Nel cuore sotterraneo del Palazzo Reale: inaugurato nuovo percorso archeologico

Diventa accessibile un’altra area del bastione normanno di Palermo. Visitabili le mura fenicie e reperti punici, islamici e svevi

di Antonio Schembri

Palermo svela i suoi misteri sotterranei all’insegna della fruibilità. Da questo fine settimana lo fa in particolare consegnando definitivamente a cittadini e turisti (numerosi quelli di questo fine settimana nel capoluogo siciliano) i sotterranei del suo Palazzo Reale con una ricca collezione di reperti affiorati proprio da queste fondamenta. A cominciare dalle vestigia puniche della città, risalenti a 25 secoli fa.

L’itinerario archeologico del Palazzo Reale

È l’itinerario archeologico “Radici Ritrovate”, aperto al pubblico ieri pomeriggio dalla Fondazione Federico II, che gestisce gli spazi espositivi del complesso monumentale di cui fa parte anche la Cappella Palatina. Un’altra area del bastione normanno diventa così accessibile ai visitatori per un viaggio che consente di ammirare una parte delle possenti mura difensive erette dai fondatori fenici probabilmente già dalla seconda metà del sesto secolo avanti Cristo, quando cominciavano a inasprirsi i conflitti con le popolazioni greche.

Reperti in mostra

Ma non solo. Nell’itinerario archeologico di Palazzo Reale lo sguardo viene catturato anche dalle teche che mostrano tanti altri reperti punici, islamici, normanno-svevi: testimonianze della complessità storica e culturale di Palermo, espressa in particolare dai ritrovamenti in questa specifica porzione del suo centro storico. Si va dall’intero corredo funerario di una delle tombe della necropoli punica, rinvenuto durante gli scavi del 1953, a reperti, come le monete di Caracalla e la “Pietra di paragone” affiorati, sempre dalle fondamenta del bastione normanno, grazie alle ricerche condotte nel 1984 dell’archeologa siciliana Roa Camerata Scovazzo.

La Mappa della Sicilia e di Palermo dell’XI secolo

A rappresentare il periodo della dominazione islamica una mappa della Sicilia e di Palermo dell’undicesimo secolo, acquisita dalla Fondazione Federico II dall’Università di Oxford. Si tratta di una parte di un ampio trattato cosmografico stilato da un autore anonimo tra il 1020 e il 1050, intitolato “Il libro delle curiosità delle scienze e delle meraviglie per gli occhi”. E a narrare Palermo come una tra le città più evolute del Mediterraneo, anche una rassegna di ceramiche medievali.

Patrizia Monterosso

“L’apertura di questo itinerario archeologico è frutto di un’ampia collaborazione interistituzionale che ci ha impegnato per oltre un anno, mobilitando un nutrito team di archeologi e di musei con l’obiettivo di consentire al visitatore uno sguardo d’insieme del palazzo e un viaggio lungo l’intera storia di Palermo, uno spaccato di oltre 2500 anni in cui si sono susseguite e hanno convissuto culture completamente diverse – dice la direttrice della Fondazione, Patrizia Monterosso – . Per questo progetto di musealizzazione la Fondazione Federico II si è avvalsa in particolare del supporto scientifico del Museo archeologico Antonio Salinas e della Soprintendenza di Palermo”.

Mura puniche

L’esposizione permanente dei reperti fornisce ai visitatori una chiave di interpretazione completa sulla storia della città attraverso pannelli didattici e mappe tematiche. L’evoluzione urbica e militare rappresentata offre una lettura anche dell’organizzazione socio-culturale di Palermo sin dalle origini puniche. Questa visita immersiva si aggiunge alle esperienze rese possibili da altre recenti aperture al pubblico di spazi espositivi all’interno del bastione normanno: dal portone monumentale alla Sala di Re Ruggero, dal corridoio medievale con l’accesso al cortile Maqueda ai Giardini reali, passando per la riqualificazione della Sala Duca di Montalto, adibita a mostre di livello internazionale.

Patrizia Monterosso e Gianfranco Miccichè

“La sistemazione delle mura puniche del Palazzo Reale, che riapriamo dopo almeno dieci anni, era già stata ultimata nel 2020, ma siamo stati costretti a rinviarne l’apertura a causa dell’emergenza sanitaria” ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, nel corso della visita in anteprima per la stampa – . La valorizzazione museale di questo complesso monumentale dovrà continuare. E un altro step sarà il recupero e l’apertura delle segrete del Palazzo Reale”.

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