amministrazione comunale di Palermo, che ne ha avuto concesso l’uso, a raccordarsi sul fronte decisionale per realizzare un ventaglio di interventi, alcuni dei quali già avviati: da opere di restauro a migliorie per la fruizione degli spazi verdi, passando per  l’incremento dei livelli di sicurezza tra sentieri e viali alberati.

Cartello d’ingresso a Bosco Niscemi

“Va precisato che oggi la Favorita versa tutt’altro che in una situazione di totale abbandono – dice Adriana Chirco, presidente della sezione palermitana di Italia Nostra -. Il Comune di Palermo si è dotato di un accurato piano particolareggiato su cui programmare azioni di recupero e salvaguardia, gli operatori della Rap intervengono quando il Parco viene aperto alla popolazione e i Rangers d’Italia (5 in tutto), che gestiscono la Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino fanno del loro meglio per salvaguardarne la biodiversità”.

Negli anni si sono in effetti compiuti passi in avanti sul fronte della fruizione dell’area: “Un tempo tra i viali sterrati potevano circolare le auto con conseguenti impatti inquinanti, oggi questo non è più possibile e il Parco è molto frequentato dagli appassionati di corsa e ciclismo fuori strada”, spiega Giovanni Provinzano, direttore della Riserva di Monte Pellegrino di cui la Favorita occupa ampia parte della zona B e una porzione della zona A con il Bosco Niscemi (ve ne abbiamo parlato anche qui). Si tratta inoltre di un’area preziosa per la sua biodiversità. Insieme con tipiche piante mediterranee, sono presenti varie tipologie di orchidee e appena dietro la fontana d’Ercole si trova un monumentale ulivo, la cui età stimata è di 1.000 anni. “Sotto il profilo faunistico – aggiunge Provinzano – vi nidificano 30 specie di uccelli, a cui si aggiungono i tanti rapaci, come poiane gheppi e falchi pecchiaioli, che dalle falesie del Monte Pellegrino piombano nella boscaglia del Parco per cacciare”.

La colonna della fontana di Ercole

Cresce comunque il grado di fruibilità della Favorita. E grazie al recente spostamento del campo nomadi si attendono miglioramenti nei prossimi mesi. Tra le opere di recupero, è stata realizzata quella dei cancelli di ingresso da Villa Niscemi e sono in via di completamento i lavori su beni monumentali come le Scuderie Reali con i loro torrioni d’avvistamento, ubicati sotto la Valle del Porco di Monte Pellegrino. Inoltre, il Comune sta effettuando la manutenzione straordinaria degli agrumeti e il recupero delle strutture dell’antico impianto di irrigazione di modello arabo, adattati dagli architetti del re Ferdinando a questo particolare paesaggio agricolo. Ma, riprende Chirco, “urge sollecitare gli enti territoriali a fare molto di più, affinché la cittadinanza di Palermo possa riappropriarsi del tutto e definitivamente del suo grande polmone verde. Iniziative come le chiusure domenicali al traffico dei mezzi motorizzati stanno segnando una direzione giusta, ma occorre accelerare il recupero dei manufatti presenti nel Parco, alcuni dei quali necessitano di immediato restauro”.

Punto nodale è infatti l’ancora insufficiente sinergia tra Comune e Regione. Si tratta quindi di facilitare le procedure autorizzative da parte dell’assessorato regionale al Territorio e allestire campagne di sensibilizzazione e di informazione più mirate e efficaci.  “Fondamentale sarà l’organizzazione di escursioni, come quelle di sabato e domenica, guidate da esperti per far scoprire un nuovo modo di fruizione della tenuta e del suo patrimonio storico, artistico e botanico”, aggiunge la naturalista Ernesta Morabito, anche lei attivista di Italia Nostra.

Il Gorgo di Santa Rosalia su Monte Pellegrino

Nel dettaglio, il percorso storico-artistico partirà dal piazzale della Palazzina Cinese, dopo la descrizione della suggestiva dimore del re delle due Sicilie progettata da Giuseppe Venanzio Marvuglia, e del Museo Pitrè e imboccando il sentiero che ha inizio nei pressi della piazza ellittica, si inoltrerà lungo il sentiero battuto che conduce alla pineta artificiale. Proseguendo si incontreranno la Colonna d’Acqua, parte dell’antico sistema di irrigazione del giardino, la Fontana d’Ercole con la vasca dotata di un gioco d’acqua formato da 176 getti e la splendida colonna dorica che si erge dal suo centro, culminante con la statua dell’eroe e, infine, l’antico abbeveratoio in muratura con decorazioni in stucco e il vicino obelisco, altro elegante manufatto che nasconde una torre piezometrica per la risalita dell’acqua. “L’itinerario naturalistico, condurrà alla medesima meta finale, partendo però dal Bosco di Niscemi, dove si osserveranno la variegata flora Mediterranea e la fauna sia terrestre che arboricola”, specifica Morabito.

Attirare la popolazione verso la bellezza di questo spazio naturalistico di oltre 400 ettari – sottolineano a Italia Nostra – significherebbe finalmente debellare il triste fenomeno della prostituzione, oggi comunque più limitato, che ha segnato la Favorita da troppo tempo. “Italia Nostra ha scelto come punti d’interesse l’Abbeveratoio e l’Obelisco, a pochi metri dalla Fontana d’Ercole, entrambi parte dell’impianto originario di irrigazione del vasto giardino – conclude Chirco – . Le loro caratteristiche ornamentali sono esempi significativi del gusto neoclassico che caratterizza il progetto ottocentesco della tenuta borbonica. Vanno restaurati al più presto”.

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