Nuovi percorsi e laboratori didattici: così rinasce il Parco di Tindari

Riqualificazione per i siti dell’area archeologica: riapre il teatro greco con un cartellone di spettacoli e iniziative culturali, ampliati i circuiti di visita

di Redazione

Il Parco archeologico di Tindari riqualifica i propri siti con molti interventi per migliorare l’offerta culturale per i visitatori. In particolare – fanno sapere dalla Regione – per il sito del teatro antico, sono state effettuate attività di manutenzione anche straordinaria che hanno comportato oltre la discerbatura, la complessiva rifunzionalizzazione dei luoghi.

Tindari

Grazie al lavoro del direttore del Parco archeologico, Domenico Targia, sono stati ampliati i percorsi di visita e la fruizione del sito di Tindari, in attesa di attuare i progetti programmati di valorizzazione. “L’area antistante la Basilica, riconosciuta quale sede dell’Agorà della città antica, ripulita dalle erbe infestanti e messa adeguatamente in sicurezza, è il luogo dove realizzeremo i laboratori didattici immersivi che permetteranno agli studenti di ogni ordine e grado anche il pernottamento in tenda o sacchi a pelo. Il tracciato del decumano centrale – dice Targia – si potrà finalmente percorrere per tutta la sua lunghezza, con possibilità di raggiungere la contrada Cercadenari per visitare la Domus romana con gli splendidi mosaici pavimentali, l’edificio pubblico a pilastri e il monumento funerario di età romana che si trovano nella zona più ad Ovest del sito, fino ad oggi rimasta fuori dai circuiti abituali di visita”.

Le rovine di Tindari

Gli interventi di adeguamento del teatro greco, in conformità alle normative di legge in materia di sicurezza e igiene, hanno permesso di aprire il sito ad un cartellone di iniziative che prevede – nei mesi di agosto e settembre – un variegato programma di iniziative culturali. In calendario proposte artistiche che vanno dai classici della tragedia e della commedia, all’opera dei pupi e dei cantastorie, dai concerti lirici a quelli di musica leggera e folk. Il direttore del Parco evidenzia, inoltre, come l’ampliamento dell’area di visita, “con i risultati straordinari e visibili a tutti”, sia frutto della campagna di scavi iniziata a fine giugno, diretta da Rosina Leone dell’Università di Torino.

L'area archeologica di Tindari con il santuario sullo sfondo (foto Giulio Giallombardo)
L’area archeologica di Tindari con il santuario sullo sfondo

Inoltre, grazie ai lavori di manutenzione straordinaria sull’intera estensione del sito e di riqualificazione dei luoghi, si potrà dar corso a un ambizioso progetto di censimento e didascalizzazione delle essenze arboree presenti nell’area del Parco. Quest’iniziativa, voluta dal direttore Targia, consentirà di valorizzare adeguatamente anche la realtà naturalistica che fa da preziosa cornice all’evidenza storico-culturale dei luoghi.

L’area archeologica di Tindari

“Grazie a questi impegnativi e sostanziali interventi – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – il Parco archeologico esprime oggi quel rapporto armonico tra gli spazi che gli appartengono, con un’attenzione maggiore al paesaggio. Quanti siederanno sui gradini della cavea del Teatro, potranno finalmente godere di uno spettacolo senza eguali che copre dalla costa tirrenica fino all’arco dell’orizzonte segnato dalle Eolie, ripercorrendo con lo sguardo quella che, oggi come allora, è la meraviglia che doveva apparire agli antichi abitanti di Tyndaris”.

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