La visionaria “officina” di Croce Taravella

Il pittore siciliano, dopo tanti anni, torna a esporre a Castellana Sicula, sulle Madonie, dove ha il suo atelier. Ci sono quadri e sculture realizzate nell’arco di vent’anni, che dialogano con lampade vintage, poltroncine in stile barocco, auto e manufatti siderurgici, esposti in un originale allestimento industriale

di Giulio Giallombardo

È l’antro di un alchimista metropolitano, dove macchie di colore diventano scorci urbani, volti e architetture che affiorano tra luci e ombre. L’allestimento, sospeso fra il barocco e il vintage, di “Contrazioni e Interazioni”, la nuova mostra che Croce Taravella ha inaugurato pochi giorni fa nella sua Castellana Sicula, non è un contenitore scisso dalle opere dell’artista, ma ne è parte integrante.

Il pittore siciliano, dopo tanti anni, torna dunque ad esporre nel paese madonita, dove ha il suo atelier e in cui è nata gran parte della sua produzione artistica. Fuori da ogni convenzione museale, le oltre cinquanta opere in mostra, “arredano” un’ex officina dismessa. Ci sono quadri e sculture realizzate nell’arco di vent’anni, che dialogano con lampade vintage, poltroncine in stile seicentesco, manufatti siderurgici, auto e parti di motore. Le ex officine Romano, nell’allestimento di Ninni Arcuri, si sono trasformate in uno spazio perturbante e visionario, eccessivo e claustrofobico, dove tele, allumini e carte dell’archivio personale del pittore, prendono nuova vita in una galleria d’arte dallo stile industriale.

In questo turbinio di pennellate dai cromatismi accesi, tipici dello stile espressionista di Taravella, spuntano anche due anteprime assolute. Si tratta di un paio di opere recenti mai esposte prima d’ora: un piccolo “preludio” della mostra personale “Cronotipi” che sarà allestita a settembre nelle sale di Palazzo Riso, a Palermo. “Saranno esposti i nuovi lavori realizzati negli ultimi due anni – spiega Taravella a Le Vie dei Tesori News – si tratta di spazi, volti, paesaggi, città, stessi luoghi ma visti da prospettive diverse e in tempi che poi vanno a ricongiungersi, come se fosse un po’ il racconto della mia vita”.

Intanto, in attesa del ritorno a Palermo, al vernissage della mostra castellanese, organizzata dall’amministrazione comunale, è stato presente il pubblico delle grandi occasioni: a tagliare il nastro, l’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, con la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca e la direttrice del Polo museale regionale di arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso, Valeria Li Vigni. “Il merito dell’originalità dell’allestimento – sottolinea Taravella – è di Ninni Arcuri cui ho messo a disposizione tutte le opere presenti nel mio atelier, dal ciclo delle Contrazioni urbane, fino a quello dei briganti o delle città. Così è nato un allestimento che, richiamando il titolo della mostra, ha l’obiettivo d’interagire con i visitatori”. Interazioni che diventano dialogo tra spazio, oggetti e colore.

Il pittore siciliano, dopo tanti anni, torna a esporre a Castellana Sicula, sulle Madonie, dove ha il suo atelier. Ci sono quadri e sculture realizzate nell’arco di vent’anni, che dialogano con lampade vintage, poltroncine in stile barocco, auto e manufatti siderurgici, esposti in un originale allestimento industriale

di Giulio Giallombardo

È l’antro di un alchimista metropolitano, dove macchie di colore diventano scorci urbani, volti e architetture che affiorano tra luci e ombre. L’allestimento, sospeso fra il barocco e il vintage, di “Contrazioni e Interazioni”, la nuova mostra che Croce Taravella ha inaugurato pochi giorni fa nella sua Castellana Sicula, non è un contenitore scisso dalle opere dell’artista, ma ne è parte integrante.

Il pittore siciliano, dopo tanti anni, torna dunque ad esporre nel paese madonita, dove ha il suo atelier e in cui è nata gran parte della sua produzione artistica. Fuori da ogni convenzione museale, le oltre cinquanta opere in mostra, “arredano” un’ex officina dismessa. Ci sono quadri e sculture realizzate nell’arco di vent’anni, che dialogano con lampade vintage, poltroncine in stile seicentesco, manufatti siderurgici, auto e parti di motore. Le ex officine Romano, nell’allestimento di Ninni Arcuri, si sono trasformate in uno spazio perturbante e visionario, eccessivo e claustrofobico, dove tele, allumini e carte dell’archivio personale del pittore, prendono nuova vita in una galleria d’arte dallo stile industriale.

In questo turbinio di pennellate dai cromatismi accesi, tipici dello stile espressionista di Taravella, spuntano anche due anteprime assolute. Si tratta di un paio di opere recenti mai esposte prima d’ora: un piccolo “preludio” della mostra personale “Cronotipi” che sarà allestita a settembre nelle sale di Palazzo Riso, a Palermo. “Saranno esposti i nuovi lavori realizzati negli ultimi due anni – spiega Taravella a Le Vie dei Tesori News – si tratta di spazi, volti, paesaggi, città, stessi luoghi ma visti da prospettive diverse e in tempi che poi vanno a ricongiungersi, come se fosse un po’ il racconto della mia vita”.

Intanto, in attesa del ritorno a Palermo, al vernissage della mostra castellanese, organizzata dall’amministrazione comunale, è stato presente il pubblico delle grandi occasioni: a tagliare il nastro, l’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, con la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca e la direttrice del Polo museale regionale di arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso, Valeria Li Vigni. “Il merito dell’originalità dell’allestimento – sottolinea Taravella – è di Ninni Arcuri cui ho messo a disposizione tutte le opere presenti nel mio atelier, dal ciclo delle Contrazioni urbane, fino a quello dei briganti o delle città. Così è nato un allestimento che, richiamando il titolo della mostra, ha l’obiettivo d’interagire con i visitatori”. Interazioni che diventano dialogo tra spazio, oggetti e colore.

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