Palermo diventa teatro diffuso col Festival di Morgana

Torna la rassegna fiore all’occhiello del Museo delle Marionette, giunta quest’anno alla 43esima edizione. Oltre trenta spettacoli, tra sperimentazione e tradizione, ospitati in diversi luoghi-simbolo della città

di Giulio Giallombardo

Un mosaico di contaminazioni tra teatro colto e popolare, sempre più al passo coi tempi. Il Festival di Morgana torna a Palermo con il suo carico di esperienze artistiche trasversali, frutto di collaborazioni con enti e associazioni internazionali, sempre sospeso tra sperimentazione e tradizione. Questa 43esima edizione, poi, sarà ancora più speciale, trasformando la città in teatro diffuso per cinque giorni. Dal 7 all’11 novembre, infatti, ad ospitare i tanti spettacoli del festival, oltre al Museo delle Marionette, sede istituzionale, saranno altri sette luoghi-simbolo: dalla Chiesa di Santi Euno e Giuliano a Palazzo Alliata di Villafranca, da Palazzo Riso al Teatro Ditirammu, da Palazzo delle Aquile al Teatro Carlo Magno, fino a Palazzo Sant’Elia e il Teatro Carlo Magno.

Saranno oltre trenta spettacoli in cartellone, tra cui due prime nazionali, sette compagnie di opera dei pupi provenienti da tutta la Sicilia e quattro compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Spagna e Irlanda. Quasi uno spettacolo ogni ora, dalle 16 alle 22, ad ingresso gratuito. Ma non solo, oltre agli spettacoli è prevista una mostra multimediale sull’opera dei pupi, che integra cinque progetti artistici di innovazione tecnologica e “Petit malins”, un ciclo di proiezioni di film di animazione, in collaborazione con l’Institut Français di Palermo.

Rosario Perricone e Eric Biagi

L’inaugurazione del festival prevede cinque eventi in diversi luoghi della città. A partire dallo spettacolo “Le avventure di Carlotto in Spagna” della Compagnia Famiglia Mancuso, in scena al Teatro Carlo Magno alle 17. Un’ora dopo alle 18, al Ditirammu, tocca Albert Bagno con “Le leggende di Dama Rovenza”; alla stessa ora nell’atrio di Palazzo delle Aquile, l’Associazione Figli d’arte Cuticchio porta in scena “L’incanto di Dama Rovenza”, mentre alle 21, al Museo Pasqualino toccherà alla Compagnia Famiglia Gargano di Messina con “Il potere di Durlindana”. Gli spettacoli saranno preceduti dalla presentazione del libro di Simona Scattina, alle 16 allo Steri, “Storie dipinte. I cartelli della marionettistica Fratelli Napoli” e le proiezioni dei film d’animazione della rassegna “Petit malins”, alle 17 al Museo delle Marionette, che proseguiranno per tutti i giorni del festival.

Per le due prime nazionali, bisognerà aspettare l’8 novembre, quando alle 20 a Palazzo Riso, andrà in scena “Come veni Ferrazzano”, secondo capitolo della trilogia P3 coordinate popolari, di e con Giuseppe Provinzano e alle 21 al Museo delle Marionette “El retrete de Dorian Gray”, della compagnia spagnola Cabarete. Il primo è un esperimento scenico dedicato a Giuseppe Pitrè incentrato sulla figura di Ferrazzano, alter ego scaltro di Giufà; il secondo spettacolo, invece, vedrà succedersi una lunga serie di cambi di scena ed avrà esiti diversi, in base anche alle scelte che farà il pubblico, invitato a partecipare.

Lo stesso giorno, alle 17, ci sarà spazio anche per la videoarte con l’inaugurazione di “Pupi Videodrome”, mostra multimediale sull’opera dei pupi siciliana allestita a Palazzo Sant’Elia. Ideata dal direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone, e allestita da Enzo Venezia, la mostra reinventa la tradizione dell’opera dei pupi, mescolando manufatti artigianali a opere di nuova concezione. Come ad esempio “#Carinda Augmented Reality”, il pupo più antico del Museo Pasqualino, datato 1828, è stato, per così dire, “uploadato” dalla realtà materiale alla vita virtuale e lo spettatore potrà ammirarlo attraverso un esperimento di realtà aumentata. E ancora il cartello animato “La rotta di Roncisvalle”, un’animazione 2D di un cartellone tradizionale dell’opera dei pupi di Palermo; il documentario in 3D “Pupi a 360 gradi”, di Alessandra Grassi, e tre video installazioni di opere prodotte dal Museo delle Marionette: “In Two Minds – In Two Puppets” dell’irlandese Kevin Atherton, “The Palace of Raw Dreams” e “Angelica” di Judith Cowan.

