La valle delle miniere e il sacrificio dei “carusi”

Una passeggiata del festival Le Vie dei Tesori a Caltanissetta ripercorre il cammino dei minatori di Gessolungo, teatro di un’esplosione dove morirono 65 operai, tra cui 19 bambini

di Giulio Giallombardo

Percorrevano decine di chilometri trasportando zolfo dalle viscere della terra fino in superficie. Lavoravano fino a sedici ore al giorno per pochi spiccioli, restando sepolti vivi nel sottosuolo, dove spesso il loro giovane cuore smetteva di battere per la fatica e i maltrattamenti subiti. È il sacrificio dei tanti “carusi” senza nome, giovanissimi dagli 8 ai 16 anni, venduti o spesso “affittati” per lavorare come schiavi nelle miniere. Come quella di Gessolungo, una delle maggiori solfatare del comprensorio minerario di Caltanissetta, già attiva nel 1839. Con i suoi 300 metri era tra le più profonde della Sicilia e venne chiusa alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, dopo un lungo periodo di inattività.

Il Cimitero dei “carusi”

Oggi in quei luoghi c’è un memoriale per tenere vivo il ricordo della strage che ha segnato la storia della miniera. Il 12 novembre 1881, a causa di uno scoppio di grisù, innescato da una lampada ad olio, morirono 65 operai. Tra le vittime dell’incendio seguito all’esplosione anche 19 “carusi”, di cui 9 rimasti senza nome. A loro è dedicato il cimitero dei “carusi” che si trova nella sede della vecchia miniera, e che si potrà visitare nel corso di una passeggiata inserita nella prossima edizione del festival Le Vie dei Tesori, che anche quest’anno torna a Caltanissetta per il quarto anno consecutivo (qui tutti tutti i luoghi, le passeggiate e le esperienze).

L’ex miniera di Gessolungo

La passeggiata lungo il cammino dei minatori, in programma il 20 settembre alle 12 e alle 16 (qui per prenotare), è un percorso-trekking nella Valle delle Miniere, intervallato da piccole soste che coincidono con le cappelle votive realizzate dai minatori e soprattutto con gli imponenti resti delle miniere di zolfo Gessolungo e Juncio-Tumminelli che, spesso, hanno fatto da scenario ai romanzi di Sciascia. La meta finale del tour sarà proprio il cimitero dei “carusi”, un vero e proprio memoriale della tragedia, disseminato di targhe, croci e sculture commemorative.

Uno scorcio del Villaggio Santa Barbara

“Partiremo da un punto di incontro nelle vicinanze del Villaggio Santa Barbara, borgo di epoca fascista costruito per le famiglie dei minatori – spiega a Le Vie dei Tesori News, Giovanni Balbo, guida naturalistica di Federescursionismo Sicilia che condurrà la passeggiata – . Quello che seguiremo è idealmente il percorso che facevano gli operai per raggiungere le miniere. Una passeggiata accessibile a tutti, lunga tre chilometri circa, solo andata, su strada carrabile e su sentieri di un bosco di eucalipto, prettamente in discesa. Lungo il percorso incontreremo l’ottocentesca cappella votiva di San Michiluzzu degli zolfatari, le miniere Gessolungo e Juncio-Tumminelli, fino ad arrivare al cimitero dei carusi”.

“Carusi” in miniera in una foto d’epoca

A ricordare la cronaca di quel giorno, proprio all’ingresso del cimitero c’è una targa che racconta le sofferenze e il sacrificio di chi perse la vita nella tragedia. “Nella Valle delle Zolfare quel mattino pioveva – riporta la targa – . Correva l’anno 1881, erano le sei del 12 novembre. Centoventi minatori che lavoravano alla Miniera Gessolungo sezione ‘Calafato’ di contrada Juncio, si accingevano a raggiungere i propri cantieri in sotterraneo percorrendo la galleria ‘Piana’, quando improvvisamente furono investiti da un violento incendio causato dallo scoppio di ‘grisou’ prodotto dalla fiamma di una lampada ad acetilene. Cinquantacinque minatori, anche se feriti, riuscirono a raggiungere l’esterno e mettersi in salvo. Per gli altri 65 fu la fine. Sedici di loro feriti gravemente morirono in ospedale. Gli altri 49 recuperati dopo venti giorni sono stati sepolti in questo luogo. Tra loro ci sono 19 “carusi” di età da 8 a 14 anni. Nove sono rimasti ignoti. Viandante, ricordati per le loro sofferenze, il sacrificio e la vita violentemente spezzata ed eleva una preghiera a Dio”.

Poi, su un’altra targa in mezzo alle croci bianche, un ricordo dei nove “carusi” senza nome: “Il buio e la fatica del sottosuolo hanno cancellato dai vostri cuori l’allegria, la scuola e la vita. Il vostro sacrificio sarà ricordato per sempre”.

Anche quest’anno, è previsto il servizio di collegamento in pullman da Palermo alle altre città del festival. Chi vuole visitare Caltanissetta, potrà farlo il 13 settembre con partenza alle 9 e rientro in serata (qui per prenotare un posto sul bus). Per informazioni scoprire tutti i luoghi e le esperienze di Caltanissetta cliccare qui https://leviedeitesori.com/caltanissetta/. Per tutte le informazioni sul festival visitare il sito https://leviedeitesori.com/festival-le-vie-dei-tesori/.

Articolo PrecedenteProssimo Articolo

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend