Monreale debutta al festival, tutto pronto per il primo weekend

Non solo il complesso del Duomo, il borgo scopre chiese straordinarie, collegi e conventi, palazzi, archivi e antichi seminari. Dieci luoghi da visitare e tre passeggiate in quattro fine settimana

di Redazione

Un debutto tanto atteso e preparato con cura. Monreale fa il suo ingresso nel festival Le Vie dei Tesori e si prepara a svelare il suo volto più inedito e segreto. Per scoprire la vera cittadina bisogna fare un atto di forza e lasciarsi alle spalle il Duomo, così a partire da questo fine settimana, 10 e 11 ottobre, ecco un programma di dieci siti e tre passeggiate d’autore, per quattro weekend, alla scoperta di un borgo intatto, che si sviluppa in verticale, con quartieri che sono un dedalo di viuzze, chiese, nobili palazzi e cortili fioriti.

Uno scorcio di Monreale con il complesso del Duomo

Il festival a Monreale è stato presentato questa mattina dal sindaco Alberto Arcidiacono, dall’assessore ai beni culturali e Unesco Ignazio Davì, dal presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onlus, Laura Anello, dal parroco della Cattedrale Nicola Gaglio e dal delegato vicario dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio Antonio Di Janni. “‘Rinasci nella Bellezza’ – ha dichiarato il sindaco Arcidiacono – indica già la volontà della nostra amministrazione, che guarda la città, i nostri concittadini, il nostro tessuto sociale, che deve prima richiedere un processo di innamoramento per poterla raccontare. Abbiamo voluto fortemente lavorare per portare Monreale all’interno del festival e siano felici di essere entrati in questa iniziativa. Con tutte le precauzioni che il mondo impone”.

La chiesa degli Agonizzanti

“È stato un anno difficile ma la nostra caparbietà ci ha premiato – ha aggiunto l’assessore Davì – con grande felicità siamo entrati in questa manifestazione e ne siamo orgogliosi .Abbiamo iniziato con 10 siti e tre passeggiate ma il nostro progetto è molto più ambizioso e prevede l’inserimento di altri siti per una città d’arte di alto livello”. “La mission del progetto si può riassumere in una sola frase – ha spiegato Laura Anello – : far crescere la comunità a partire dal suo patrimonio, materiale e immateriale. Le Vie dei Tesori è un grande laboratorio di narrazione collettivo, un’occasione di riconoscimento identitario, di inclusione sociale, di comunità. Per ripartire, insieme, con la bellezza”.

Chiesa di Santa Maria dell’Orto

Ed eccoci ai siti (qui tutti i luoghi), scelti con il supporto del Comune: partendo proprio di fronte al Duomo, dagli stucchi serpottiani della chiesa degli Agonizzanti, scelta per la presentazione, che si abbarbica ad una delle torri del sistema difensivo originario normanno; per poi scoprire la storia delle pie donne della Madonna dell’Orto, che scelsero di condurre una vita semi claustrale riunendosi in una comunità e trasformando le case attorno alla chiesa, nelle celle di un convento open air. Ma non bisogna dimenticare di farsi (virtualmente) bisbigliare la ricetta dei biscotti dalle suore di San Castrenze, magari dopo aver scoperto la “madonna degli angeli” di Pietro Novelli che è proprio sopra l’altare.

Chiesa della Collegiata

Il Collegio di Maria nacque per ospitare le povere fanciulle senza mezzi, oggi alzando lo sguardo verso la cupola della Santissima Trinità, si notano le grate della clausura; oppure ci si può sedere e ascoltare la storia lunga sei secoli del santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata e la leggenda dell’apparizione della Madonna Addolorata a fra’ Mariano al Calvario delle Croci. Dall’ex Ospedale pubblico cinquecentesco, affidato alle Dame di carità, si passa alle ventidue stanze e alla vista mozzafiato di Palazzo Cutò, affacciato sulla Conca d’Oro, ma ci si deve fermare al passaggio a palazzo di Città dove è da non perdere la cinquecentesca Madonna con bambino in terracotta del Gagini: al prospetto lavorò Giovan Battista Basile. Ultima sosta, ma è una vera scoperta: la biblioteca De Torres del seminario arcivescovile, per ripercorrere gli anni sotto la guida dell’arcivescovo Francesco Testa in cui Monreale era uno dei centri di studio della metafisica e delle lingue antiche, più rinomati del Mediterraneo.

La Ciambra

Con l’aiuto della ProLoco sono state ideate tre passeggiate, tre percorsi inediti anche per gli stessi monrealesi: si potrà seguire il corso del fiume Sant’Elia, tra mulini, antichi lavatoi e le “nache”, le piscine naturali dove si poteva fare il bagno; oppure scoprire che il quartiere della Ciambra deriva il suo nome dal francese, “chambre” e indicava gli alloggi degli addetti al servizio del sovrano; o infine accorgersi che Monreale è il borgo delle fontane, ne possedeva diverse, ne sono rimaste poche superstiti, in questa passeggiata se ne visiteranno cinque.

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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