Nascerà un museo delle monete arabe e normanne

L’antica collezione numismatica della Biblioteca comunale, mai esposta al pubblico, si potrà ammirare nella chiesa dei Santissimi Crispino e Crispiniano

di Giulio Giallombardo

Sono conservate da quasi due secoli in una cassaforte nella Biblioteca comunale di Palermo. Un’antica collezione di monete conosciuta soltanto dagli addetti ai lavori, si prepara a svelarsi alla città. Con il protocollo d’intesa tra il Comune e l’Università è stata posta una prima pietra per quello che diventerà il Museo del Nummarium, la grande raccolta di oltre mille monete del periodo islamico e normanno, donata nel 1848 da Cesare Airoldi alla Biblioteca comunale. La sede scelta è quella della chiesa dei Santissimi Crispino e Crispiniano, alle spalle di Casa Professa, già utilizzata per mostre e incontri, pronta a diventare stabilmente un nuovo spazio culturale della città.

La chiesa dei Santissimi Crispino e Crispiniano (foto da Facebook)

Dunque, l’intesa sottoscritta dalla dirigente del Servizio Sistema Bibliotecario cittadino, Eliana Calandra e dal direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, Marcella Piazza, ha l’obiettivo di valorizzare il prezioso fondo numismatico della Biblioteca comunale. Per questo verrà istituito anche un comitato scientifico, guidato da Antonino Pellitteri, professore ordinario di Storia dei Paesi islamici, i cui componenti saranno individuati di comune accordo tra l’assessorato alle Culture e l’Università.

“È un primo passo concreto verso la nascita di un museo unico – spiega a Le Vie dei Tesori News, Eliana Calandra – . Vogliamo che questa importante collezione di monete, mai esposta in pubblico, possa essere ammirata da cittadini e turisti. Il progetto dell’allestimento sta andando avanti, anche se in questo momento è prematuro dire quando sarà pronto. Ma stiamo già lavorando per il comitato scientifico che sarà operativo all’inizio del prossimo anno, con cui studieremo le linee guida per gli allestimenti e avvieremo rapporti con le istituzioni accademiche e culturali di paesi arabi, anche per promuovere studi e iniziative sul tema”.

Tarì d’oro

Il Nummarium, donato alla Biblioteca dal conte Cesare Airoldi, era la collezione messa insieme dallo zio, monsignor Alfonso Airoldi: oltre mille monete arabo-sicule, più una ricca serie risalente ai re normanni e, infine, diverse monete false fornite ad Airoldi dall’abate Giuseppe Vella, il noto  autore dell'”arabica impostura”, presunto traduttore del “Codice d’Egitto” che ispirò Leonardo Sciascia, al quale proprio la Biblioteca comunale sarà intitolata ufficialmente il prossimo 8 gennaio. “A questo primo nucleo – continua Calandra – si aggiunse un altro consistente numero di monete dello stesso periodo acquistate dalla Biblioteca fra il 1866 e il 1903”. Il Nummarium passò sotto la lente di esperti come gli studiosi Salvatore Morso e il suo allievo Vincenzo Mortillaro, Antonio La Gumina, e più recentemente Maria Amalia De Luca. La collezione contiene pezzi rari, tra cui il tarì di Roberto il Guiscardo, che reca impressa la data del 464 dell’egira (ovvero 1072 dopo Cristo), anno della resa di Palermo, dirham e monete arabe risalenti a varie dinastie.

Una delle monete del Nummarium

“Ringraziamo il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università per la collaborazione offerta per la realizzazione di questo progetto – hanno dichiarato il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle Culture, Adham Darawsha – che non soltanto si lega alla storia di Palermo, che ha da sempre avuto un rapporto privilegiato con gli arabi e i normanni, ma che ci consente di recuperare e rivitalizzare la memoria di luoghi e beni comuni della nostra città poco conosciuti, rendendoli fruibili a tutti”.

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