Palazzo Ziino laboratorio per l’arte contemporanea

Si inaugura la mostra “Would have been – Avrebbe potuto essere”, nata dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti e Villa Romana. Protagonisti quattro artisti provenienti da Corea del Sud, Congo, Sudafrica e Germania. È l’ottavo appuntamento del programma espositivo “Visual Startup”

di Marco Russo

Pensiero, immaginazione e creatività all’insegna della sperimentazione. Quattro artisti internazionali saranno protagonisti, a Palermo, dell’ottava tappa del programma espositivo “Visual Startup, progetti del contemporaneo”, a Palazzo Ziino. Appuntamento giovedì 22 novembre alle 18 con l’inaugurazione della mostra “Would have been – Avrebbe potuto essere”, che resterà aperta fino al prossimo 4 gennaio.

“Visual Startup” è il progetto che il Comune di Palermo ha affidato all’Accademia di Belle Arti per il triennio 2016-2019 e che mira a trasformare il prestigioso spazio espositivo in un cantiere di sperimentazione artistica a partire dalla vitalità ideativa e dall’energia progettuale dei giovani artisti. La mostra, curata di Angelika Stepken e Daniela Bigi, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Palermo e Villa Romana, una delle più stimate istituzioni straniere presenti in Italia, con sede a Firenze.

I creativi scelti per questa esposizione vengono da tre continenti diversi: Europa, Asia e Africa. Si tratta di Jeewi Lee nata nel 1987 a Seul, nella Corea del Sud; Christophe Ndabananiye originario di Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo; Lerato Shadi nata nel 1979 a Mafikeng in Sudafrica, e il tedesco Viron Erol Vert. Sono i vincitori del Premio Villa Romana 2018, selezionati tra una rosa di candidati proposti da un’apposita giuria, composta quest’anno dall’artista Nasan Tur e da Bonaventure Soh Bejeng Ndikung (direttore del Savvy Contemporary di Berlino e Curator at Large di Documenta 14), ed hanno soggiornato e lavorato a Firenze, a Villa Romana, tra febbraio e novembre di quest’anno. I quattro artisti presentano a Palermo una selezione di opere dedicate al pensiero speculativo e alternativo, inteso come contromisura dell’immaginazione. La mostra, inoltre, sarà anticipata da una lettura di Angelika Stepken, direttrice di Villa Romana, giovedì 22 novembre alle 11, nell’aula Blu Cobalto dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (ingresso libero).

L’idea alla base del progetto “Visual Startup”, iniziato nel 2016, maturato dalla collaborazione tra l’assessore comunale alla Cultura, Andrea Cusumano, la direttrice della Gam, Antonella Purpura, e il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Mario Zito, è quella di trasformare Palazzo Ziino in un cantiere di sperimentazione dedicato alle arti a partire dalla vitalità ideativa e dall’energia progettuale dei più giovani. Protagonisti dunque gli studenti, i docenti, e con loro i visiting professor appositamente invitati per restituire, da Palermo e per Palermo, il polso della ricerca nei territori della creatività attraverso mostre, workshop, incontri e dibattiti.

Si inaugura la mostra “Would have been – Avrebbe potuto essere”, nata dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti e Villa Romana. Protagonisti quattro artisti provenienti da Corea del Sud, Congo, Sudafrica e Germania. È l’ottavo appuntamento del programma espositivo “Visual Startup”

di Marco Russo

Pensiero, immaginazione e creatività all’insegna della sperimentazione. Quattro artisti internazionali saranno protagonisti, a Palermo, dell’ottava tappa del programma espositivo “Visual Startup, progetti del contemporaneo”, a Palazzo Ziino. Appuntamento giovedì 22 novembre alle 18 con l’inaugurazione della mostra “Would have been – Avrebbe potuto essere”, che resterà aperta fino al prossimo 4 gennaio.

“Visual Startup” è il progetto che il Comune di Palermo ha affidato all’Accademia di Belle Arti per il triennio 2016-2019 e che mira a trasformare il prestigioso spazio espositivo in un cantiere di sperimentazione artistica a partire dalla vitalità ideativa e dall’energia progettuale dei giovani artisti. La mostra, curata di Angelika Stepken e Daniela Bigi, nasce dalla collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Palermo e Villa Romana, una delle più stimate istituzioni straniere presenti in Italia, con sede a Firenze.

I creativi scelti per questa esposizione vengono da tre continenti diversi: Europa, Asia e Africa. Si tratta di Jeewi Lee nata nel 1987 a Seul, nella Corea del Sud; Christophe Ndabananiye originario di Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo; Lerato Shadi nata nel 1979 a Mafikeng in Sudafrica, e il tedesco Viron Erol Vert. Sono i vincitori del Premio Villa Romana 2018, selezionati tra una rosa di candidati proposti da un’apposita giuria, composta quest’anno dall’artista Nasan Tur e da Bonaventure Soh Bejeng Ndikung (direttore del Savvy Contemporary di Berlino e Curator at Large di Documenta 14), ed hanno soggiornato e lavorato a Firenze, a Villa Romana, tra febbraio e novembre di quest’anno. I quattro artisti presentano a Palermo una selezione di opere dedicate al pensiero speculativo e alternativo, inteso come contromisura dell’immaginazione. La mostra, inoltre, sarà anticipata da una lettura di Angelika Stepken, direttrice di Villa Romana, giovedì 22 novembre alle 11, nell’aula Blu Cobalto dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (ingresso libero).

L’idea alla base del progetto “Visual Startup”, iniziato nel 2016, maturato dalla collaborazione tra l’assessore comunale alla Cultura, Andrea Cusumano, la direttrice della Gam, Antonella Purpura, e il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Mario Zito, è quella di trasformare Palazzo Ziino in un cantiere di sperimentazione dedicato alle arti a partire dalla vitalità ideativa e dall’energia progettuale dei più giovani. Protagonisti dunque gli studenti, i docenti, e con loro i visiting professor appositamente invitati per restituire, da Palermo e per Palermo, il polso della ricerca nei territori della creatività attraverso mostre, workshop, incontri e dibattiti.

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