Nuovi voli e sinergie tra gli aeroporti: le sfide in Sicilia

Il futuro del turismo passa anche da gestioni congiunte tra gli scali dell’Isola. Se ne è discusso a Palermo nel corso del Forum economico del Mediterraneo

di Antonio Schembri

Che la Sicilia attiri i viaggiatori da molte parti del mondo è un dato di fatto sin dall’epoca romantica dei Grand Tour compiuti da artisti e aristocratici dalla fine del 1600. Un “magnete” che oggi potrebbe generare importanti effetti moltiplicatori sul turismo se la classe dirigente, quella della politica e delle grandi società private di gestione di infrastrutture, come aeroporti e stazioni marittime, ferrovie e autostrade, percorresse la via “virtuosa” delle integrazioni. È la riflessione basilare su cui ci si è confrontati a Palermo durante il MedCom, il Forum economico del Mediterraneo, che si è svolto ieri e oggi allo Steri. Un’altra occasione per affrontare temi e istanze dell’economia del Mare Nostrum, area tra le più complesse del mondo sotto il profilo geopolitico, ma anche tra quelle col più elevato tasso di interrelazione tra i paesi che vi si affacciano. Un enorme potenziale di crescita economica e sociale, quello del Mediterraneo, che potrebbe essere convertito in più innovazione e competitività e quindi più lavoro e maggiore ricchezza diffusa, se si pianificassero dinamiche di sviluppo dei trasporti volte a valorizzare non una singola area a discapito di altre, ma il “continente” Mediterraneo nel suo complesso.

Un momento del MedCom allo Steri

Molti segnali arrivano dallo scenario dei trasporti aerei. Stando agli ultimi rilievi della Iata e dell’Icao, le organizzazioni internazionali che rappresentano rispettivamente le aerolinee e l’aviazione civile, nell’attuale fase il baricentro si va spostando sempre di più dall’Europa verso l’Oriente, facendo base a metà strada, ovvero nei mega hub medio-orientali, come Istanbul, Abu Dhabi, Dubai e soprattutto il Qatar, dove per i prossimi campionati del mondo di calcio l’Aeroporto Hamad di Doha avrà una capacità di 100 milioni di passeggeri. Una situazione che chiama i territori del Mediterraneo, dove sbarcano enormi quantità di viaggiatori provenienti dalla Cina e dal Giappone, a attrezzarsi sempre di più sul fronte dei trasporti intermodali.

L’aeroporto di Catania (foto Carlo Dani, da Wikipedia)

Una sfida soprattutto per la Sicilia, regione seconda a nessun’altra per combinazione di cultura, patrimonio naturalistico e clima temperato, dove la chiave di volta non è certo la costruzione di nuovi aeroporti, bensì “la scelta delle società che li gestiscono di lavorare insieme” – sottolinea Marco Di Giugno, direttore dell’ufficio legale dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile – . Se finora non ci si è riusciti è perché continuano a trionfare logiche particolaristiche, dalle quali è urgente uscire mediante la messa in rete degli aeroporti, sia tra di loro sia con i trasporti ferroviari e marittimi per attivare un sistema turistico sostenibile e capace di incrementare i propri numeri”.

Viaggiatori in aeroporto (foto Rudy and Peter Skitterians, da Pixabay)

Qualche esempio arriva dal centro-nord. Le società di gestione degli aeroporti di Firenze e di Pisa si sono fuse in un’unica compagine, la società Aeroporti di Toscana, riuscendo così a migliorare la gestione dei flussi, mentre in Emilia Romagna l’aeroporto di Bologna vede adesso aumentare la propria competitività grazie al People Mover, il treno monorotaia (di prossima inaugurazione) che collegherà l’aeroporto alla stazione ferroviaria del capoluogo in 7 minuti e mezzo. ”Anche in Sicilia sono stati fatti significativi passi in avanti – aggiunge Di Giugno – , l’aeroporto di Palermo ha la sua stazione ferroviaria proprio sotto l’area dei check e una infrastruttura simile sarà finalmente ultimata entro due anni anche in quello di Catania. Investimenti di questo tipo sono decisivi per incrementare il traffico aereo e attivare l’indotto turistico”. A questo proposito Giovanni Scalia, l’amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano, ha annunciato un progetto in cantiere che prevede un ponte pedonale che collegherà l’aeroporto ad un parco a mare lungo la costa di fronte allo scalo.

