Segesta diventa grande, ecco il Parco archeologico

Il nuovo ente da ora in avanti avrà la sua autonomia scientifica, gestionale, amministrativa e finanziaria. È il quarto nato in Sicilia, dopo quelli di Agrigento, Naxos-Taormina e Selinunte-Cave di Cusa. In attesa ce ne sono altri 16

di Redazione

Il Parco archeologico di Segesta diventa realtà. L’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, ha firmato il decreto che istituisce il nuovo ente: d’ora in avanti, avrà la sua autonomia scientifica, gestionale, amministrativa e finanziaria. Dall’approvazione della legge regionale del 2000 che ha previsto i parchi archeologici, si tratta del quarto nato in Sicilia, dopo quelli di Agrigento, Naxos-Taormina e Selinunte-Cave di Cusa. Il prossimo dovrebbe essere quello di Pantelleria, per il quale si sta lavorando a tappe forzate, e poi previsti altri sedici, da un capo all’altro dell’Isola: da Gela alla Valle dell’Aci, da Monte Iato a Kamarina, passando per Solunto, Lentini, fino alle Eolie.

In 18 anni, soltanto al Parco della Valle dei Templi sono stati applicati i criteri che lo rendono realmente autonomo dal punto di vista finanziario e scientifico. Ciò ha consentito quella marcia in più che l’ente agrigentino ha avuto in questi anni rispetto gli altri parchi, raggiungendo il milione di visitatori e ricevendo quest’anno il Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa. Adesso potrà ambire a traguardi simili anche Segesta, rimettendosi al passo per una più adeguata valorizzazione del suo patrimonio archeologico.

Secondo il presidente della Regione, Nello Musumeci, è proprio Agrigento il modello da seguire: “Una buona pratica che ha dato risultati eccellenti. Nel 2007 e nel 2013 sono stati istituiti formalmente anche i parchi di Naxos e Selinunte, ma in realtà non godono ancora della piena autonomia. Assieme agli altri a breve avranno la stessa dignità”.

Il nuovo modello – secondo le intenzioni dell’amministrazione regionale – consentirà la crescita sia in termini di qualità dei servizi che di richiamo turistico per quelle aree archeologiche che per natura, estensione e interesse, necessitano di un’amministrazione autonoma sotto il profilo della tutela, anche dal punto di vista paesaggistico. In questo modo, il Parco potrà utilizzare in proprio le cospicue entrate che derivano dalla vendita dei biglietti d’ingresso e che si traduce in azioni immediate di valorizzazione, manutenzione del territorio, attività di promozione, scavi archeologici, attività scientifiche: un percorso integrato di tutela e di forte connotazione dell’Identità siciliana.

“Vincere questa sfida – dichiara l’assessore Sebastiano Tusa – è lo stimolo per continuare il processo di cambiamento avviato. La Sicilia deve avere tutti i Parchi previsti e in breve tempo. È un impegno che sento di dovere onorare nella convinzione che la rinascita dei Beni culturali siciliani non può che passare per un sistema di gestione moderno e snello. Questo quello che la Sicilia e i siciliani meritano”.

Il nuovo ente da ora in avanti avrà la sua autonomia scientifica, gestionale, amministrativa e finanziaria. È il quarto nato in Sicilia, dopo quelli di Agrigento, Naxos-Taormina e Selinunte-Cave di Cusa. In attesa ce ne sono altri 16

 

di Redazione

Il Parco archeologico di Segesta diventa realtà. L’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, ha firmato il decreto che istituisce il nuovo ente: d’ora in avanti, avrà la sua autonomia scientifica, gestionale, amministrativa e finanziaria. Dall’approvazione della legge regionale del 2000 che ha previsto i parchi archeologici, si tratta del quarto nato in Sicilia, dopo quelli di Agrigento, Naxos-Taormina e Selinunte-Cave di Cusa. Il prossimo dovrebbe essere quello di Pantelleria, per il quale si sta lavorando a tappe forzate, e poi previsti altri sedici, da un capo all’altro dell’Isola: da Gela alla Valle dell’Aci, da Monte Iato a Kamarina, passando per Solunto, Lentini, fino alle Eolie.

In 18 anni, soltanto al Parco della Valle dei Templi sono stati applicati i criteri che lo rendono realmente autonomo dal punto di vista finanziario e scientifico. Ciò ha consentito quella marcia in più che l’ente agrigentino ha avuto in questi anni rispetto gli altri parchi, raggiungendo il milione di visitatori e ricevendo quest’anno il Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa. Adesso potrà ambire a traguardi simili anche Segesta, rimettendosi al passo per una più adeguata valorizzazione del suo patrimonio archeologico.

Secondo il presidente della Regione, Nello Musumeci, è proprio Agrigento il modello da seguire: “Una buona pratica che ha dato risultati eccellenti. Nel 2007 e nel 2013 sono stati istituiti formalmente anche i parchi di Naxos e Selinunte, ma in realtà non godono ancora della piena autonomia. Assieme agli altri a breve avranno la stessa dignità”.

Il nuovo modello – secondo le intenzioni dell’amministrazione regionale – consentirà la crescita sia in termini di qualità dei servizi che di richiamo turistico per quelle aree archeologiche che per natura, estensione e interesse, necessitano di un’amministrazione autonoma sotto il profilo della tutela, anche dal punto di vista paesaggistico. In questo modo, il Parco potrà utilizzare in proprio le cospicue entrate che derivano dalla vendita dei biglietti d’ingresso e che si traduce in azioni immediate di valorizzazione, manutenzione del territorio, attività di promozione, scavi archeologici, attività scientifiche: un percorso integrato di tutela e di forte connotazione dell’Identità siciliana.

“Vincere questa sfida – dichiara l’assessore Sebastiano Tusa – è lo stimolo per continuare il processo di cambiamento avviato. La Sicilia deve avere tutti i Parchi previsti e in breve tempo. È un impegno che sento di dovere onorare nella convinzione che la rinascita dei Beni culturali siciliani non può che passare per un sistema di gestione moderno e snello. Questo quello che la Sicilia e i siciliani meritano”.

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