Protagonisti della stagione, quest’anno concentrata in un lungo weekend, costellato da tanti eventi, saranno anche altre famiglie d’arte siciliane: la Compagnia Marionettistica fratelli Napoli (Catania), l’Antica Compagnia Opera dei Pupi Famiglia Puglisi (Sortino), la Compagnia Marionettistica popolare siciliana (Palermo) e la Compagnia Brigliadoro (Palermo). Poi gli artisti del Théâtre des Tarabates dalla Francia, con lo spettacolo di mani “La Brouille” e, ancora dalla Spagna, David Espinosa con “Una historia universal”.

Presenti questa mattina alla presentazione del festival, al Museo delle Marionette, oltre al presidente Rosario Perricone, anche Eric Biagi, direttore dell’Institut Français Palermo, e la direttrice dell’Istituto Cervantes, Beatriz Hernanz Angulo. Due enti che hanno partecipato all’organizzazione del festival, insieme al Comune di Palermo, all’assessorato regionale dei Beni culturali, al Mibac e alla Fondazione Arte e Cultura.

“Questa edizione del Festival di Morgana – ha detto il direttore Perricone – è stata concepita, alla luce dei tempi che viviamo, come un abbraccio virtuale che racchiude diverse realtà, in nome del dialogo, della tradizione e della sperimentazione di cui da sempre il teatro dei pupi e il museo che dirigo si fanno portatori”. Sottolineando, poi, l’ingresso gratuito a tutti gli eventi, come l’anno scorso, Perricone ha aggiunto: “Mi sembrava fuori luogo far pagare un biglietto quest’anno, proprio quando Palermo è capitale italiana della cultura. Poi, io penso che se gli eventi sono finanziati con fondi pubblici, come in questo caso, devono essere ad ingresso gratuito, un modo per far avvicinare ancora di più i cittadini alla cultura”.

Torna la rassegna fiore all’occhiello del Museo delle Marionette, giunta quest’anno alla 43esima edizione. Oltre trenta spettacoli, tra sperimentazione e tradizione, ospitati in diversi luoghi-simbolo della città

di Giulio Giallombardo

Un mosaico di contaminazioni tra teatro colto e popolare, sempre più al passo coi tempi. Il Festival di Morgana torna a Palermo con il suo carico di esperienze artistiche trasversali, frutto di collaborazioni con enti e associazioni internazionali, sempre sospeso tra sperimentazione e tradizione. Questa 43esima edizione, poi, sarà ancora più speciale, trasformando la città in teatro diffuso per cinque giorni. Dal 7 all’11 novembre, infatti, ad ospitare i tanti spettacoli del festival, oltre al Museo delle Marionette, sede istituzionale, saranno altri sette luoghi-simbolo: dalla Chiesa di Santi Euno e Giuliano a Palazzo Alliata di Villafranca, da Palazzo Riso al Teatro Ditirammu, da Palazzo delle Aquile al Teatro Carlo Magno, fino a Palazzo Sant’Elia e il Teatro Carlo Magno.

Saranno oltre trenta spettacoli in cartellone, tra cui due prime nazionali, sette compagnie di opera dei pupi provenienti da tutta la Sicilia e quattro compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Spagna e Irlanda. Quasi uno spettacolo ogni ora, dalle 16 alle 22, ad ingresso gratuito. Ma non solo, oltre agli spettacoli è prevista una mostra multimediale sull’opera dei pupi, che integra cinque progetti artistici di innovazione tecnologica e “Petit malins”, un ciclo di proiezioni di film di animazione, in collaborazione con l’Institut Français di Palermo.

