Nasce la Biennale del Gattopardo a Palma di Montechiaro

Inaugurata una collettiva d’arte contemporanea a Palazzo Ducale. In mostra un centinaio di opere provenienti da tutto il mondo

di Redazione

Un centinaio di opere d’arte contemporanea per riflettere sulla tensione tra umano e divino, alla base dell’esperienza creativa. Si intitola “Homodeus”, ovvero “il dilemma dell’uomodio”, la prima Biennale del Gattopardo, inaugurata nei giorni scorsi al Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro. Una collettiva di sessanta artisti provenienti da tutto il mondo in uno dei luoghi più cari a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, antica residenza di famiglia dello scrittore.

Opere in mostra a Palazzo Ducale

Un progetto dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Stefano Castellino, in cantiere da mesi, proposto dal gruppo di lavoro “Io sono P.A.L.M.A.”, composto da Angela Rinollo, Giuseppe Todaro e Marilena Vaccaro, e affidata nella sua realizzazione, materiale e visiva, al curatore e editore salernitano Michele Citro. “Chi è l’homodeus? – si domanda Citro – È, innanzitutto, un essere umano. Un individuo diviso: da un lato c’è l’inevitabile e quasi coatta accettazione della propria finitezza, del proprio maledettissimo limite; dall’altro il sentimento, insopprimibile, di essere altro, di essere di più, di essere oltre. Tra questi due estremi, queste due laceranti tensioni c’è l’azione. E, proprio quest’ultima, condita da una buona dose di volontà, di fortuna, di destino, determina i grandi personaggi che si elevano o vengono elevati al rango di divinità”.

“Caduta” di Li Kang

Questa prima edizione della Biennale, dunque, va alla ricerca dell’”homodeus” contemporaneo. “Mi sono mosso per riunire eccellenze da ogni dove – prosegue Citro – e chiedere loro, semplicemente, di ragionare insieme, di dia-ogare, di scoprirci, nuovamente, in un tempo diverso e unico, di lasciare una traccia. Ed ho deciso di farlo in Sicilia, un’isola da sempre spiritualmente aperta al mondo, alle culture ed alle contaminazioni più disparate”.

L’ingresso della mostra

La mostra, inaugurata lo scorso 23 aprile e in programma fino all’8 maggio, ha ottenuto il patrocinio dell’assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, dell’Università degli Studi di Messina e del Valletta Higher Education Institute di Malta; nonché la partnership ufficiale di Astoria Wines e di una serie di gallerie ed associazioni attivamente impegnate nel settore dell’arte contemporanea.

Un momento dell’inaugurazione

Ognuno dei partner sopracitati ha contribuito ad impreziosire la manifestazione fornendo un considerevole quantitativo di beni di propria produzione o mettendo in palio una serie di premi per gli artisti, come ad esempio mostre personali nei propri spazi espositivi, in modo da costituire un prosieguo della Biennale anche dopo l’8 maggio. Inoltre, durante la manifestazione — grazie all’impegno culturale dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa — è possibile ammirare nel Palazzo Ducale il grande arazzo “Ananias e Saphira”, nato dal cartone di Raffaello, realizzato ad arte dalla tessitura belga di Heinrich Mattens e restaurato dai professionisti della Cappella Sistina, parte della collezione privata di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona.

Opere di Mami Kawasaki e Gianni Andolina

“La scelta di lanciare questa biennale – ha affermato il sindaco Castellino – nasce dalla volontà di continuare a tracciare quel percorso di rinascita che questa amministrazione ha intrapreso cinque anni fa con una visione assolutamente innovativa e produttiva. Il principio cardine è la volontà di promuovere l’immagine della nostra città, un posto magico per architettura, paesaggio, colori, profumi, persone, da far conoscere al mondo intero”.

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