L’aeroporto di Palermo

Uno scenario, quello del traffico aereo, che cambia a gran velocità: “Tra i nostri compiti istituzionali – continua l’esponente dell’Enac – c’è quello di contrattare accordi bilaterali con vari paesi del mondo, soprattutto extra-europei e in particolare con Cina e Giappone. Pur restando preminenti, le destinazioni di Milano e Roma per far giungere viaggiatori dell’estremo oriente non saranno più le sole: si stanno aprendo possibilità di voli diretti per diversi altri aeroporti italiani e tra questi anche quelli di Palermo e Catania, entrambi in crescita ma con molte potenzialità inespresse. Per trasformarle in realtà effettive occorre valutare bene se il territorio è e sarà nel prossimo futuro pronto a accogliere nuovi flussi di passeggeri, soprattutto durante i periodi non tradizionalmente deputati al turismo, come i mesi autunnali e invernali”. E questo soprattutto in considerazione del fatto che i turisti giapponesi e cinesi, non così appassionati di sole e mare, scelgono l’Europa perché amano la sua cultura. Ecco perché – rimarca Di Giugno – “per la Sicilia è indispensabile creare servizi collegati alle aerostazioni, per facilitare e arricchire la mobilità verso le bellezze dell’Isola, attraverso un più capillare sistema di trasporti verso città d’arte e parchi archeologici, ma anche con un’offerta interessante di eventi e manifestazioni collaterali”.

Aumentano, intanto, i voli da e per l’Isola. In particolare quelli operati da Volotea. “In linea anche con l’esigenza di allungare i flussi turistici, voliamo ormai lungo l’intero arco dell’anno dall’Italia verso Palermo e Catania e offriamo tratte anche su paesi esteri – illustra Valeria Rebasti, manager commerciale della compagnia catalana per l’Europa sud-orientale – . È il caso dei collegamenti con la Francia: abbiamo allungato l’operatività con alcune città transalpine per nove mesi all’anno, quando fino al 2013, anno dell’apertura delle nostre basi in Sicilia, venivano offerti soltanto per non più di 5 mesi. Nel mercato dei trasporti aerei si comincia a comprendere che da e verso la Sicilia ci si può spostare a costi sostenibili. Ma le istituzioni dovrebbero insistere anche per attivare sinergie con i vettori marittimi e più mirate azioni di promozione turistica su tutti i 12 mesi”.

L’aeroporto di Trapani

L’urgenza di gestioni congiunte conduce all’attuale situazione dell’aeroporto di Trapani, dove l’interruzione delle tratte operate da Ryan Air ha determinato effetti pesanti sul turismo della provincia. Il governatore Nello Musumeci ha annunciato la pubblicazione del bando per la continuità territoriale: le tratte aeree inserite sono quelle da e verso Trieste, Brindisi, Parma, Ancona, Perugia e Napoli. A disposizione, per un triennio, – fanno sapere dalla Regione – ci sono oltre 22 milioni di euro, di cui quasi il 40 per cento a carico della Regione. L’avvio dei servizi è previsto per il 15 luglio. Infine, altre due nuove rotte sono intanto pronte per essere attivate: i voli Trapani-Bolzano e Trapani-Roma, che “entro l’estate verranno operati dalla Sky Alp con frequenza giornaliera”, dice Michele Bufo, direttore generale di Airgest, la società di gestione dello scalo di Birgi. Manifestazioni di apertura invece da parte di Ryanair, ma per la prossima stagione invernale e per un incremento del traffico nell’estate 2021.

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