Palermitana rappresenta gli studenti italiani al “Food Systems Summit 2021”

Una studentessa 23enne illustrerà le proposte degli universitari nel corso di un dialogo indipendente organizzato nell’ambito degli incontri preliminari del vertice delle Nazioni Unite

di Marco Russo

Rilanciare l’educazione alimentare nelle scuole, ridefinire gli standard estetici per i prodotti non “belli” da esporre sugli scaffali dei supermercati, sollecitare le aziende a donare gli alimenti che arrivano al termine minimo di conservazione, ma sono ancora commestibili. Queste alcune delle proposte degli studenti universitari italiani al Food Summit delle Nazioni Unite, che si svolgerà il prossimo settembre a New York, preceduto dal prevertice nazionale dal 26 al 28 luglio a Roma.

Mara Autovino

A rappresentare gli studenti italiani, nel corso di un incontro propedeutico al summit, che si svolgerà online mercoledì 9 giugno (questo il link), è Mara Autovino, 23enne palermitana laureata in scienze e tecnologie alimentari al Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università del capoluogo siciliano, che sta concludendo la magistrale in Mediterranean Food Science and Technology, nello stesso ateneo. La studentessa illustrerà le proposte degli universitari durante il dialogo dal titolo “Perdite, eccedenze agroalimentari, spreco domestico e dieta mediterranea: visione, impegno del sistema agroalimentare italiano”, organizzato dalle università di Teramo e di Bologna, con la Conferenza nazionale per la didattica universitaria di AG.R.A.R.I.A (rete di 25 atenei che ospitano la didattica in campo agroalimentare).

Nel corso dell’incontro verrà presentato il documento di visione e di impegno, frutto del lavoro condiviso dei principali portatori di interesse del sistema agroalimentare italiano, che operano a livello nazionale e internazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato da Andrea Segrè, docente dell’Università di Bologna, con Marco Lucchini, della Fondazione Banco Alimentare, e Enrico Dainese, preside della Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Teramo.

Dipartimento di Agraria dell’Università di Palermo

Mara Autovino presenterà il punto di vista degli studenti nel documento elaborato dal gruppo di lavoro, che ha accolto le proposte elaborate tra gli studenti dei Corsi di Scienze e Tecnologie Alimentari e Viticultura ed Enologia degli Atenei di Bologna, Palermo, Trento e Teramo. In particolare, il team degli studenti dell’Università di Palermo del corso di studio in “Mediterranean Food Science and Technology” è composto anche da Caterina Peri, Caterina Li Citra, Miryam Dragotto, Dario Mirabella, Salvatore Bisconti, Pierpaolo Criscenzo e Simona Prestigiacomo.

“Ci siamo confrontati con gli altri studenti e abbiamo messo giù delle proposte per la sostenibilità alimentare, – spiega Mara Autovino – a cominciare dalla riduzione degli sprechi, puntando sull’accessibilità della dieta mediterranea e immaginando anche una campagna di comunicazione mirata a ridefinire gli standard estetici per la frutta o gli altri prodotti spesso non commercializzati perché non gradevoli alla vista. L’obiettivo – spiega ancora la studentessa palermitana, che dopo la laurea magistrale vorrebbe lavorare nel settore delle certificazioni alimentari – è ridurre le perdite nei passaggi dalla produzione agricola fino alla distribuzione, pensando anche a un marchio comunitario che certifichi la sostenibilità del prodotto”.

Frutta esposta in un mercato

Gli studenti propongono, inoltre, di creare una definizione univoca a livello internazionale di “surplus food”, ovvero le eccedenze alimentari che spesso si buttano via; realizzare un sistema informatico globale di tracciabilità; favorire la prevenzione dello spreco alimentare domestico ed extra-domestico, promuovendo l’educazione alimentare nelle scuole e anche nuove figure professionali che suggeriscano misure di prevenzione dello spreco. Infine, riguardo alla dieta mediterranea, gli studenti universitari italiani, propongono di agire sui siti di e-commerce creando dei “carrelli smart” in cui introdurre prodotti tipici della dieta.

La pasta alimento cardine della dieta mediterranea

“La riduzione delle perdite agroalimentari, – si legge nel programma del dialogo a cui parteciperanno, tra gli altri, Marina Sereni, viceministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e Vincenza Lomonaco, rappresentante italiano al Polo Onu di Roma – il recupero delle eccedenze per una migliore disponibilità degli alimenti, la prevenzione dello spreco a livello domestico ed extradomestico, l’adozione di una dieta sana, sostenibile e accessibile a tutti, rappresentano una sfida per il nostro Paese e per il mondo intero, resa particolarmente urgente dalla crisi pandemica. In quest’ottica, i principi della dieta mediterranea quale modello per promuovere gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, rappresentano valori essenziali per stimolare l’adozione di modelli di produzione e consumo responsabile”.

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