L’inaugurazione del festival prevede cinque eventi in diversi luoghi della città. A partire dallo spettacolo “Le avventure di Carlotto in Spagna” della Compagnia Famiglia Mancuso, in scena al Teatro Carlo Magno alle 17. Un’ora dopo alle 18, al Ditirammu, tocca Albert Bagno con “Le leggende di Dama Rovenza”; alla stessa ora nell’atrio di Palazzo delle Aquile, l’Associazione Figli d’arte Cuticchio porta in scena “L’incanto di Dama Rovenza”, mentre alle 21, al Museo Pasqualino toccherà alla Compagnia Famiglia Gargano di Messina con “Il potere di Durlindana”. Gli spettacoli saranno preceduti dalla presentazione del libro di Simona Scattina, alle 16 allo Steri, “Storie dipinte. I cartelli della marionettistica Fratelli Napoli” e le proiezioni dei film d’animazione della rassegna “Petit malins”, alle 17 al Museo delle Marionette, che proseguiranno per tutti i giorni del festival.

Per le due prime nazionali, bisognerà aspettare l’8 novembre, quando alle 20 a Palazzo Riso, andrà in scena “Come veni Ferrazzano”, secondo capitolo della trilogia P3 coordinate popolari, di e con Giuseppe Provinzano e alle 21 al Museo delle Marionette “El retrete de Dorian Gray”, della compagnia spagnola Cabarete. Il primo è un esperimento scenico dedicato a Giuseppe Pitrè incentrato sulla figura di Ferrazzano, alter ego scaltro di Giufà; il secondo spettacolo, invece, vedrà succedersi una lunga serie di cambi di scena ed avrà esiti diversi, in base anche alle scelte che farà il pubblico, invitato a partecipare.

Lo stesso giorno, alle 17, ci sarà spazio anche per la videoarte con l’inaugurazione di “Pupi Videodrome”, mostra multimediale sull’opera dei pupi siciliana allestita a Palazzo Sant’Elia. Ideata dal direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone, e allestita da Enzo Venezia, la mostra reinventa la tradizione dell’opera dei pupi, mescolando manufatti artigianali a opere di nuova concezione. Come ad esempio “#Carinda Augmented Reality”, il pupo più antico del Museo Pasqualino, datato 1828, è stato, per così dire, “uploadato” dalla realtà materiale alla vita virtuale e lo spettatore potrà ammirarlo attraverso un esperimento di realtà aumentata. E ancora il cartello animato “La rotta di Roncisvalle”, un’animazione 2D di un cartellone tradizionale dell’opera dei pupi di Palermo; il documentario in 3D “Pupi a 360 gradi”, di Alessandra Grassi, e tre video installazioni di opere prodotte dal Museo delle Marionette: “In Two Minds – In Two Puppets” dell’irlandese Kevin Atherton, “The Palace of Raw Dreams” e “Angelica” di Judith Cowan.

Protagonisti della stagione, quest’anno concentrata in un lungo weekend, costellato da tanti eventi, saranno anche altre famiglie d’arte siciliane: la Compagnia Marionettistica fratelli Napoli (Catania), l’Antica Compagnia Opera dei Pupi Famiglia Puglisi (Sortino), la Compagnia Marionettistica popolare siciliana (Palermo) e la Compagnia Brigliadoro (Palermo). Poi gli artisti del Théâtre des Tarabates dalla Francia, con lo spettacolo di mani “La Brouille” e, ancora dalla Spagna, David Espinosa con “Una historia universal”.

Presenti questa mattina alla presentazione del festival, al Museo delle Marionette, oltre al presidente Rosario Perricone, anche Eric Biagi, direttore dell’Institut Français Palermo, e la direttrice dell’Istituto Cervantes, Beatriz Hernanz Angulo. Due enti che hanno partecipato all’organizzazione del festival, insieme al Comune di Palermo, all’assessorato regionale dei Beni culturali, al Mibac e alla Fondazione Arte e Cultura.

“Questa edizione del Festival di Morgana – ha detto il direttore Perricone – è stata concepita, alla luce dei tempi che viviamo, come un abbraccio virtuale che racchiude diverse realtà, in nome del dialogo, della tradizione e della sperimentazione di cui da sempre il teatro dei pupi e il museo che dirigo si fanno portatori”. Sottolineando, poi, l’ingresso gratuito a tutti gli eventi, come l’anno scorso, Perricone ha aggiunto: “Mi sembrava fuori luogo far pagare un biglietto quest’anno, proprio quando Palermo è capitale italiana della cultura. Poi, io penso che se gli eventi sono finanziati con fondi pubblici, come in questo caso, devono essere ad ingresso gratuito, un modo per far avvicinare ancora di più i cittadini alla cultura”.

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