Murales colorano il Barbera di Palermo: la parola agli artisti

Più di 30 writer da ogni parte del mondo hanno dipinto la cancellata dello stadio comunale. Da Milano alle Canarie, da Genova alla Sardegna, fino al Bronx di New York con uno degli street artist più noti

di Alessio Celano

La cancellata dello stadio Renzo Barbera di Palermo diventa una tela su cui dipingere. Dopo la tanto agognata quanto inaspettata promozione in serie B della squadra della città, anche la “bombonera” del Mediterraneo si sveglia ancora più bella di prima: più di 30 street artist e writer da ogni parte del mondo per tutto lo scorso weekend hanno decorato le cancellate che circondano lo stadio in un tripudio di forme e colori che si estende per oltre 400 metri.

I murales sulla cancellata dello stadio

Il progetto, approvato dal Comune di Palermo già qualche anno fa e poi interrotto a causa della pandemia, ha trovato finalmente spazio sullo sfondo del Palermo Festival, che ha visto come ospiti alcuni tra i maggiori artisti italiani e internazionali (tra cui The Zen Circus, Alessio Bondì, Johnny Marsiglia, Mace) ma anche alcune giovani promesse della scena palermitana come Dirt o’ Malley e il collettivo di artisti dello Stato dell’Arte. Anche la città di Palermo dunque sceglie di celebrare l’appartenenza alla maglia e al suo tempio del calcio invitando artisti di fama internazionale come CES dal Bronx a New York, la crew Saker – e il suo frontman Ceser – dalle Canarie, Mr. Wany da Milano e tanti altri.

Murale di Anc

Antonio, in arte ANC, venuto per l’occasione da Milano, raccontando la sua opera spiega: “Io ho scelto di rappresentare un giocatore ripreso nel momento del dolore dell’infortunio, invece che come sempre come un idolo e un Dio. Anche lui si fa male e non è indistruttibile come viene spesso rappresentato, e penso che questa sia un qualcosa che vale in generale al di là della maglia rosanero”.

CES davanti al suo murale

Presente tra gli artisti anche CES, dal Bronx di New York, uno dei nomi storici e più in vista nella scena della street art internazionale: “Uso un ‘lettering aggressive’ e i colori rosanero per celebrare la promozione della squadra”. Rispondendo a chi sostiene che gli street artist non dovrebbero lavorare su commissione, perché artisti “liberi”, il pittore americano si smarca: “Non ci vedo nulla di male se c’è uno sponsor a darci una mano, come in questo caso”.

L’aquila e il serpente di Web3

Una scelta artistica maggiormente focalizzata sulla storia e sull’identità della città è invece quella di Web3, arrivato da Genova: “Ho scelto di omaggiare uno dei simboli di Palermo e della sua squadra attraverso l’aquila e un serpente che gli gira intorno, e che deriva dalla religiosità popolare del Genio, che la protegge. Insieme simboleggiano l’identità palermitana e siciliana”.

L’opera di Loste

Uno dei volti più entusiasti e sorridenti della manifestazione artistica è quello di Smoke, arrivato per l’occasione da Bassano del Grappa: “Io non riesco ad avere uno stile perché sperimento sempre e non mi fermo mai su una prospettiva, sono eclettico perché mi piacciono forme e colori ed è quello che mi interessa davvero”. Ma non è mancato neanche chi ha approfittato dell’occasione per mandare dei messaggi di denuncia politica e sociale, come il caso di Loste: “Il mio è uno stile figurativo e nel murales viene rappresentato il volto di un ragazzino che simboleggia divertimento ma anche protesta, come un urlo della gioventù. Infatti è arrivata l’ora di dare voce a chi urla per i diritti, ma non necessariamente in maniera conflittuale, perché dobbiamo imparare a dividere lo stesso mondo in armonia. Lo sport è amore e pace. Dobbiamo riscoprire l’amore per la politica e non l’odio per i politici e per gli ideali traditi. Anche il calcio può dare lezioni di vita quando ci insegna l’unione”.

Fre1 al lavoro

Anche dal sud della Sardegna c’è chi come Fre1 è arrivato per festeggiare la vittoria del Palermo e ribadire la vicinanza tra le due isole italiane maggiori: “Condividiamo lo stesso sentimento isolano e la terra bruciata dal sole, io dipingo un’aquila usando i colori della società e cioè il rosanero perché credo che rappresentino un simbolo. Il mio stile? wildstyle sempre”. Oltre a questi tanti altri nomi della scena internazionale della street art come Skan, blef, ricro, Mr. Quake e molti altri. Insomma, tanta voglia di continuare tutti insieme a festeggiare una promozione dal sapore di riscatto per un’intera città e a cantare oltre al novantesimo il sogno rosanero in una cornice ancora più bella.

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